Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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«Non riuscivo ad andarmene» dico, seduto su una delle sedie in plastica nel giardino di Mike. Dopo la pioggia di stamattina, è stata una giornata di sole, quindi lui e Anja hanno invitato me e Liam, e anche Claudio con la moglie e i figli.
Anja e Zoe sono dentro, mentre noi tre siamo rimasti fuori, prima a guardare i bambini che giocavano, poi a parlare da soli quando sono tornati dentro.
«Guarda, Mike, purtroppo ha ragione Niko su un po' tutto il discorso» dice Claudio. «Hai dato troppo potere ad Audrey sin dall'inizio e siete arrivati al punto in cui non puoi neanche vivere la tua vita in santa pace.»
Teo non dice nulla, ma capisco dalle microespressioni del suo viso che è d'accordo.
«Non posso tornare indietro e cambiare le cose. Vorrei, perché quando l'ho vista con quell'altro... E sì, io credo a Lavinia: con Enzo è stata solo un'uscita ed è finita lì. Però mi fa stare male, perché meriterebbe di andare avanti e di essere felice e non ci riesce perché... Insomma, per me.»
«Non è una cosa pericolosa? Insomma, è ancora giovane, tra poco farà vent'anni... Il cervello sta ancora finendo di formarsi... non credo che le faccia bene essere così ancorata a te.»
Stringo le spalle, grattandomi il braccio. Conoscendo Lavinia, probabilmente non sarebbe cambiato granché. Forse mi avrebbe amato in modo silenzioso, come faceva ben prima di incontrarmi.
«E anche il fatto che... Insomma, Mike, aveva quattordici anni quando si è innamorata di te. Una spiegazione ce l'ho, ma è psicologica e devi fartela andare bene.»
«L'assenza di suo padre?» ipotizza Teo.
«Be', sì. È l'unica spiegazione a tutto quanto. E guarda quante cose in comune hanno la sua situazione familiare e la tua...» Beve un sorso di limonata. «Non è successo in maniera consapevole, anzi, lei neanche sapeva del tuo divorzio, però... è come se fosse caduta nella stessa situazione da cui è scappata lei.»
Ha ragione, ci sono tanti punti simili tra il mio nucleo familiare e il suo, posso capire perché non abbia avuto il desiderio di imporsi di più per noi due, nonostante il coraggio di lottare per entrambi. Era stata lei ad affrontare Audrey, io non ne sono stato capace.
«Sono coincidenze» dico. «E, poi, non avrei mai guardato una ragazza di quattordici anni in un certo modo. Se Lavinia fosse stata minorenne, neanche mi sarei avvicinato. È solo successo, ecco.»
«A voi serve della terapia di coppia, fidati.» Claudio accenna a una risata, che non mi fa intendere la frase come accusatoria.
«No, solo terapia, senza la coppia.» Teo beve un sorso dal bicchiere, che poi tiene tra le dita verso il basso, quasi a strusciare contro i ciottoli. «Hanno dei problemi diversi.»
Inarco le sopracciglia. Perché non me l'ha detto prima?
Sembra leggermi nel pensiero. «Non sono riuscito a parlartene, stavi male. Pensavo che se te l'avessi suggerito, avresti pensato che non riesco a essere un buon amico e che ti consigliavo di andare da un "amico a pagamento" e non ci saresti mai andato. Sai benissimo che non stai bene, non devo dirtelo io.»