Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Vuoi già riportarmi Liam?» Audrey mi guarda scocciata dalla porta semiaperta.
«Liam è da Teo e Anja. Sono qui per te.» La supero, entrando nell'appartamento che profuma così tanto di pulito da farmi venire il voltastomaco. Mi sento sporco solo a stare qui. L'ultima volta che ci sono entrato, Audrey mi ha obbligato a prendere una scelta.
Bene, ora la scelta starà a lei.
«Pensavo che non volessi più avere nulla a che fare con me.» Tiene le braccia incrociate sotto al seno, ha una maglia che brilla a ogni movimento – non ho la minima idea di che roba sia quel tessuto. E ha il solito sguardo di supponenza con cui affronta ogni conversazione con me. Riesco a immaginarla con quel sopracciglio inarcato persino quando le scrivo che ci metto cinque minuti in più a riportarle Liam perché c'è traffico.
«Infatti, non volevo. Ma tu non sei stata leale con me.» Respiro a fatica, perché fronteggiare la postura di chi pensa di avere a che fare con un idiota è un'impresa. Non so neanche se riuscirò ad arrivare alla fine del discorso. «Tu mi hai impedito di stare con Lavinia, mi hai costretto a sceglier...»
«Direi che non hai scelto tu, ma che ci ha pensato lei, visto che non sei in grado di farlo. Quindi inizia a usare le parole giuste.»
«Non prendermi in giro» ribatto. Stringo il pugno, cercando di mantenere attivo quel minimo senso di rabbia che mi ha spinto fin qui. Non è da me arrabbiarmi, devo sforzarmi per non farla calare. «Tu mi hai impedito di presentare Lavinia a Liam mentre tu facevi venire qui Jacob e te ne infischiavi del fatto che Jacob fosse per te ciò che Lavinia è per me. Perché tu avevi il diritto di fare come ti pare? Anzi, perché tu ora continui a fare come ti pare, mentre io mi sento uno schifo solo al pensiero di aver commesso un errore?»
Sbuffa, come se stesse trattenendo una risata nervosa. «Perché tu ti sei fatto irretire da una ragazzina, io no. O sbaglio?»
«Ti sbagli. Non so più in che modo dirtelo, ma io non ti ho mai tradita. Mai. Tutto quello che mi è successo con Lavinia è accaduto dopo il nostro divorzio. Quando l'ho conosciuta ci stavamo già separando, tu eri a New York!»
«Certo, non mi hai mai tradita... E allora perché cazzo non mi amavi?»
«Perché stavo male, va bene?» Alzo la voce, perché lei sembra non volermi ascoltare, né tantomeno volermi capire. «Stavo male, per me era faticoso alzarmi dal letto e andare all'allenamento. Riuscivo a stare bene solo quando passavo del tempo con Liam. Non so perché con te fosse diverso, forse perché non ti sei accorta che stavo soffrendo come un cane e hai ignorato il fatto che fossi cambiato. Invece di parlarne con me sei saltata a chissà quale conclusione e...» Mi fermo, aprendo e chiudendo il pugno più volte solo per avere un'azione su cui concentrarmi.
«E? Abbi almeno il coraggio di finire la frase, no?»
«E mi hai tradito.» Abbasso lo sguardo, perché ora sì che fa male. Io avevo bisogno di qualcuno che mi stesse accanto e lei non solo non l'ha fatto, ma si è allontanata. Era così ferita nell'orgoglio che non le importava più quanto stessi male io. «Non importa che tu mi abbia tradito, fa parte del passato. Non ce l'ho con te per quello.»