Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Il profumo di incenso è più leggero rispetto all'ultima volta in cui sono stata in casa di Jérémy e Alizée. Dal televisore proviene una melodia a basso volume, che solo in un secondo momento riconosco essere la Sinfonia Sette.
Forse avranno pensato che il ritmo malinconico avrebbe cullato il bambino, visto che Alizée è seduta sul divano, a gambe incrociate, con un fagotto tra le braccia, avvolto da qualche coperta di lana.
I boccoli sono in disordine e il viso è segnato da occhiaie profonde, ma emana un'aura di benessere nonostante tutto.
Sento Jérémy scambiare qualche parola con Mike, poi chiedermi di passargli il cappotto e la borsa, che posa sul tavolo, mentre Whisky si lancia su di lui per fargli le feste – anche se non abbaia, rispettando gli ordini di Mike.
C'è un lieve silenzio, come se entrambi i genitori fossero eccessivamente premurosi nei confronti del figlio. Mi siedo accanto ad Alizée e la saluto con un sorriso. Lei mi mostra il bambino, che sta sonnecchiando contro il suo petto.
Ha la pelle di un colore simile a quello della madre, le manine chiuse in deboli pugni e l'espressione serafica di chi è immerso in un sonno ristoratore.
«Complimenti per le Sinfonie» dice, in un soffio. «Sono veramente belle. E mi aiutano a farlo dormire.»
La sua voce dolce mi riempie di gioia, tanto che sento nuove lacrime affacciarsi agli occhi. Non posso piangere ancora, è da ieri sera che mi commuovo per tutto. «Auguri per il bambino. Scusa se non sono passata in ospedale, ti avranno detto che ero lì.»
«Non ti preoccupare, Lav, mi hanno detto che eri lì per tutt'altro.» Sistema la coperta intorno al bimbo. «E poi, con Mike... Sarebbe stata una situazione strana da gestire. Ora va tutto bene?»
«Sì, va tutto bene.» Dirlo fa uno strano effetto.
Va tutto bene: io e Mike possiamo essere felici insieme.
«Lo tengo io?» Jérémy si è avvicinato alla compagna e sta tendendo le braccia verso il pargoletto. «Così puoi riposarti.»
«Non sono stanca» dice lei, ma gli passa il bambino. «Faccio una doccia, così mi sistemo prima che arrivino anche gli altri.»
«Se vi disturbiamo...» inizia Mike, ma viene interrotto da Jérémy con un cenno della testa.
«Ti ho detto io di venire, nessun disturbo. Così poi quando Didier si sveglia, ci siete tutti e ve lo coccolate un po'.»
«Ma è tuo figlio.»
«Che c'entra? Non è di mia proprietà, devo solo essere sicuro che cresca bene e sinceramente, Mike, le mani di chi è alla Vulnus sono le migliori che ci siano.»
Il campanello suona ancora prima che Mike possa parlare di nuovo, e si offre lui di andare ad aprire, mentre Jérémy infila un dito nel pugnetto del bambino.