Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Non sei qui anche tu per Alizée?» La voce di Liam è squillante, come se volesse farsi ascoltare sia da me sia da Mike che, dopo aver parlato al banco informazioni, non si è avvicinato a noi. È a due-tre metri di distanza, come se stesse badando ai fatti suoi. Sta cercando di ignorare la mia presenza, anche se dubito che ci stia riuscendo. È complicato anche per me, non ero più stata così vicina a lui da quel giorno al Palavulnus, quando abbiamo registrato i video per le Sinfonie.
Ora che è qui, vorrei solo che mi guardasse. Anche piangendo, non farebbe alcuna differenza, perché sarebbe il suo sguardo, lo sguardo che mi è sempre piaciuto e che sono finita ad amare.
Mostro il gattino a Liam, cercando di controllare il batticuore forsennato e le lacrime che sento sempre più pronte ad affacciarsi agli occhi. È complicato vivere dei sentimenti tanto profondi e non poterli esprimere.
«L'ho trovato tra due cassonetti» gli spiego. «Aveva appena smesso di piovere ed era lì tutto da solo. Non potevo lasciarlo a prendere freddo.»
«Che ti hanno detto, lo curano?»
«Sto aspettando che si liberi qualcuno. Non ci sono medici veterinari, e le persone qui hanno la precedenza.»
«Se ti serve, ti ci portiamo io e papà!» trilla lui, attirando l'attenzione di Mike – che mi sforzo per non guardare.
«Non ti preoccupare, Liam, non ho nessuna fretta.» Cerco di accennare un sorriso, ma non so quanto venga fuori. «Prima o poi passerà qualcuno.»
«Puoi anche chiamare il tuo ragazzo, no? Ti ci porta lui a un dottore per i gatti...»
«Quale ragazzo?» esclamo, prima di ricordarmi che c'era anche lui con Mike, quel giorno.
«Quello con cui sei venuta al cinema a vedere il film di Cap.» Liam scrolla le spalle, come se fosse ovvio ciò di cui stava parlando. «Non è il tuo ragazzo?»
«N-non... non è il mio ragazzo. Siamo solo usciti e non è andata bene.»
«Per colpa del film?»
«Il film non c'entra niente.» Ora sì, sto per piangere. Spero che non mi faccia nessuna domanda, non saprei come spiegargli che stavo a pezzi perché l'unico che vorrei baciare su tutto il mondo è suo padre.
«Perché, allora? Si è comportato male?»
«Liam non la assillare.» Mike ci ha raggiunti e gli ha posato una mano sulla spalla, come a voler rimarcare il fatto che deve lasciarmi in pace.
«Non è un problema» mento, trovando il coraggio di guardarlo negli occhi scuri.
Mike non guarda me, ma il gattino nella scatola, che si è svegliato e sta scrutando Liam con circospezione, come se la sua voce acuta l'avesse infastidito. «Se ti fa piangere, sì» dice soltanto. Solleva di poco il mento, quanto basta perché incontri il mio sguardo. «Anche se sei sempre bella, preferisco che tu non pianga.»
Ora sì che una lacrima mi sfugge. Sentirlo che mi parla così è un colpo basso al mio cuore.
«Io ed Enzo non stiamo insieme» dico, cercando di suonare ferma. Lo sono stata di più stamattina mentre affrontavo Cornelia. «Siamo solo usciti.»
«Non mi devi delle spiegaz...»
«Sì, invece. Avevo solo bisogno di staccare per un pomeriggio e fuori dal cinema mi ha baciata, ma è finita lì, gli ho detto subito che non c'era niente da parte mia.»
Sospira profondamente, la mano che tiene i fiori si abbassa fino a farli sfiorare contro il sedile accanto a me. Eppure, non fiata.
È una situazione strana, perché non dovremmo essere qui, tutti e tre. Io perché il gattino potrebbe non ricevere attenzioni, loro perché dovrebbero andare da Alizée.
Un miagolio mi richiama e vedo il micio con il muso sporto verso l'alto a cercare il contatto fisico con me. Lo accarezzo, mentre lui struscia il naso e il capo contro le mie dita, come se fosse il primo a volermi consolare, più di Mike, che si sta controllando a fatica e con respiri corti. Riesco a percepire che vorrebbe almeno abbracciarmi e farmi sentire che tutto può ritornare a come è stato.
Una piccola parte di me vorrebbe sentirselo dire e vorrebbe credere che sia davvero possibile.
«Cavolo, Lav, dovevo chiamarti! Gliel'hai detto tu?»
Mi volto verso l'ingresso, da cui sono appena sbucati Sasha, Niko, Elena, Daniele e Ryan Hill. Sasha cammina davanti a tutti, puntando dritta verso di me.
«No, sono qui per un altro motivo.» Accenno al gattino, che si abbassa contro la superficie della scatola, impaurito da tutti quei passi intorno. Di domenica mattina qui sono passate poche persone, forse è così piccolo da non essersi abituato alla calca di umani da cui può essere accerchiato.
Intanto, i ragazzi si salutano tra loro con pacche sulle spalle e qualche parola, e Niko finisce a spettinare Liam con la faccia di chi voleva infastidirlo. Percepisco Elena studiare tutta la situazione, come se volesse capire cosa stava accadendo e, soprattutto, come ci stiamo sentendo io e Mike, mentre Pala sta facendo cenno a Ryan di abbassare la voce, accennando al gattino nella scatola.
«Se dovete andare da Alizée, andate pure, mi sa che ha paura di avere intorno tante persone» dico.
«Ti troviamo qui quando abbiamo fatto?» mi chiede Sasha.
«Non lo so, dipende da quanto dovrò aspettare. Non mi va di salire e di essere di troppo, posso vedere Alizée con calma.»
Sa anche lei che è una frase di circostanza, perché non ho il coraggio di salire al piano riservato alla maternità, né tantomeno di ritrovarmi in mezzo ai componenti della Vulnus, non dopo tutto quello che è successo.
«Va bene, Lav, Eventualmente ci vediamo dopo.» Mi rivolge un'occhiata di complicità e prende Niko per mano per trascinarlo verso le scale.
Mi piange il cuore al vederli andare via tutti insieme. Sono stata una di loro, un tempo. C'è stato un periodo in cui tutte le cose della mia vita giravano per il verso giusto. Incluso Mike, che si allontana per ultimo, come se faticasse ad allontanarsi.
Una parte di me vuole sperare che ci sia ancora una possibilità per noi, mentre la parte più razionale continua a ripetermi che è tutto finito e che non possiamo tornare indietro.
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Spazio autrice Ed eccoli di nuovo a cercare di chiarirsi, a provare a dirsi cosa provano... E non sono riusciti a parlarsi fino in fondo.
Mike non riesce a resistere alla tentazione di starle lontano, pur rivolgendole poche parole.
Arrivano anche gli altri a interrompere la tensione e si portano via Mike lasciando Lavinia da sola. Pensate che farà in fretta con il gatto e salirà anche lei da Alizée? O preferirà rimanere per conto proprio?