Passiamo tutta la notte in spiaggia, parliamo tra le coccole fino a mattina presto.
"Forse è il caso di tornare dentro" mi bacia la fronte prima di raccogliere i suoi vestiti quando sta per farsi giorno.
Annuisco tentando di rivestirmi ma mi porge la sua camicia e mi copro con quella, mentre lui rimane a petto nudo.
Sgattaioliamo dentro cercando di non farci notare e una volta in camera scoppiamo a ridere.
"Ti sta bene" sorride, iniziando a sbottonarmi la sua camicia, che mi copre a malapena.
"Lo so, me la tengo" mi nascondo sotto le coperte aspettandolo.
Si spoglia e mi raggiunge accoccolandosi mentre mi addormento dopo pochissimo.
Mi sveglio che è pomeriggio tardi, ho fame, chiamo la hall ma mi rispondono che i ristoranti sono chiusi.
"Vado a prendere qualcosa al bar, aspettami qui" mi bacia la fronte ed esce mettendosi le prime cose che trova sparse per la stanza.
Questa notte dobbiamo partire, per cui metto un po' in ordine aggiustando le valigie, finché non noto il telefono di Mario, che ha dimenticato in stanza, illuminarsi.
Il nome della sua ex compare sullo schermo e sbloccandolo riesco a leggere il messaggio.
"Quando torni? Non ce la faccio più a reggere questa situazione, ti devo parlare"
Rimango a fissare l'iPhone fingendo di non capire, finché non mi rendo conto che è palese che la situazione a cui si stia riferendo siamo noi.
La rabbia iniziale diventa tristezza quando realizzo che con lei stava bene e starebbe molto meglio di come sta con me, forse lo renderebbe felice come merita.
Mi sento di troppo.
Mi era bastata questa notte per illudermi che in fondo andasse tutto bene e ora mi ritrovo allo stesso punto di ieri.
Mi ricordo della chiave di Gionata e vado alla ricerca della sua stanza, quando finalmente la trovo tentenno un po' prima di aprire.
"Ehi, ci hai messo un po'" sorride.
"Non ti illudere, ho solo bisogno di un consiglio"
"Dimmi"
"Con Mario non va bene, cioè va bene, ma so che non è felice, penso si stia di nuovo frequentando con la ex e forse è come dovrebbe essere, ma lui non lo ammetterà mai che sta meglio senza di me"
"Lui ti ama, non l'ho mai visto reagire come ieri sera, e lo conosco"
"Sono un guaio, l'hai detto pure tu, lo tradisco ogni volta"
"Evita che succeda no?"
"Ho paura, non voglio dipendere affettivamente da lui"
"E quindi? Lo tradisci?"
"Preferisco essere io la stronza piuttosto che rimanerci male"
"Ma non è come me o Nicolò lui purtroppo"
"Eppure..."
"Parlagliene"
"Per lui non ci sono problemi, Gionata l'unico modo per renderlo felice è andarmene"
"In che senso vuoi andartene? Ehi non fare cazzate"
"Partire, boh sparire, rifarmi una vita, chiudere col passato"
"Vieni con me, devo andare a New York, se proprio vuoi sparire almeno non sei da sola, poi scegli tu, magari ti trovi un lavoro in America"
"Davvero?"
"Si"
"Oddio ti prego non gli dire niente"
"Stai tranquilla, ti mando quello americano, quando vuoi venire basta chiamarmi, prossima settimana la passo tutta lì, magari possiamo andarci a vivere insieme" scherza.
"Gionata grazie"
"E di che?"
"Tutto, grazie davvero"
"Vieni qui, stai tranquilla, vado anche contro il mio interesse, ma pensaci bene prima di fare qualunque cosa"
