Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Liam?» Richiudo la porta dell'appartamento di Audrey, sperando che lui sbuchi presto dalla cameretta. Se fa presto possiamo andarcene alla svelta e non dovrò rimanere a lungo qui.
Resto immobile ad aspettarlo, magari è al bagno. Non voglio rinunciare alla giornata insieme, neanche sapendo che stasera dovrò lasciarlo con la nonna pur di avere la mia cena fuori con Lavinia.
Ma ad Audrey sembra stare bene che frequenti ancora mia madre, quindi non farà nessuna storia. Se me ne farà per oggi, le assicuro che glielo riporterò a casa prima che vada da lei.
Già ieri non ho potuto evitare di notare qualche occhiata di sottecchi che le ha rivolto ogni tanto, ma Lavinia era concentrata su altro, sui ragazzi e le ragazze, su di me... Non ha fatto il minimo cenno a lei quando poi siamo rimasti da soli, quindi significa che non ci ha proprio fatto caso. Il che è un bene.
Mi accosto alla camera di Liam, dove si sarà cacciato?
«Prima è passata Grace. È con lei.» Audrey mi sorprende alle spalle, spaventandomi. Doveva tendermi un agguato?
«Potevate dirmelo, evitavo di venire qui a vuoto.» Mi volto per andarmene dalla porta di casa, ma sono richiamato dalla sua voce.
«Non sei venuto a vuoto. Dobbiamo parlare.»
Parlare? E di cosa?
«Non abbiamo niente da dirci.» Faccio per andarmene e poso la mano sulla maniglia della porta, abbassandola.
«Ah, no? E queste cosa sono?»
Di che sta parlando?
Tolgo la mano, lascio che la porta rimanga chiusa e mi volto verso Audrey. Sembra pronta per uscire, si è persino truccata e ha indossato un paio dei suoi ignobili orecchini di fimo. Mi fissa accigliata, come se potesse incenerirmi con lo sguardo. È furiosa, ho imparato a leggere questo segnale... Ma in passato ero portato a spegnere l'allarme e a farle abbassare la guardia, mentre con il tempo non importava più a nessuno dei due. Né a me di farla calmare – non quando ero io a stare male – né a lei di arrabbiarsi con me.
Ora, però, è tutt'altra faccenda.
In mano ha dei fogli scritti a mano e non mi serve chissà quale intuito per capire che si tratta delle lettere che scambiavano Liam e Lavinia.
Li ha scoperti.
«Cosa sono?» chiedo, cercando di fare il finto tonto.
«Quella ragazzina, Mike.» Sventola i fogli, invitandomi a leggere con un semplice cenno. Ma non voglio farlo, ciò che si sono detti deve rimanere tra loro. Mi sono imposto di non entrare nei loro discorsi ed è diventato naturale restarne fuori. Per Audrey, però, non vale lo stesso. «Quella ragazzina parla con nostro figlio. Me l'hai fatto alle spalle, non ti andava bene il mio no? Con questa ti sei giocato ogni possibilità di continuare a vederlo.»