Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Tesoro, così sei bellissima!» Ludovica mi guarda dall'alto in basso e dal basso verso l'alto. Un vestito blu scuro mi fascia completamente il corpo, finendo per cadere morbido persino sul seno piatto, facendo sembrare che ci sia qualcosa al di sotto.
Elena me ne porge un altro, tra quelli che hanno selezionato all'interno del negozio, e mi fa un sorriso di incoraggiamento.
Quando le ho scritto che avevo bisogno di aiuto per trovare un vestito, mi ha detto subito che sarebbe passata a prendermi da Mike per andare a fare compere – e a noi si è unita Ludovica, con cui aveva in programma di trascorrere la mattinata.
Mi sono dispiaciuta di aver sottratto loro tempo prezioso che stavano dedicando allo studio in vista della sessione invernale, ma entrambe mi hanno rassicurata dicendomi che una mattina non avrebbe cambiato molto e che hanno ancora tempo fino al primo esame.
E ora che mi guardo allo specchio mi sembro persino carina, soprattutto grazie alle parole entusiaste di Ludovica, che dice di trovarmi stupenda, bellissima, magnifica con qualsiasi cosa addosso. Credevo che lo facesse solo per supportarmi, ma il riflesso dice che forse ha ragione. Forse non sono così male.
Ma vestita sono molto meglio di come mi vedo nuda... Mike potrà anche dirmi che gli piaccio, ma io non posso fare a meno di vedermi orribile senza nemmeno uno straccio di stoffa a coprirmi.
Mi rintano nel camerino e mi cambio per l'ennesima volta – l'ultima. Questo abito nero con dei disegni di fiori in rilievo mi fa pensare più ad Alizée che a me. A lei starebbe meglio che a me, per quanto abbia una corporatura simile alla mia... Sarà perché indossa sempre qualcosa con motivi floreali, è un suo tratto distintivo.
Lo metto ed esco per guardarmi allo specchio. Preferisco quello blu, questo mette troppo in risalto la mia pelle diafana, sembro malaticcia. O forse è solo il mio turbamento interiore che si riflette all'esterno.
«Tesoro, così sei ancora più bella!» squittisce Ludovica.
Ma come fa a dirlo?
«Mi stava meglio l'altro» mormoro invece io. Aspetto l'opinione di Elena, che non proferisce parola, limitandosi ad annuire ogni volta. «Tu che ne pensi?»
«Secondo me ti stanno bene tutti.» Si avvicina e guarda il cartellino del prezzo. «Se ne prendi più di uno, puoi alternarli per quando vorrai essere più elegante, a prescindere da Mike.»
Accenno un sorriso e guardo la linea del mio profilo riflessa nello specchio. Continuo a vedermi fin troppo magra, ma la stoffa nasconde bene il mio scheletro. Non sono così terrificante. Lo spacco sulla gamba mi dà persino un'aria più adulta e i capelli legati nella solita coda sembrano acconciati con cura.
Sono io ma non sembro io allo stesso tempo. Chi è questa che si spaccia per me? Sono davvero io questa qui?
«Quanto costano?» chiedo a Elena a bassa voce. Finora ho cercato con tutta me stessa di non dare un'occhiata al prezzo. Avevo paura che fosse troppo alto.