Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Mi asciugo il sudore sulla fronte, tamponando pian piano con il panno, mentre Claudio si lascia cadere sulla panca accanto a me.
Anche gli altri si radunano intorno alle panchine, la maggior parte per bere. Qualcuno mi passa una bottiglietta e solo in un secondo momento scopro che è Niko.
«Bene, ragazzi, ottimo allenamento.» Colucci batte al volo le mani, con la cartellina infilata sotto l'ascella, prima di avvicinarsi al gruppo che si sta rifocillando. «Ora, il Cluj è una squadra molto tecnica, che proverà a metterci pressione giocando velocemente, perché cercheranno di avere più possessi. Più possessi significa più tiri e più tiri significa che potrebbero fare più punti anche se le percentuali dovessero fare schifo.»
«Quindi dobbiamo impedirgli di tirare e di difendere altro» continua il vice. «Dobbiamo stare attenti in difesa, perché loro sono molto veloci e noi invece più fisici. Mi raccomando alla situazione falli, cerchiamo di farli più in là possibile nell'azione, ma prima che arrivino a tirare. Intesi?»
Arriva qualche borbottio di assenso.
«Sono due anni che l'Eurocup ci sfugge» riprende a dire Colucci. «Quest'anno non ho la minima intenzione di lasciar vincere qualcun altro, chiunque altro, nessun altro. Nessuno la merita più di noi, sono due anni che arriviamo almeno in semifinale.»
«Facciamo paura, allora» commenta Marco, attirandosi un'occhiataccia del coach. «Ma è vero, devono avere paura di noi. Nessuno arriva così in alto così spesso!»
«Intendi dire che nessuno fallisce bene come noi» lo corregge Niko.
«Non vi azzardate a sparare altre cazzate» sentenzia Colucci. «Devono avere paura di noi perché siamo forti, con esperienza, e...»
«E con delle palle giganti» chiosa il Fabbro. «Senza quelle non arriviamo da nessuna parte.»
«Basta che non parli di cazzi giganti, perché per quelle ci sono alcuni fuori competizione!» ride Niko, trascinandosi dietro Jacob e Ryan.
«Ma falla finita» borbotta Daniele, sapendo che si riferiva a lui.
«Se ti senti chiamato in causa per i cazzi giganti, non sono io, eh!» ride ancora Niko.
«Pala, è tutta invidia» scherza anche Emanuele.
«Quando avete finito con le cazzate, concentratevi sul Cluj!» Colucci prova a rimproverare tutti, anche se ormai è consapevole che quando qualcuno inizia a mettere in mezzo le doti fisiche degli altri è il momento in cui nessuno gli sta più dando retta.
Ma stavolta, almeno, ha iniziato il Fabbro, anche se stava usando un modo di dire.
«Oh, merde.» Jérémy sta fissando il telefono – è l'unico che ha il permesso di portarlo qui, perché Alizée è al nono mese e potrebbe avere le doglie da un momento all'altro. Ha gli occhi incollati allo schermo, si è immobilizzato e sembra che abbia appena visto un fantasma. «Coach, devo andare di corsa. Posso?»