Capitolo 72 (prima parte)

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Poche settimane dopo – domenica 9 marzo 2025

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Poche settimane dopo – domenica 9 marzo 2025

Mi fermo a riprendere fiato, nella via principale su cui affaccia quella in cui è la sede del fanclub. Stringo l'ombrello a me, traendo un profondo sospiro, che mi riempie le narici del profumo di petricore. La pioggia sta battendo da giorni sulle vie di Villafiore, così come sulle piante che strabordano da tutti i balconi. Mi concentro sulle gocce che cadono nella pozzanghera che si è formata accanto al marciapiede, tentando in tutti i modi di calmare l'ansia.

Come mi ha insegnato Nelly. Inspira, espira.

Stento a credere a ciò che sto per fare, perché non è da me. Prepararmi un discorso e fare una piazzata davanti ad altre persone non è da me. Nessuno se l'aspetterebbe, sono sempre stata la brava ragazza, quella che si comporta bene, che non pronuncia mai una parola fuori posto, quella che sa sempre cosa dire e cosa fare.

Certo, anche ora so cosa dire e cosa fare, ma è in netto contrasto con l'immagine che i ragazzi hanno sempre avuto di me.

È anche vero, però, che gli ultimi mesi hanno contribuito a mettermi a dura prova. Ne sono uscita a fatica, anzi, non sono neanche sicura di esserne uscita. Ripenso a quel giorno al cinema con Enzo, a quanto tutto nel nostro bacio fosse sbagliato e a quanto mi sentissi ancor più sbagliata quando lui ha detto che non c'era alcun problema e che andava tutto bene. E che saremmo potuti rimanere amici come prima.

Mi sconcerta pensare che è accaduto davvero, che con lui ho mantenuto gli stessi rapporti gentili di prima – anche se sospetto che ci sia dietro lo zampino di Nelly. Nelly è stata molto presente con me, mi ha portata in giro, abbiamo giocato a bowling un paio di volte con Enzo e la violoncellista di cui mi aveva parlato una volta e mi ha persino rassicurata quando ieri le ho confidato i miei piani per oggi.

Andare al fanclub, approfittando della replica della partita di ieri sera, e incazzarmi con Cornelia per tutto ciò che mi ha fatto.

So da un paio di settimane cosa Sara ha ricostruito e credo che la sua soluzione sia plausibile. Anzi, più ci penso, più mi sembra corretta. Yuri mi odiava proprio e voleva essere al mio posto: nelle grazie di Riccardo. Non sono più tornata all'Osteria, perché non sono più passata nel vecchio quartiere – neanche per sentire mia madre. Non avevo il coraggio di farlo.

Se è per questo, non avevo neanche il coraggio di affrontare Cornelia. Ma ho bisogno di una chiusura, ho bisogno di sfogarmi e, magari, anche di urlarle contro davanti all'intero fanclub.

Gli altri non ne hanno colpa, Cornelia ha sempre nascosto i suoi lati peggiori e io – io che sono stata sua amica per anni! – non me ne sono accorta fino in fondo se non da poco.

Rilascio un refolo d'aria che si condensa subito. Tra una decina di giorni è primavera, ma sembra che l'inverno voglia protrarsi a lungo.

«Ehi, Lav, sei qui per la partita?» Gigi e Giulio, due dei ragazzi, stanno camminando verso di me, attraversando il marciapiede.

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