LOL'S POV
Non riesco a credere a tutte le cattiverie che mi ha detto.
Davvero da lui non me lo aspettavo.
Esco di casa e scappo senza una meta.
Cammino da sola in spiaggia finché non sono lontana da lui.
Non porto nemmeno il telefono anche se tanto non abbiamo nemmeno preso ancora le schede americane.
Rimango a fissare l'acqua, i riflessi del sole e le onde, mi sento inutile, penso che se mi facessi fuori non importerebbe a nessuno.
Guardo le coppiette innamorate passare e le invidio tantissimo.
Non credevo che Mario pensasse quelle cose di me, da lui non me la aspettavo una scenata del genere.
So di aver sbagliato, ci sto malissimo, ma non avevo intenzione di fare del male a nessuno.
Penso sia tutto uno sbaglio, non dovevamo venire qui.
Mi assalgono mille pensieri fin quando con la coda dell'occhio lo vedo che si siede accanto a me sulla sabbia.
Faccio per alzarmi ma lui mi trattiene per un braccio.
"Dove vai, ci ho messo tanto a cercarti, rimani qui, dobbiamo parlare"
Rimango in silenzio, spero solo che non continui a darmi contro.
"Non le penso davvero quelle cose" mi bacia la testa abbracciandomi.
"Scusami, davvero, ti amo tanto, non penso assolutamente che tu mi stia rovinando la vita, anzi, baby sei importante per me, non voglio farti stare male, ho capito dal primo momento che ti ho conosciuta che avrei voluto renderti felice, ma mi fa incazzare quando ti comporti come una bambina"
Rimango in silenzio con lo sguardo perso.
"Hai deciso di non parlarmi più?" Mi chiede prendendomi in giro.
"No, è che hai ragione..." appoggio la testa alla sua spalla e gioco con la zip della sua felpa.
"Non è vero"
"Si invece... sono una stupida, non so comportarmi"
"C'ero anche io con te..."
"Dovevo controllarmi... non posso più divertirmi come una ragazzina"
"Ci siamo divertiti insieme" mi tira un colpo di spalla leggero.
"E non nego che non lo rifarei" sorrido nell'incavo del suo collo.
"Quando lei sarà nata magari, la lasciamo alla nonna"
"Però possiamo sempre divertirci in altro modo ora" scherzo.
"Qualunque cosa che non sia alcol e droga"
"Giusto"
"Come stai amore?" Mi chiede abbracciandomi.
"Bene"
"Lei?"
"Sta benone, dà i suoi soliti calcetti"
"Fammi sentire" mi mette una mano sulla pancia.
"È vero! Ciao piccolina come stai? Papà ti chiede scusa, io e la mamma ieri ci siamo comportati entrambi da irresponsabili, ma sono sicuro che avrai la mamma più brava del mondo perché so quanto ti ama" dice rivolgendosi alla mia pancia.
"Ho i miei dubbi" gli rispondo.
"Non dovresti"
"È bellissimo qui" cambio argomento, guardando l'orizzonte.
"Già..."
"Mi verrebbe voglia di tuffarmi"
"Vai, facciamolo" mi guarda con aria di sfida.
"Come?" Rido.
"Così" si alza prendendomi in braccio e corre in acqua tuffandosi con me.
Quando risaliamo a galla rido e lo bacio.
"Ancora più bello così" gli dico baciandolo.
"Potrebbe esserlo ancora di più" sorride, tenendo le mani sul mio fondoschiena e dandomi bacetti sul collo.
"L'ultimo che arriva a casa lava i piatti tutta la settimana" urlo liberandomi da lui e correndo verso casa.
Arrivo poco prima di lui.
"Ho vinto" esulto abbracciandolo.
"Nah ti ho lasciata vincere ovviamente"
