Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Era più facile prendere una decisione mentre ero tra le braccia di Mike.
Seguo le istruzioni di Google Maps, ma mi fermo a pochi passi dall'agenzia in cui lavora Audrey. Sono da sola, ho lasciato Nelly e Mike a casa di mio padre perché ero così decisa a venire qui da non preoccuparmi di nient'altro. Forse se ne saranno andati, forse aspetteranno il mio ritorno.
L'agitazione mi pervade, tanto che mettere un passo dietro l'altro è la più grande impresa della mia vita. Il provino all'Oasi, al confronto, era una gitarella scolastica.
Da questo non dipende il mio lavoro, ma la vita di Mike.
Io non sono importante, ho imparato a mettermi in secondo piano, ma lui... Non voglio che soffra.
"Hai trovato il posto?"
Anja. Mi ha mandato l'indirizzo quando gliel'ho chiesto. Non ha posto obiezioni, né ha formulato domande. Dentro di me, credo che sappia già.
"Sì. Ho paura."
Premo invio prima di essermene resa conto. Adesso che sono sola, ho paura. Basterebbe una parola sbagliata, uno sguardo male interpretato e Audrey potrebbe cacciarmi. Significherebbe porre fine al nostro dialogo, alla possibilità di salvare Mike.
Salvarlo.
Ripenso al suo sguardo di prima... Ho visto gli occhi della disperazione, del dolore, di... di quel baratro che ha vissuto e in cui rischia di cadere di nuovo. Forse non è forte abbastanza, ma io sono sempre stata forte per gli altri. Lo sono stata per mia madre, posso esserlo anche per lui. A lui voglio più bene di quanto ne abbia mai voluto ai miei genitori.
Inspiro ed espiro, come Nelly mi ha fatto fare una marea di volte, per ogni esibizione insieme all'Oasi.
"Ce la posso fare" scrivo ad Anja, senza guardare la sua risposta di poco fa. Getto il telefono nella borsa e mi faccio coraggio.
Su, Lav, non è niente di impossibile.
Invece sì, è l'uomo che amo.
Hai superato di peggio.
Questo non sarà mai superabile se fallisco.
Perché l e voci nella mia testa non stanno zitte? Perché le paranoie devono arrivare proprio ora? Non voglio, non posso.
Faccio un passo avanti, e poi un altro e un altro ancora. Arrivo davanti alla prima vetrina dell'agenzia, da cui si vede l'interno. Audrey sta parlando con una figura femminile che mi dà le spalle. Sono sedute davanti a un tavolo e Audrey dice qualcosa mentre digita a una tastiera.
Sembra che stia prenotando il viaggio a una cliente.
Ma riconosco quel cappotto scuro, i capelli scuri allisciati con la piastra e quella borsa di stoffa poggiata sul tavolo. Riconosco l'anello all'anulare, così come quello di fidanzamento che tiene sopra alla fede.