"Potresti iniziare dallo spiegarmi no?"
"Non ne sapevo nulla, non ho letto nessun messaggio, non so cosa dirti davvero, non lo sapevo"
"E con lei?"
"Stavo con la mia ex, te l'ho detto, per un periodo mi sono comportato da stronzo, ma solo perché non andavano bene le cose tra noi..."
"Quindi se il nostro rapporto iniziasse a declinare potrei aspettarmi di essere tradita? Perfetto"
"No ehi, no, non pensare ciò"
"E cosa dovrei pensare? Che hai un figlio di cui non sapevi niente? Che nemmeno sai chi ti scopi e poi te ne freghi?"
"No, ti prego, non arrivare a conclusioni affrettate"
"Mario hai un figlio, di? Due? Tre? Anni? Che non sa nulla di te e di cui tu non sapevi l'esistenza, ti rendi conto di ciò?"
"Lo so, ma non lo sapevo cazzo, vuoi capirlo? Come avrei dovuto saperlo? Poi come fai ad essere sicura che sia mio? Ok, ammetto che qualche ragazza me la sono portata a letto in passato, ma come fai a credere a lei e non a me? Cosa ne sai che non ci stia mentendo?"
"È la mia psicologa, non mi mentirebbe così"
"E io sono tuo marito, eppure sembra che tu non voglia credermi quando ti dico che non lo sapevo!"
"Sei peggio di Nicolò"
"Scusami? Mi pare di non aver mai fatto del male a nessuno"
"A me si, sei una fottuta delusione Mario, fingi di essere perfetto, critichi lui per qualunque cosa quando invece tu sei stato come lui, anzi, almeno lui non se ne è fregato totalmente della vita di qualcuno, per cui si, non avrai fatto male a nessuno, ma sei pessimo quanto lui"
"Ma che stai dicendo?"
"Riportami a casa"
"No"
"Mi riporti a casa? Grazie, non ci voglio più stare qui con te"
Cerco di non piangere trattenendo a stento le lacrime.
Guida nervosamente fino a casa prendendo tutti semafori rossi e rischiando di andare a sbattere più di una volta.
Appena arrivati a casa sbatte la porta e va in camera a preparare la valigia, facendomi sentire improvvisamente in colpa.
"Dove vai?"
"In studio" mi dice senza girarsi.
"Ehi no, scusa, non è vero che sei peggio di Nico, non dovevo dirlo" lo prendo per un braccio costringendolo a girarsi.
Annuisce.
"Come stai?"
"Per uno che ha appena scoperto di avere un figlio? Bene, solo speravo da parte tua un minimo di supporto, piuttosto che essere attaccato così"
"Hai ragione, scusa, non ho pensato minimamente a come potesse essere scoprirlo così, mi dispiace averti detto quelle cose"
"Già, tu non ci pensi mai a come possano stare gli altri"
"Mario no, ti prego"
"Tu non hai idea di quante cose ho rifiutato per stare qui, starti vicino in questo periodo, perché lo volevo io, perché non volevo perdermi nulla, perché ti amo, beh sentirmi dire che sono peggio di uno che ti ha messo le mani addosso solo per una mia mancanza dovuta al fatto che non ne sapevo nulla... perché a te non è mai capitato di scoparti qualcuno e non risentirlo più? Mi hai scritto quando abbiamo scopato mentre tu stavi ancora con Nicolò?"
"Vorrei ricordarlo, ma io non lo so"
"Bene, ti rinfresco la memoria, no, ti ho scritto io per sapere se stessi bene, se vuoi cerca nella nostra chat i primi messaggi e vedrai, come vedi, di solito mi interesso, ma di lei evidentemente non sapevo nemmeno il nome, d'accordo, ho sbagliato, ma non puoi farmene una colpa così"
"Hai ragione, scusami"
"Non basta scusarti, mi dispiace, io sono sempre qui a supportarti e cercare di starti affianco mentre per una volta, una, che avrei bisogno di te al mio fianco, tu mi dai contro, beh grazie, forse dovrei riconsiderare le mie priorità nella vita"
Mi guarda male riprende a buttare vestiti in valigia finché non è piena e poi esce sbattendosi la porta alle spalle.
Mi appoggio al muro e scoppio a piangere, finché non inizio a sentire delle fitte forti alla pancia che mi spaventano.
Prendo il telefono tremante e chiamo la prima persona che mi viene in mente dopo Mario che non voglio disturbare.
"Nico ti prego, puoi portarmi in ospedale? Non mi sento affatto bene"
