"Mi spieghi?" Mi chiede
"È da stamattina... sento rumori, passi...."
"Ma non c'è nessuno"
"No! La maniglia si muoveva"
"Hai bevuto?"
"No!"
"Fumato?"
"No! Ti ho detto che è reale"
"Non c'è nessuno! Mi hai fatto venire qui nel cuore della notte per dei rumori che non esistono!" Alza la voce.
"Ti dico che li ho sentiti davvero" inizio a piangere.
"Oddio sei impazzita"
"No cazzo credimi"
"Sono le 3 di notte, chi cazzo pensi che ci sia fuori dalla tua camera a quest'ora?? E pure io che ti do retta"
"Bene allora puoi anche andartene!"
"Per cosa? Così che domani mi chiami di nuovo???"
"Non ti chiamo più, te lo giuro, davvero, non pensavo ti rompesse così tanto, non mi senti più"
"Cazzo sono giorni che cerco di starti lontano, sono giorni che cerco di non pensarti e invece ti scrivo perché ho bisogno di sapere come stai, ho bisogno di sapere che stai bene, anche se so che non dovrei farlo, per entrambi, ma soprattutto per me, ma non ci riesco ad essere egoista, vivo perennemente in ansia, col telefono acceso anche di notte, per paura che tu possa aver bisogno di me, che ti possa succedere qualcosa mentre non ci sono" mi fissa negli occhi, capisco che qualcosa non va, ha le pupille dilatate e sono quasi sicura che abbia ripreso a fumare.
"E tu mi fai correre qui alle 3 di notte, rischiando un cazzo d'incidente perché penso di dover fare una corsa contro il tempo per proteggerti, quando invece sei solo un'egoista e non c'è nessun pericolo"
Lo guardo in lacrime.
"Hai fumato?" Gli chiedo sperando che mi stia dicendo queste cose per colpa delle canne e non perchè davvero ce l'ha con me.
"Non ti riguarda no?"
"Mario non ti ho chiamato per egoismo, è da prima che vivo in quest'inferno, che quando penso di potermi rilassare sento rumori, passi, non so se sto impazzendo, se è tutto nella mia testa o se esiste davvero, davvero scusami se ti ho chiamato a quest'ora ma ho paura in entrambi i casi"
"D'accordo, cosa posso fare per te?"
"Nulla, ti giuro che non ti disturbo più"
"Scusami, non è ciò che volevo"
"Ah no? Mi è parso"
"Beh in ogni caso ora sono qui, vuoi raccontarmi?"
"No"
"Dai scema"
"Hai fumato?"
"No"
"Gli occhi..."
"Lascia perdere"
"Non lascio perdere"
"Tanto? Non stiamo insieme"
"Lo fai proprio per quello?"
Non risponde.
Mi rivolge uno sguardo triste e mi abbraccia.
"Smettiamola di litigare ti prego"
Mi appoggio con la testa alla sua spalla.
"Allora?"
"Prima mi è arrivato anche un messaggio, il video, ma ora non ce n'è ombra, ho paura, non so cosa stia accadendo"
Mi prende la mano e accorgendosi per caso dei tagli sospira.
"Cosa sono questi?"
"Niente di che..."
"Hai ripreso?"
"È tutto ok" ritraggo la mano.
"Non è ok, quando è successo?" Mi accarezza il braccio, osservando il mio polso mentre aspetta una mia risposta.
"Oggi" ammetto.
"Perché non mi hai chiamato al posto di farlo?"
"Per cosa? Avresti reagito uguale ad ora"
"Non pensavo io... davvero scusami di nuovo" mi posa un bacio sulle ferite prima di guardarmi.
Rimaniamo in silenzio per qualche minuto, senza che nessuno dei due abbia il coraggio di parlare, mi fa soffrire sapere che lui stia soffrendo quanto me, lo guardo negli occhi e lui si avvicina un po' di più a me, con la paura di essere rifiutato, sembriamo due ragazzini al primo bacio ma la verità è che desidero le sue labbra sulle mie più di qualunque altra cosa.
Quando finalmente mi bacia vorrei non dovermi staccare più.
"Non dovremmo farlo" mi sussurra spostandomi sul letto, con la fronte posata sulla mia, mentre mi spoglia prima di entrare dentro di me.
"Abbiamo fatto tante cose sbagliate oggi, possiamo aggiungere anche questa" lo guardo in modo provocatorio.
"Hai ragione" aumenta la velocità delle spinte mentre io lo imploro di rallentare cercando di soffocare i gemiti.
Mi mordo il labbro mentre mi stringe una mano al collo guardandomi negli occhi.
"Baciami" gli sussurro con un filo di voce e lui unisce di nuovo le nostre labbra.
Veniamo entrambi, si stende affianco a me per riprendere il fiato e io quando sono abbastanza lucida gli accarezzo il petto sorridendo.
"Erano giorni che pensavo a quanto mi mancasse"
"Vieni qui" mi attira a sé per un braccio, stringendomi "Non so come io riesca solo a pensare di poter stare senza di te"
