Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Chiudo la porta della saletta del manager. Ho appena firmato il contratto per lavorare all'Oasi. Ero così nervosa che ho chiesto a Nelly di accompagnarmi. Sapevo che sarei tornata, anche in caso di responso negativo, perché volevano darmi un giudizio complessivo sulle mie performance.
A quanto pare, li ho colpiti. Per quanto Romeo Roggero l'abbia detto con il naso storto e l'espressione di chi ha pestato il ricordino di un cane, è stato generoso nell'elogiarmi. Anche se prova un odio a pelle nei miei confronti – che non so spiegarmi al pari di quello di Yuri all'Osteria – è stato molto chiaro: ho un talento che ha visto poche volte. Mi ha consigliato di esercitarmi ancora, ma intanto ho ottenuto un lavoro.
Sbuco in una delle sale del ristorante e trovo Nelly intenta a parlare con uno dei camerieri. Dev'essere Enzo, a cui mi ha accennato. Mi vede e mi indica di avvicinarmi.
«Allora?»
«Due sere a settimana per tre mesi» le rispondo. Ho ancora il cuore in gola. «Se dovessi andare bene, continuerò per altri sei, oppure mi faranno contratti più lunghi. Vedranno.»
«Enzo, lei è Lavinia, la pianista che ti dicevo. Lav, lui è Enzo.»
Mi porge la mano libera, mentre l'altra stringe la scopa con cui sta pulendo il pavimento. Ha una zazzera castana, che gli ricade disordinata intorno come se non gli piacesse pettinarsi. Oppure è un effetto ricercato. In naso all'insù è piccolino e la stessa bocca una linea sottile. È carino.
«Complimenti per essere con noi» mi accoglie, con un entusiasmo contenuto.
«Noi andiamo, ci vediamo stasera» lo saluta Nelly, così gli diamo le spalle e andiamo all'uscita.
«Sembra triste» le dico.
«Ha un po' di casini con cui deve scontrarsi tutti i giorni» mi spiega. «Ma è un bravo ragazzo. Tra tutti quelli che ci sono all'Oasi è di certo il migliore, a mani basse.»
«Intendi di bellezza?»
«Ma no!» ride. Apre la portiera della macchina e ci si appoggia su. «Intendo proprio come persona. Più di Oreste che punta su gente come te o me per la musica dal vivo.»
Oreste? Chiama per nome il proprietario?
«Non vedo perché non dovrebbe. Tu sei brava e hai una bella voce.» Mi siedo accanto a lei all'interno.
«Non è una scelta facile. Un impresario, di solito, sceglie musica registrata. Costa di meno.»
Ah.
«Quindi pensi... che veda qualcosa in noi?»
«Penso che lo ascolti. Sono sicura che l'hai stregato, perché agli altri ha chiesto altre prove. Me lo stava dicendo Enzo. Vorrei sentire qualcosa composto e suonato da te.»
«Sarebbe bello poter suonare qualcosa di mio.» Solo nel dirlo, il cuore mi fa un'altra capriola nel petto, più di quelle che ha già fatto mentre firmavo il contratto. Un giorno potrò suonare della musica mia?
«Se ti rinnovano il contratto, glielo potremo chiedere» dice Nelly. «Ti prendi una serata solo per suonare e io resto lì ad ascoltarti. Magari quando avrò un giorno di pausa, così il manager non si lamenta.»
Suonare musica mia in un locale... non riesco nemmeno a crederci. Sembra un sogno, ancora di più del mio ricordo di lunedì e di ieri sera.
Ieri sera.
Cornelia mi ha mandato diversi video della partita dal vivo. Parecchi riguardavano Mike e mi ha anche detto che ha giocato poco e che mi ha inviato tutte le sue azioni più importanti. Altri erano sugli altri giocatori, con azioni più o meno lunghe. Inizio a guardarne qualcuno.
«Cos'è?» mi chiede Nelly, richiamata dall'audio.
«La partita della Vulnus» le spiego. «Ieri c'era un'amichevole e una mia amica mi ha mandato alcuni canestri che hanno fatto. In teoria dovevo andare anche io, ma poi mi hanno messo la prova...»
«Non pensavo che fossi una tifosa.»
«In tanti pensano che musica e sport facciano a pugni. Se a uno piace una cosa, non può piacergli un'altra...»
«Non è per quello. È perché tu mi sembri una ragazza delicata e invece essere tifosa è qualcosa che penserei di più per una chitarrista rock.»
Ride, trascinandosi anche me.
«In realtà è successo quasi per caso. Mio padre una sera stava guardando una partita e mi sono messa lì con lui. Poi è diventata un'abitudine: era uno dei pochi momenti che condividevamo.»
Ho questo ricordo immobile, una fotografia fissata nella mia mente. Noi due davanti alla televisione e una partita trasmessa. Poi ho continuato a seguire la squadra, e forse è per questo che a mia madre non piace che la tifi. Gli ricorda lui, che ci ha piantate da un giorno all'altro per rifarsi una vita.
Cerco di non lasciarmi andare ai ricordi, riprendendo a guardare i video.
«Quello è il tuo preferito?» Nelly si ferma a un semaforo e vede che ho bloccato lo schermo su Mike.
È così palese?
Arrossisco, ma non rispondo. Metto via il telefono e mi concentro sui palazzi che scorrono accanto a noi.
«Non c'è niente di male ad avere una cotta per un giocatore. Sai quante volte è successo a me di innamorarmi di cantanti? Fin troppe!»
Cerca di smorzare la tensione, ma io mi sento braccata. Non è così semplice spiegare a una persona nuova nella mia vita perché mi senta legata a Mike.
«Mi stavo dimenticando! Ti va di passare con me a un negozio? Enzo mi ha chiesto di prendere un Funkopop. Deve regalarlo a una cugina e visto che lui è incasinato all'Oasi non riesce a passare a ritirarlo.»
«Nessun problema.»
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Spazio autrice E così Lavinia ha ottenuto un lavoro (per quanto temporaneo) all'Oasi del Palato. Lo so, è un capitolino breve, ma il prossimo vi piacerà di sicuro (e sarà molto importante!).
Intanto abbiamo conosciuto Enzo (povero caro), e abbiamo visto come Nelly si stia già ponendo con Lavinia. Che ne dite, vi piace Nelly?