LOL'S POV
Saliamo in macchina e mentre torniamo a casa lo osservo guidare tutto concentrato.
"Allora?" Gli chiedo.
"Cosa?"
"Che ha detto, com'è andata?"
"Ci è rimasto malissimo, è solo stato zitto, voleva chiederti scusa"
"Si, come no, tanto tra poco combinerà altro"
"Esatto, come al solito"
"Mi dispiace piccola"
"Per cosa?"
"Che tu abbia dovuto subire ciò, che lui ti faccia soffrire così, non lo meriti"
Rimango in silenzio fino a casa.
"Ehi... Sei stato pazzesco" gli dico appena torniamo a casa, quando scoraggiato si butta sul divano.
Sorride.
"Davvero, eri tutto sicuro di te, sembravi quasi cattivo" salgo a cavalcioni su di lui sorridendo e inizio a baciargli il collo.
"Tutta tattica, non potevo sembrare debole" mi abbraccia sbaciucchiandomi.
"Grazie"
"Non devi ringraziarmi"
"Si invece"
"Piccola te l'ho promesso quando ci siamo sposati, che ti avrei protetta e difesa da tutti, sto solo facendo quello che mi sentivo di fare fin dall'inizio"
"Nel passato ho scoperto che non tutte le promesse vengono mantenute" lo bacio.
"Sbaglio o stai iniziando a ricordare qualcosa?"
"Si, va meglio"
"Sono felice"
Continuiamo a baciarci per un po', lo voglio, voglio che i nostri corpi si tocchino, voglio sentirlo dentro di me e voglio che mi faccia dimenticare Nicolò.
Gli sollevo la maglietta e lui fa lo stesso con la mia, gli sbottono i jeans lasciandoli cadere per terra, ma dopo essermi tolta i pantaloni della tuta inizio a ripensare a ciò che è successo e mi sento vulnerabile.
"Mario scusa non ci riesco" gli dico piangendo poggiandomi alla sua fronte mentre lo stringo forte a me.
"Piccola non piangere" cerca di consolarmi con le coccole.
"Non è giusto cazzo, non è giusto"
"Lo so che non è giusto, lo so che quel coglione non doveva farlo, ma non te ne fare una colpa perché non c'entri nulla" prende una coperta per coprirmi e riprende a riempirmi di baci.
"Ma non è giusto per te, non è colpa tua eppure ci stai rimettendo tu"
"Io ti aspetto" ride "non pensare a me, non è un problema, quando sarai pronta sarò qui, per il momento rimani qui e fatti coccolare" sorride stringendomi forte mentre mi allontano da lui.
"No, no, ok, Nicolò non può rovinarci sempre tutto, sto bene, dove eravamo rimasti" mi asciugo le lacrime e tento di abbassargli i boxer.
"No, fermati, piccola se non te la senti va bene, non costringerti a farlo, voglio farti stare bene, non forzarti a fare ciò che non vuoi"
"Mi dispiace Mario, quello che ci rimette sempre per colpa sua sei tu" tiro su col naso.
"Piccola te l'ho detto, non fa nulla, pensa a te stessa"
Sotto un velo di tristezza il suo sguardo rivela sincerità, mi accoccolo a lui e riprendo a baciarlo con meno intensità di prima, più dolcemente, mentre mi accarezza delicatamente il corpo.
"Sei proprio perfetto"
"Nah noi ragazzi normali siamo tutti così, sei tu che sei capitata male prima" scherza "Perché non facciamo qualcosa oggi? Così ti distrai un po'? Tipo andiamo al cinema? Andiamo a mangiare qualcosa a cena fuori? Te la senti?"
"Si, però ora fammi rimanere ancora un po' qui" sorrido appoggiandomi al suo petto e chiudendo gli occhi.
Nel pomeriggio ci prepariamo e andiamo al cinema, mi fa scegliere cosa vedere e durante il film mi tiene per mano e non me la lascia mai.
Quando usciamo incontriamo la mia psicologa che mi riconosce, con suo figlio.
"Mario?" Si rivolge a lui dopo avermi salutata.
"Si?" Le chiede lui, pensando sia sua fan.
"Noi ci siamo già visti, ti ricordi...."
"Onestamente non ricordo, scusa" dice lui sulla difensiva, senza comunque perdere la gentilezza che lo contraddistingue.
"Si ehm... c'è stato...."
È nervosa, come se non volesse parlare dell'argomento e sperasse che ne parli lui.
Mario è rilassato, non credo mi stia nascondendo qualcosa, ma continua a non capire mentre lei fissa me e stringe la mano al bimbo prima di voltarsi e andarsene.
"Scusa, non posso più aiutarti ora che ho scoperto chi è lui"
Rimango immobile mentre lei si allontana e quando finalmente interrompo il silenzio che è calato tra di noi mi rivolgo a lui.
"Mario cosa è successo tra di voi?"
