Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Teo mi passa il pallone, che giro direttamente a Pala che, all'angolo, prova a tirare. Era da solo smarcato – perché se i difensori possono lasciar tirare qualcuno, quel qualcuno è lui.
Ma la sua tripla ci porta sul 77-77, agguantando il punteggio di Venezia, l'altra finalista di Coppia Italia.
Rientro in difesa e cercando di contenere il loro play, visto che Pala sta ancora rientrando. Appena mi raggiunge, mi sposto per andare sotto canestro, visto che Léo si è spostato per andare dall'ala grande. Però non riesco a farlo in tempo, perché loro mettono due punti facili.
Emanuele fa rimbalzare il pallone per terra, prima di effettuare la rimessa verso Pala. Gliela passa e lui la passa subito a Jemmy, mentre io provo a liberarmi dal marcatore. Capisco che non potrò mai vincere lo scontro con lui e mi avvicino a Jérémy, per portargli un blocco, ma appena mi muovo gli arbitri mi fischiano un fallo contro.
«Ma non ho fatto niente!» protesto, anche se so di aver mosso il corpo quanto bastava per spostare un giocatore di Venezia.
Colucci mi richiama in panchina per far entrare Niko, con cui batto il cinque. Sfilo accanto ai miei compagni, tutti pronti a supportarmi con una pacca o uno sguardo, e vado a sedermi al posto più lontano da Colucci, accanto a Teo. Ma il coach approfitta dei tiri liberi di Venezia per darmi una lavata di capo.
«Vuoi fare attenzione? Siamo pari e gli dai l'occasione di andare avanti? Eravamo in bonus!»
«Lo so, lo so.» Chino il capo, consapevole che avrei potuto stare più fermo e non sarebbe successo niente. Sarei rimasto in campo, anche se sto faticando a mantenere la concentrazione.
Colucci si volta per dare le istruzioni a Pala e Jemmy, lasciandomi rifiatare lontano dalle sue occhiate furibonde.
«Succede.» Teo si asciuga il viso con il panno, poi guarda i ragazzi disporsi in campo per ricominciare a giocare.
79-77 per loro.
«Non dovrebbe succedere» mormoro. «Sono uno dei giocatori più esperti qui, non posso fare certe cazzate. Ha ragione il coach.»
Ryan, seduto alla mia destra, mi dà un colpo ginocchio contro ginocchio, come a dirmi che non devo rimanerci male se sono stato spedito in panchina dopo un errore. Succede sempre nel basket, a tutti i livelli. Per una volta, sembra dire, può succedere anche a me.
Ma sto giocando male. Ho fatto tutta la finale con la testa da tutt'altra parte, nonostante abbia visto Liam durante il riscaldamento, nei posti a bordo campo in cui oggi ci sono anche Anja e Zoe con i figli.
Eppure, la mia testa continua a tornare a Lavinia, a quanto sia sbagliato che sia venuta fin qui, che mi abbia visto con Audrey, che...
Il coach chiama time-out, così ci raduniamo tutti intorno a lui. Insieme a Teo, mi metto alle sue spalle. In teoria così possiamo guardare meglio la lavagnetta con gli schemi, in pratica non riesco a resistere alla tentazione di rivolgere un'occhiata in alto, verso il punto degli spalti in cui era seduta ieri Lavinia.
Ed è ancora lì, bellissima, con una canotta della Vulnus. Ha il numero otto di Pala, ora sono sicuro che è venuta qui con Elena, che è seduta al suo fianco.
Non ascolto neanche mezza parola di Colucci, sono concentrato su di lei, sulle sue labbra sottili che si mordicchia, su quello sguardo scuro e in sofferenza che, nonostante tutto, tiene puntato nel mio. Avrebbe potuto rinunciare alla trasferta fin qui, eppure non l'ha fatto. Eppure, in qualche modo, ci tiene.
Come fa a tenerci, dopo tutto ciò che ha passato per colpa mia?
La sirena suona di nuovo, a richiamare la fine del time-out, e Teo si sfila la maglia per rimanere in canotta. Mi rivolge un'occhiata che dall'esterno sembra inespressiva, ma capisco cosa mi sta dicendo: "non ci pensare, ti fai del male". Ma come potrei non pensare a Lavinia? Al male che ho fatto a entrambi? Ad Audrey, che mi ha baciato davanti a lei?
L'azione riprende, mentre Emanuele viene a sedersi in panchina al posto di Teo.
«Dai, dai, raga» dice, con le mani unite in preghiera davanti al viso. «Manca poco, su...»
Pala passa il pallone a Teo, che finta un assist che distrae tutti. Invece, tira da tre, andando a siglare il canestro che, a questo punto della partita, potrebbe essere decisivo.
79-80.
Siamo sopra di uno e mancano tredici secondi.
Tutti i ragazzi in panchina si sono alzati in piedi, mentre invece io sono rimasto immobile. Non mi tocca. Siamo a un passo dalla vittoria della Coppa Italia e non riesco a provare niente, se non dolore. Ho rovinato la mia vita e, con quel fallo di prima, ho rischiato di rovinare questa partita.
Teo si volta verso Jemmy e Léo, battendo le mani per incoraggiarli in vista dell'ultima azione. Ma non serve, perché Pala riesce a intercettare un passaggio del loro play e se ne va tutto solo in contropiede a segnare un altro canestro. L'ultimo, perché suona anche la sirena finale.
79-82.
Abbiamo vinto la Coppa Italia.
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Spazio autrice
Eccomi, dopo tanto tempo. Pensavate che fossi sparita? Invece no, la mia vita è solo stata un gran casino.
Quando avevo tempo per rileggere i capitoli e postarli, non riuscivo a farlo, avevo una sorta di blocco, una paura infinita che questa storia, così come tutte le altre che ho scritto, non importasse a nessuno.
Ho attraversato un momento difficile con la pubblicazione di "Cenerentola al bistrot" perché, visto il riscontro molto positivo che aveva avuto qui, mi aspettavo che andasse meglio. Mi ha buttato molto giù, perché la nuova versione mi piace moltissimo e credo che sia la storia migliore che ho scritto finora... E non vedere tanto interesse all'uscita mi ha fatta stare male (alcuni giorni, anche fisicamente).
Chi mi segue da tempo lo sa, il caldo e l'estate sono uno dei miei demoni. Ma quest'anno sto cercando di ritagliarmi del tempo per stare un po' meglio attraverso piccole cose e... E Mike e Lav meritano una conclusione su questi schermi (magari una conclusione felice, ma lo scoprirete solo con l'andare avanti dei capitoli). Cercherò di aggiornare tutti i giorni, così avrete sempre qualcosa da leggere (visto che la storia è conclusa e ha solo bisogno di una rilettura).
Scusatemi per lo sfogo, sono stati giorni durissimi.