Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Infilo le mani nelle tasche del cappotto. Avevo così fretta di uscire, presa dallo slancio, che ho lasciato i guanti a casa. È dicembre, fa troppo freddo per andarsene in giro con le dita scoperte.
Sasha scende sul marciapiede e mi raggiunge, dopo aver chiuso la macchina con un pulsante del telecomando.
«Se ci sei anche tu, Cornelia non sarà sincera» sussurro.
«Non ti lascio da sola. Hai bisogno di tutto il sostegno possibile.»
Iniziamo a camminare e, man mano che ci avviciniamo, ho sempre di più il cuore in gola. Non so cosa dirò, non so nemmeno come potrò reagire a qualsiasi cosa potrà dire lei. Perché non ho pensato a un discorso, mentre ero nell'auto di Sasha? Perché non sono capace di organizzare le mie azioni, e mi affido all'istinto?
Mi fermo prima di svoltare l'angolo che ci immette nella via del fanclub. «E se ci fossimo sbagliate? Se non fosse stata Cornelia?»
Sasha si aggiusta il cappello rosa sulla testa. «Può darsi, non abbiamo nessuna certezza. Ma devi chiedere e devi sapere. Io posso distrarre tutti gli altri con qualche aneddoto su Niko... Magari posso anche promettere di portarlo lì una volta, così tu hai tutto il tempo per parlarci. D'accordo?»
Annuisco e sembra bastare la sicurezza che ci sarà anche lei a farmi coraggio. Non sono sola.
A passi svelti arriviamo all'ingresso del fanclub. Appena apro la porta, Giancarlo si volta a guardarmi. Indossa una felpa verde scuro della Vulnus e sta aggiustando il proiettore nella solita postazione.
«Lav, come stai? È un bel po' che non passi!»
«Sì, io...» esito, in difficoltà. «Ho avuto un periodo turbolento.»
«Cornelia torna tra poco, sta ordinando la pizza per tutti quanti.» Scavalca una fila di sedie e mi saluta con il solito guancia a guancia. «Con Mike come va?»
Mike.
L'avevo portato qui, mi aveva chiesto lui di conoscere le persone che, fino a poco tempo fa, erano la parte più importante della mia vita. E ora... Ora è tutto diverso.
«Non è un bel periodo, ma passerà» dico, evitando il discorso.
«Ma sì, siete due bravi ragazzi.» Mi dà una pacca sulla spalla, prima di fare un inchino scherzoso a Sasha. «Signora Moore o Signora Tomic?» le chiede, con un sorriso divertito.
«Va bene Sasha» risponde lei gentile, stringendogli la mano. «È un bel posticino, aveva ragione Lavinia.»
Così attaccano a parlare del fanclub, di come a Giancarlo sia venuta in mente l'idea di fondarlo e di dedicarlo a suo padre. Quando viene nominato, Sasha ha una leggera espressione di disgusto, che a lui sfugge. Non a me, però, perché ricordo che Mike mi ha detto che non hanno un buon rapporto.