Capitolo 64 (prima parte)

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Mi risveglio nel mio letto, scoprendo che qualcuno mi ha messo il piumone

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Mi risveglio nel mio letto, scoprendo che qualcuno mi ha messo il piumone. Eppure, quando sono rientrato nella notte, mi ci sono buttato sopra e sono crollato dal sonno.

Le tende sono spalancate e una luce lattea mi colpisce in pieno come apro gli occhi. Non mi pare di averle lasciate così.

Ormai sono sveglio, quindi tanto vale alzarmi. Anzi, no, non vale per niente. Non ho l'allenamento stamattina, non devo neanche andare a prendere Liam da scuola nel pomeriggio... E, nonostante sia giovedì, non devo andare a sentire Lavinia.

Lavinia.

Che giornata inutile.

Posso restarmene a letto, non cambierebbe nulla a nessuno.

Mi rigiro su un fianco, acciuffando il cellulare dal comodino.

«Mike, io vado. Non startene lì tutto il giorno, esci e vai a prendere un po' d'aria. Porta giù il cane.»

Eva.

Ecco chi mi ha rimboccato le coperte e aperto le tende.

Mi volto e vedo il suo viso scavato, sembra addirittura più stanca di me. Non è truccata, ha il solito aspetto trasandato, per via della tuta comoda e di bassa qualità che indossa quando viene a pulire, e i capelli sono raccolti sulla nuca in una coda bassa, con qualche ciocca che le è sfuggita, o che forse si è ribellata alla costrizione del laccetto.

«Non voglio fare niente. Non ce la faccio.»

«Quella ragazza ti aveva dato un motivo per alzarti? Non hai solo lei. Che penserebbe Liam nel vederti così?»

Mi stropiccio gli occhi. Non deve sapere che sto così male.

«Puoi pensare tu a Whisky?»

«Ci penso solo se ti alzi ed esci da questa casa. E non me ne vado prima di te.»

Gliel'avevo chiesto solo per rimanere qui.

Scosto il piumone e a tentoni cerco le ciabatte morsicchiate.

«Ti faccio il caffè» annuncia Eva, prima di allontanarsi.

Mi trascino in bagno per farmi una doccia. Non mi sono lavato dopo la partita, visto che non ero in panchina, e non l'ho fatto neanche appena rientrato. Avevo troppo sonno.

E non c'era neanche nessuno che avrebbe dovuto sopportare la puzza di sudore, visto che a Whisky non fa né caldo né freddo. Stasera Lavinia non tornerà a dormire qui, non devo nemmeno cambiare le lenzuola.

Lavinia.

Esco dalla doccia ancora gocciolante e mi annodo l'accappatoio sul davanti. Mi guardo allo specchio, sembro uno zombie. Ho delle occhiaie da far invidia a quelle di Eva.

«Devo venire lì dentro a lavarti?» mi grida al di là della porta.

«Sono pulito!»

Indosso un paio di jeans e una felpa, che sono apparsi magicamente sul mobiletto accanto al lavandino. Eva dev'essere entrata mentre ero nella doccia. Mi ero abituato a non chiudere a chiave per via di Lavinia e ora mi ritrovo con lei che entra nel bagno di soppiatto.

Spero che non mi abbia visto nudo, perché il pannello che chiude la doccia è trasparente. Anche se ormai Eva è come una sorella maggiore e forse nemmeno mi imbarazzerei. Mi ha anche preso un paio di mutande pulite.

Ha frugato nei cassetti?

La raggiungo in cucina, mentre sta sbriciolando della cannella in una tazza. Non mi ha preparato il caffè, ma una cioccolata calda.

La cioccolata.

Cioccolatino.

Lavinia.

«Non dovevi» dico, sedendomi al tavolo.

«Ti tira un po' su.»

«Non può tirarmi su.»

«Hai provato a parlarci?»

«Audrey non vuole sentire ragioni. È testarda e io... mi sento così inutile quando c'è lei. Non so oppormi, non so neanche dire quello che penso... È come se mi annullasse.»

«Me ne ero accorta.» Prende posto anche lei, nel lato di seguito del tavolo. «Ma parlavo di Lavinia. Ti faceva bene, Mike, come puoi rinunciare a una persona che ti fa stare bene?»

«Non posso rinunciare a lei. Ma Audrey mi ha costretto a sceglier...»

«Ho capito, Mike. Audrey ti ha dato tempo fino a lunedì. Oggi è giovedì. Perché non ti godi questi giorni con lei?»

«Poi sarebbe più doloroso.»

«Non lo è già così?»

«Farebbe male lo stesso. Come posso guardarla negli occhi e chiederle di stare con me anche solo una notte? Non sono abbastanza forte da mettere le cose a posto, non ho saputo gestire una situazione delicata. E ora fa tutto male. Tutto, non riesco neanche a pensare alle cose più stupide senza vederci lei.»

«Liam lo sa?»

«Come glielo dico? È finito tutto perché Audrey ha scoperto le loro lettere.»

«Ad Audrey non basta la promessa che non si scriveranno più?»

«Secondo te si fida di me? Questa volta la capirei, perché non sono stato in grado di mantenere un accordo molto semplice. Non riguardava me o lei, ma Liam. Liam dovrebbe essere la persona a cui tengo di più, dovrei pensare soprattutto al suo bene e al fatto che...» Bevo un sorso di cioccolata calda, che ha il solo effetto di allargare la ferita nel petto. «Non sono stato un bravo padre. Non lo sono in generale. Dovrei dargli l'esempio, dovrei essere una figura di riferimento... e non lo sono.»

«Sì che lo sei. Non te ne rendi conto, ma lo sei. Finisci di bere e andiamo, così porto giù il cane e tu vai a farti un giro.»

Spazio autriceMenomale che c'è Eva! Almeno qualcuno si sta prendendo cura di Mike e si preoccupa per lui <3

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Spazio autrice
Menomale che c'è Eva! Almeno qualcuno si sta prendendo cura di Mike e si preoccupa per lui <3

Pensate che abbia ragione? Che Mike e Lav possano godersi gli ultimi giorni insieme? O non riuscirebbero mai a farlo?

Vi scrivo un paio di cose. La prima è che ho deciso di aggiornare ogni giorno per farvi arrivare tutta la storia, visto che è completa già da qualche settimana e altrimenti rimane nel mio pc troppo a lungo invece di essere letta. Mi raccomando, se non vi arrivano le notifiche, venite a controllare di persona se ci sono i nuovi capitoli!

La seconda è che questi primi giorni di uscita di "Cenerentola al bistrot" stanno andando bene, oltre le mie aspettative. Non so se ci siete anche voi tra coloro che hanno preso una copia o tra quelli che stanno leggendo su KU, ma nel caso in cui così fosse vi ringrazio dal profondo della mia anima. Mi state aiutando tantissimo <3

Baci a tutti,
Snowtulip.

Note a canestroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora