Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Da quando abbiamo lasciato l'ospedale, io e Tiziano ci siamo parlati il meno possibile. O forse sono io che ho parlato poco, perché lui continuava a fare l'elenco delle cose che servono alla gatta per stare a casa con noi, come una lettiera, un trasportino, vari tipi di cibo... mentre Alice lo ascoltava e rimpinguava il suo elenco.
Qualche minuto fa ci ha salutati e si è diretta a casa sua. Da allora, il silenzio regna sovrano.
Continuo a sentirmi a pezzi, perché Tiziano non è stupido e ha capito tutto del discorso tra me e Daisy.
La gattina – abbiamo scoperto essere una femmina dopo la visita del medico – si è acciambellata dentro la scatola da scarpe. Sta bene, è solo un po' infreddolita: con un po' di cure e amore si riprenderà.
Ho deciso di chiamarla Notte, per via del pelo scurissimo. E perché la notte mi riconduce ai momenti passati con Mike, che sono stati i più belli di tutta la mia vita.
Ho sentito Elena per messaggio e ha detto che eventualmente potranno tenerla lei e Daniele. Mi ha rincuorata molto, perché poi ha aggiunto un "quando sei a casa e sei più tranquilla, fammi sapere come stai", che mi ha confermato per l'ennesima volta che tiene a me.
«Quindi, per Mike...» Tiziano prova a tirare fuori il discorso mentre siamo in ascensore.
«Non me la sento di parlarne.»
«Non è questo, ma...»
«Titti, sul serio.»
«Va bene.»
Non mi serviva sapere altro per sapere che ha capito. Mi bastano queste poche frasi e anche il suo rispetto nel non volermi forzare.
Usciamo dall'ascensore e, una volta in casa, troviamo papà e Noemi seduti al divano mentre guardano un film. Papà mette in pausa e si volta a guardarci, mentre Noemi si alza in piedi e ci viene incontro, puntando subito alla scatola da scarpe.
«Ma chi abbiamo qui?» sorride, avvicinando l'indice a Notte per tentare un primo approccio.
«Possiamo tenerla?» chiedo a papà, che si sta alzando a sua volta dal divano.
«Certo, aspettavamo che tornaste per vederlo... vederla? È una femmina? E poi saremmo andati a prendere qualcosa per lei.»
«Sì, è una femmina.» Sento gli occhi umidi, per un motivo che non riesco a spiegarmi. Forse sono sopraffatta dalle emozioni della giornata, a iniziare da Cornelia, passando per Mike e arrivando a Notte.
Posso tenerla.
«Andiamo io e Tiziano, tu riposati, sei stata tutto il giorno in giro.» Noemi mi rivolge un sorriso sincero, prima di infilarsi il cappotto e di precedere il figlio fuori dall'appartamento. «Prendiamo qualcosa per lavarla, non farla andare in giro nel frattempo!»
Notte ha aperto gli occhi e si sta guardando intorno con circospezione – come se avesse paura del nuovo posto in cui è capitata. Fa per saltare giù dalla scatola, ma ce la faccio rimanere, mentre mi siedo sul divano con lei in grembo, come sono stata per tutto il giorno.
Ricomincio ad accarezzarla sotto al muso e lei inizia a fare le fusa – per la prima volta da quando l'ho trovata. Significa che si sente a casa, che si sente al sicuro a stare con me, che si fida di me.
«Tutto bene?» Papà si siede al capo opposto del divano, appoggiato al bracciolo.
«Ho visto Mike all'ospedale. La compagna di Arnaud ha partorito e... ed è passato dove ero io.»
«Ti ha detto qualcosa?»
«Niente di particolare.» Niente che non mi aspettassi da lui. «Ma Daisy... mi ha riempita di domande e mi ha costretta a dire davanti a Tiziano perché ho dovuto lasciarlo. I-io... io non potevo essere la prima scelta di Mike, non visto quanto tiene a Liam.» Mi ritrovo a raccontare tutto, per l'ennesima volta e questa volta al racconto si mescolano le lacrime, perché ho bisogno di sfogarmi in qualche modo, ma è sbagliato farlo con mio padre, che si è ritrovato sbattuto fuori di casa e senza la possibilità di scegliere. Senza la possibilità di vedermi ancora – che Noemi gli avrebbe dato ancor prima che la chiedesse.
Papà mi ascolta con pazienza, ogni tanto si muove aggiustandosi gli occhiali o la manica della felpa, mentre Notte continua a fare le fusa e di tanto in tanto si stiracchia e sbadiglia, spalancando la bocca come fauci di una tigre.
«So che ho fatto bene, perché Mike non è in grado di scegliere tra me e Liam e io...» Mi mordo la lingua per ciò che sto per dire. «Io so cosa significherebbe privare Liam di Mike. È anche colpa mia, dovevo pensarci prima di rispondere a quella lettera e ora...»
Notte allunga la zampa verso il mio viso, come se volesse accarezzarmi. Mi sento così stupida, è tutto sbagliato, persino che mi sfoghi con lui.
«Hai preso la decisione che ti è sembrata più sensata.» Papà rompe il suo silenzio, ma percepisco una dose di commozione che non controlla del tutto. «Se per te e Mike sarà ancora possibile, quando anche tu, oltre a Liam, sarai più grande... Magari potrete avere un'altra opportunità.»
Faccio solo un cenno di assenso. Ho capito che per un periodo è stato preoccupato per il fatto che mi stessi distruggendo per un uomo tanto più grande di me. Ma forse si è reso conto del legame forte tra me e Mike.
La mia unica speranza è nel futuro.
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Spazio autrice Piccolo momento padre-figlia (a me questo tipo di scena fa sempre bene al cuore). E Lav è una dei pochissimi in tutto il VBU ad avere un padre comprensivo e che tiene a lei (e che, tutto sommato, glielo sa anche dimostrare).
Quanto è dolce la gattina? Sappiate che la sua presenza era prevista già quando stavo scrivendo le prime fasi della storia... Quindi quasi due anni fa! Spero che Notte vi stia piacendo <3
Mentre leggerete questo capitolo, sto procedendo alla rilettura di tutti quelli che mancano alla fine (non sono tantissimi), così aggiornerò ogni giorno fino alla fine <3
Una volta che avrò finito con i Mikvinia, di chi vorreste sapere qualcosa in più? Fatemi sapere, perché così... potrei mettermi all'opera ;)