Capitolo 67 (seconda parte)

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«Lav, sei uno spettacolo della natura!» Sabrina si sistema il pellicciotto, stringendomi il mento tra le dita

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«Lav, sei uno spettacolo della natura!» Sabrina si sistema il pellicciotto, stringendomi il mento tra le dita. Mi costringe a guardare in alto per ricambiare la sua occhiata civettuola. Anche oggi indossa un ombretto appariscente sopra a un eyeliner blu elettrico.

Al di là della sua figura, c'è quella di Mike, perennemente rivolta verso di me. Posso sentire il suo sguardo caldo come se fosse un abbraccio nel cuore della notte.

Ho chiesto a Nelly di andare da lui, perché gli ho chiesto di mantenere la distanza ma volevo sapere se stesse bene, se fosse pronto... Appena Sabrina ha spiegato l'idea del video, volevo sparire. Sarei stata vicina a lui, così vicina da poterlo sfiorare di nuovo, da sentire il suo odore, il suo calore... È troppo da sopportare.

Un conto è guardare le partite, vedere il suo viso, cercare di non piangere ai suoi canestri... Tutt'altro è averlo a pochi centimetri.

«Sabrina, dacci un momento» interviene Nelly. Si accovaccia davanti a me, ha accettato di essere qui e di sostenermi, perché sarebbe stato difficile – ma non immaginavo quanto. «Lav, andrai bene. Sei brava, e la Sinfonia Uno è un piccolo gioiello. Sarà solo un assaggio da dare a tutto il mondo del tuo talento e della tua forza.»

«Non sono forte» sussurro. «Non riesco neanche a guardarlo.»

«Dovrai guardarlo solo alla fine. Sarà un secondo.»

«Un secondo è troppo.»

Prende il quaderno delle Sinfonie, senza dire altro. Si sistema dietro alla telecamera più vicina e mi fa un sorriso incoraggiante.

«Lav, pronta? Uno, due, tre. Ciak, azione!» grida la regista del video. Non credevo che ci fossero dei registi per i video musicali

Socchiudo gli occhi per isolarmi e regolo il respiro. Il cuore non si calmerà mai, ma non posso mostrare nulla.

Muovo le dita sui tasti, iniziando a suonare, e nella melodia ritrovo il mio passato. Nella musica sento vibrare le mie emozioni.

La speranza di conoscere Mike, la paura che lui non fosse come appariva, la prima volta in cui ci siamo visti all'Osteria, i piatti frantumati, il guaito di Whisky... Il mio imbarazzo, il desiderio di sparire dal mondo per la figuraccia, svanita quando ha pagato il conto e siamo rimasti a tu per tu.

Con la coda dell'occhio vedo che si alza dagli spalti e arriva fin qui. Dovrei alzare lo sguardo, ma come farei a incontrare il suo?

Mi mordo la lingua, battendo gli ultimi tasti. Non posso più tergiversare.

«Lav...» qualcuno sussurra per richiamarmi al dovere.

Sollevo il mento e il viso di Mike è proprio qui, di fronte a me, fisso nel mio. È impassibile, ma intravedo la sofferenza che la rottura ha procurato a entrambi. Nei suoi occhi leggo l'amore che vorrebbe donarmi ancora.

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