Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Senti, Mike.» Teo mi posa una mano sulla spalla con fare fraterno. «Dobbiamo parlarti.»
Mi ha convinto a venire da lui e Anja con la prospettiva di far giocare Liam con Darko e Daisy – con cui sembra aver ritrovato sintonia di punto in bianco. Ma quando sono arrivato, dopo aver preso mio figlio da scuola, ho trovato buona parte dei ragazzi della Vulnus e delle loro compagne ad aspettarmi.
La scusa che hanno rifilato ai bambini è che volevano stare tutti insieme e non far affaticare troppo Alizée con il bambino – che infatti in questo momento è tra le braccia di Pala, che se lo coccola come se fosse un pallone da basket.
Ma qualcosa mi sembrava strano e le parole di Teo me l'hanno solo confermato.
«Stai continuando a evitare il discorso su Audrey» dice Niko, con aria seria. È una delle rare volte in cui non lo vedo pronto a sparare una cazzata da un momento all'altro. Non sembra nemmeno lui.
Anja mi fa cenno di sedermi sul divano, tra Pala con il piccolo Didier e Alizée, mentre gli altri sono intorno a noi. Hanno aspettato che Liam fosse andato nella camera dei bambini per farmi un discorsetto.
Eppure, a me non sembra di meritarne uno.
«Non sto evitando Audrey: semplicemente non voglio saperne nulla. Non mi interessa, non è mia moglie, né altro. Ci parlo solo per le questioni che riguardano Liam. Se non fosse per lui, potrebbe tornare a New York.»
Teo si piazza di fronte a me, dopo aver scambiato un'occhiata con il Fabbro e Sara che ha l'espressione di chi è sul punto di sparare a zero su qualcuno. Ho imparato a conoscerla, non si tirerebbe indietro.
«Ho provato a dirtelo, ma sviavi sempre il discorso» dice Teo. «Invece ora ci stai a sentire, perché è importante e tu non riesci a fare a meno di Lavinia.»
Abbasso lo sguardo, puntandolo sul tappeto sotto i suoi piedi. Dovevo immaginare che i ragazzi avessero parlato di me, dal ragionamento che Claudio mi ha rifilato domenica.
«Partiamo anche dal fatto che non c'è un modo gentile per dire una cosa del genere.» Jérémy intreccia le dita davanti a sé, con i gomiti sulle ginocchia. «E che per parecchio tempo non l'abbiamo saputo tutti, e per altrettanto tempo pensavamo, o almeno chi lo sapeva pensava, che si trattasse di una questione tra voi due e che noi, proprio per questo, non dovevamo metterci in mezzo.»
«Alla fine era il vostro matrimonio e il vostro divorzio, riguardava solo voi» dice Elena, con il tono dolce di chi sa che è una questione pesante. Ma che cosa possono dirmi che mi faccia stare peggio? Dopo la rottura con Lavinia non c'è nulla che possa affossarmi ancor di più.
«E poi non è solo questo.» Niko si gratta il pomo d'Adamo e cerca rassicurazione nello sguardo degli altri. Sasha gli stringe la mano per incoraggiarlo ad andare avanti. «Sei sempre tu, e noi sappiamo che sei... ecco, delicato. Preferivamo evitare di dirti cose che ti mandassero in tilt, o che ti riducessero peggio di come stavi un anno fa di questi tempi. Non sapevamo come avresti reagito, avresti anche potuto dirci che ce lo stavamo inventando per, che ne so, tirarti su il morale e dirti che tutto sommato Audrey è una stronza e non ci hai perso niente.»