Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Mi raccomando, fai il bravo.» Mike sta fissando Whisky in ascensore. Io invece mi torturo le dita, perché so che a casa troveremo papà e ho paura che...
Whisky gli risponde con un piccolo abbaio.
«C'è una gattina piccola lì dentro, quindi non spaventarla» lo ammonisce ancora lui.
«Aspetta qui» gli suggerisco, tirando fuori le chiavi e uscendo dall'ascensore. Spalanco la porta di casa e trovo Notte, che mi guarda con i suoi occhi giallo-verdastri, con tutto il corpo arcuato. Ha paura di qualcosa e capisco subito che il qualcosa è quel batuffolo bianco che Mike sta tenendo per il guinzaglio.
«Lav, sei tu?» Papà si affaccia dall'angolo della cucina e aggrotta le sopracciglia nel vedere anche Mike.
«Sì, poso lo zaino e usciamo» rispondo, con il cuore in gola. Non mi ha più detto nulla, dopo il pomeriggio in cui mi sono sfogata, ma sono sicura che ha immagazzinato tutte le informazioni che ho tirato fuori e che adesso non vede di buon occhio il fatto che ci sia anche lui – chissà cosa penserà, magari che ci stiamo vedendo alle spalle di Audrey, o che Liam sarà costretto a crescere senza il padre...
Mi concentro di più su Notte, che sta indietreggiando, anche se Whisky non è ancora entrato.
«Non ti fa niente, è buonissimo» le dico, ma lei non sembra per niente convinta. «Dai, vieni, andiamo di là.» Faccio per andare in camera, ma lei ha paura a seguirmi, perché continua a fissarlo terrorizzata. «Micetta, non ti fa niente.» La prendo in braccio e la stringo a me, cominciando a grattarla sotto il muso, che lei allunga per farsi coccolare per bene. «È solo esuberante, ma è buono» insisto, andando verso la cameretta. Richiudo la porta dietro di me, lasciando Mike e papà da soli.
Spero di non sentirli discutere, non mi piace l'idea che possano farlo per me.
Accarezzo Notte ancora per un po', tendendo l'orecchio, ma sento solo il tonfo dell'uscio. Poi passo a prendere dallo zaino quello che mi potrebbe servire, come il portafoglio e il caricabatteria del cellulare, che ficco nella borsa in cui custodisco l'ultimo libro di Sara che sto leggendo – ne ha fatto uscire un altro, come fa a pubblicare alla velocità della luce?
Pensavo che per pubblicare un libro servisse molto più tempo – più o meno quanto ci vuole per pubblicare un album – ma forse Sara punta tanto sull'aspetto porno dei suoi romanzi, che la trama è totalmente secondaria. Se dovesse scrivere qualcosa su me e Mike, allora sì che la trama prenderebbe il sopravvento...
Chissà cosa accadrebbe se lo scrivesse davvero, magari riuscirebbe a nascondere bene che si tratta di noi due.
Richiudo la borsa, facendo attenzione che il libro non si veda subito da fuori – non so più perché mi ostino a portarli in giro... Una volta, parlando con Noemi, mi ha detto che sono liberissima di fare qualsiasi lettura e che non c'è niente di male nel voler esplorare anche generi che possono sembrare disturbanti.
«Perché gli horror e gli splatter vanno bene e gli harmony no?» aveva detto, citando proprio il genere che sto leggendo.
Non so neanche se quelli di Sara siano harmony veri e propri – me ne intendo molto poco. Ma considerando che c'è una bella dose di scene porno, forse sì.
Schiudo la porta della camera, pronta a uscire di nuovo, e mi fermo ad ascoltare guardando Notte che si è sdraiata sul mio letto e mi fissa, preoccupata che Whisky possa sbucare da un momento all'altro.
«Voglio solo essere sicuro di quello che stai facendo, Mike. Il legame con tuo figlio riguarda te, ma se Lavinia soffre è una mia responsabilità. Non voglio che stia di nuovo male come...»
«No, Dario, non è una tua responsabilità. Tu sei responsabile solo di come esce dalla sofferenza, perché se ci sono persone, lì fuori, che vogliono farle del male, gliene faranno a prescindere da te. In ogni caso, io sono molto sicuro: con Audrey è tutto sistemato e se mi permette di vivere la mia vita con lei e Liam, non c'è nessun problema. Mi dispiace per tutto, perché Lavinia ha avuto tanti guai a causa mia e... Be', non li avrebbe avuti senza stare con me.»
«Devi sapere cosa stai facendo» dice papà. È la frase che mi ripeteva spesso quando ero bambina, che mi ha sempre portata a essere più responsabile di quanto una ragazzina avrebbe dovuto. «Se lo sai, va bene. È la vostra vita e, se funziona, io non sono nessuno per mettermi in mezzo. Ho capito quanto è importante per tutti e due.»
Mi asciugo una lacrima sulle ciglia inferiori, sperando che non mi abbia sporcato il mascara che ho messo prima, quando ero ancora da Mike. So da un pezzo che papà si preoccupava per me, ma da questo a sentirgli fare un discorso simile c'è una differenza abissale.
Esco dalla cameretta, seguita da Notte, che cammina tra le mie gambe come se potessi proteggerla da quell'ammasso di peli bianchi che, accucciato sul pavimento, sta puntando lo sguardo su di lei.
Mike lo ferma appena in tempo, prima che le salti addosso, tirando il guinzaglio. «Ti ho detto di fare il bravo!» Si accovaccia di fronte a lui e gli punta l'indice verso il naso. «Ha paura di te, così la spaventi soltanto.»
Notte si avvicina lentamente, circospetta, annusando intorno, fino ad arrivare a Mike e ad allungare le zampe anteriori sulla sua schiena ancora china verso Whisky. Lui si gira con un sorriso e sporge l'indice verso di lei, in modo che possa captare il suo odore e abituarcisi.
La gatta si ritrae appena, ma il nasino continua a contrarsi per studiarlo.
«Amore, non ti fanno niente» le dico, con il tono melenso che uso solo con lei. È piccola, spaventata da un uomo gigantesco e da una palla di pelo chiassosa.
Forse non è troppo diversa da me, che fatico ad abituarmi alle cose nuove che irrompono nella mia vita.
«Tu hai spaventato il mio cane, io la tua gatta. Direi che siamo pari» scherza Mike, proprio quando Notte decide che può fidarsi di lui e si struscia contro il suo dito.
«Whisky non era un cucciolo traumatizzato» puntualizzo. «Lei è stata abbandonata tra i cassonetti.»
Ignora la mia puntualizzazione e fa cenno a Whisky di avvicinarsi pian piano alla gattina, che però indietreggia. «Va bene, vi conoscerete meglio tra un po', allora.» Trattiene il guinzaglio e indietreggia verso la porta, mentre Notte cammina a un metro di distanza da loro, disegnando una circonferenza sul pavimento. «Tanto non c'è fretta, no?»
Mi guarda, come cercando rassicurazione nel mio viso.
Gli sorrido, perché ho capito cosa intende dire. «No, niente fretta. C'è tempo.»
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Spazio autrice Vi aspettavate un confronto tra Mike e Dario? In qualche modo doveva pur esserci, dopo lo sfogo di Lavinia! Almeno sembra essere andato tutto bene <3
Inoltre, c'è anche il primissimo incontro tra Whisky e Notte. Prima o poi andranno d'accordo?