Capitolo 79 (prima parte)

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Mike si libera dei mutandoni e il suo pene è già dritto ad angolo retto, come sempre quando ha voglia di me

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Mike si libera dei mutandoni e il suo pene è già dritto ad angolo retto, come sempre quando ha voglia di me. Faccio per chiudere il getto della doccia, ma lui mi fa cenno di no.

«Preferisco sentire l'acqua» dice soltanto, aprendo l'anta per raggiungermi.

Appena la richiude, sono pervasa da un sentimento nuovo. Non è solo eccitazione, non è il semplice impulso indecente di sentire la sua presenza dentro di me. È il bisogno viscerale del calore di Mike, dei suoi gemiti affannati, della sensazione di essere amata fino in fondo, in ogni senso che la parola "amare" abbia.

L'amore è anche complicità, quindi non vedo perché non debba averne con lui. Se voglio una persona al mio fianco, nel corso della vita, quella persona è Mike. Se staremo insieme per sempre, perché non dovremmo sentirci liberi anche nel sesso? Perché dovrei avere dei blocchi, quando so che li sbriciolerebbe con la forza del suo amore?

L'acqua gli colpisce la fronte, ma sorride stringendo i miei fianchi nudi, mentre il suo membro sta strusciando sulla mia coscia, alzandosi sempre di più.

«Cavolo, il preservativo» sussurra.

«Non corriamo nessun rischio» dico. «Non posso rimanere incinta e non ho nessuna malattia da attaccarti. E non ne hai neanche tu, no?»

«Assolutamente no.» Accenna un sorriso e si china su di me a baciarmi, spingendo i miei fianchi contro i suoi e facendolo entrare dentro di me con un colpo deciso. Lo sento annaspare nel bacio, e capisco che si è mozzato il fiato anche a lui per la veemenza che ha appena usato, ma non allontana le labbra dalle mie.

Mi lascio accarezzare dalle sue mani umide che percorrono la mia schiena, mentre il getto della doccia continua a colpirci inesorabile. Mi spinge verso le piastrelle del bagno e mi alza di qualche centimetro, come aveva fatto quella volta in cucina, in modo che possa allargare bene le gambe.

Quella volta.

Si dimena dentro di me, coccolandomi con spinte dolci che mi fanno sentire sempre più vicina a lui, mentre l'acqua continua a bagnarci, rimbalzando chissà dove e finendo a colpirci su schiena, sedere, fianchi, viso, non so più come sia messo il getto della doccia. Sembra che ci stia piovendo addosso, ma è una pioggia delicata, calda, così come la presa di Mike che vuole solo darmi un nuovo benessere.

Vuole solo darmi la certezza, per l'ennesima volta in questa serata, che è qui con me, che possiamo amarci, che tutto può tornare a come era stato prima della nostra separazione.

Non so come ho fatto a vivere senza i suoi baci, senza le sue mani, senza il suo...

Fatico sempre di più a controllarmi, perché il piacere sta montando dentro di me con un'impetuosità che non ho mai provato prima. Mi sento molto più grande, adulta, perché riesco a capire che tutto questo significa che mi sta facendo bene. Continuo a stringere il collo di Mike, costringendolo a rimanere chino su di me, con la paura di cadere nel piatto della doccia, anche se qui c'è abbastanza spazio per entrambi e non sbatteremmo nemmeno contro il box trasparente. Eppure... I brividi che mi percorrono lungo la schiena mi suggeriscono che trovo tutto questo eccitante, molto più del corpo morbido di Mike o del suo pene duro che sta spingendo sempre di più.

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