Perchè non me l'hai detto?

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Torna poco dopo tutto preoccupato.
"Che è successo? Stai bene?"
Corre verso di me.
Gli rispondo di sì a mezza bocca, non ho voglia di parlare.
Mi bacia la fronte abbracciandomi.
"Mi hai fatto preoccupare, potevi venirmelo a dire senza mandarmi il messaggio e spegnere il cellulare"
"Non volevo disturbarti, ti ho visto impegnato"
"Quindi è perché mi hai visto con lei? Piccola cazzo lascia perdere, mi ha fermato piangendo non potevo non darle retta"
"Mario non mi interessa, fai quello che vuoi"
"Vieni qui" mi stringe a sé sistemandosi con me sotto le coperte.
Non dico nulla, lo lascio fare.
"Ti amo piccola" continua a coccolarmi.
"Ho sonno, lasciami dormire" gli rispondo svogliatamente.

Mi sveglio con lui affianco che ancora dorme e silenziosamente vado di là a fare colazione.
Mi raggiunge poco dopo e mi da il buongiorno stringendomi ancora addormentato.
"Ciao amore buongiorno" mi bacia prendendomi in braccio facendomi sedere sul tavolo.
"Buongiorno"
"Ti va se oggi usciamo, io e te? Ci prendiamo un po' di tempo insieme?" Mi chiede senza smettere di baciarmi, infilando le mani sotto la mia maglietta.
"Senti, non mi va, scusami, non me la sento di uscire" cerco di scansarmi.
Ci rimane male e mi guarda andare in camera a rimettermi sotto le lenzuola.
"Ok, io rimango comunque a casa, che facciamo?"
Alzo gli occhi al cielo, vorrei piangere, ma mi contengo girandomi dall'altro lato.
"Lasciami dormire"
"Ok, va bene, dormiamo" scherza abbracciandomi da dietro.
"Mario smettila, basta cazzo, lasciami in pace no?"
"Mi dici cosa devo fare per farti capire che non è come pensi? Voglio te, voglio stare con te"
"Dimostramelo no? Non serve starmi appiccicato o portarmi in giro"
"Se non lasci che io ti stia vicino come faccio a dimostrartelo?"
"Mi dispiace, per ora non posso fare di meglio, nella mia testa ci siete costantemente tu e lei"
"Facciamo pace dai, smettila"
"Non mi va! Cazzo Mario devi lasciarmi stare"
"Ok... va bene, posso rimanere a casa? Devo andare in studio?"
"Fai come ti pare"
Rimango tutto il giorno a letto, con Mario affianco a me che ogni tanto prova ad accarezzarmi o abbracciarmi, ma lo allontano.
Fisso la parete senza la minima voglia di alzarmi o di mangiare.
Mario cerca di convincermi a pranzare e cenare ma non mi va.

Passo diversi giorni così, senza riuscire a fare niente, Mario dice di andare in studio, ma nemmeno mi importa, non so se veda lei, se sia davvero in studio, ormai è come se fossi disconnessa dalla realtà, non mangio da giorni, smangiucchio giusto il necessario, ma non ho nemmeno fame, ovviamente Mario non lo sa, dato che è sempre assente e torna sempre tardi.

Mi sveglio in preda alla nausea nel cuore della notte e cercando di non svegliarlo mi chiudo in bagno per vomitare, ho talmente poche forze che mi addormento sul pavimento del bagno e mi risveglio appena in tempo prima che gli suoni la sveglia.
Ripulisco e mi sistemo, mi guardo allo specchio e mi rendo conto di essere dimagrita davvero tanto, nonostante io dorma la maggior parte del mio tempo le occhiaie mi arrivano al mento, la maglietta che uso per dormire a momenti mi entra due volte, non ho mai avuto una grande autostima ma non mi sono mai viste così brutta e soprattutto triste.
Torno a letto e Mario mi bacia stringendomi tra le sue braccia prima di prepararsi per andare via.
Ormai sembra che non gli interessi nemmeno come io stia e dopo essermi osservata non lo biasimo.
Passo l'intera giornata con la nausea e all'ennesima volta in cui sono costretta a correre in bagno, mi sale l'enorme dubbio di essere incinta.
Corro in farmacia e mentre torno a casa mi assalgono tremila dubbi.
Se fosse positivo non saprei cosa fare, non è il momento giusto per avere un bambino, siamo in crisi e di certo non vorrei fare un figlio solo per salvare la coppia, non saprei nemmeno come potrebbe prenderla.
Attendo che il test si illumini e quelle dannate due lineette compaiono sullo schermo.
Incinta.
Mi crolla il mondo addosso.
Sento le chiavi nella serratura e velocemente nascondo tutto.
Ho bisogno di pensare a cosa fare, ho paura di sapere cosa ne pensa lui.

"Tutto bene?" Mi chiede quando mi vede correre in bagno a vomitare.
Annuisco guardandolo mentre cerca di aiutarmi tenendomi i capelli.
Alla seconda volta che succede davanti a lui inizia a guardarmi male, credo che abbia capito, fin quando vedendomi un'altra volta ancora chinata sul water non inizia a darmi contro.
"Ma che hai ripreso con le droghe?"
"No" lo guardo seduta sul pavimento.
"Cazzo dimmelo, ammettilo, non costringermi a mettere sotto sopra tutta casa"
"Te lo giuro"
"Che bambina che sei, con la droga non risolvi un cazzo, ti fai solo male, credi che ti faccia stare meglio? Non ce la fai a stare in piedi, sei dimagrita troppo, non hai manco più fame, non ti rendi conto che quella merda ti rovina??"
"Mario non prendo nessuna droga! Finiscila"
"Ah si? Bene! Facciamo le analisi, dato che mi costringi a fare queste cose per sapere la verità"
"No!" Gli dico pensando che poi potrebbe scoprire del bimbo.
"Si invece! Domani mattina ti porto a fare le analisi, non mi frega un cazzo che tu non vuoi farle, voglio sapere la verità"
Mi tiene il muso per tutto il tempo, oppongo resistenza ma mi costringe praticamente alle analisi.
Ho paura di sapere cosa succederà quando scoprirà la verità.
Non mi rivolge la parola tutto il giorno e a momenti litigando non mi caccia di casa.
La nausea aumenta, un po' per la gravidanza, un po' per l'ansia.
Quando arrivano i risultati ho il cuore a mille, non riesco nemmeno a respirare.
Arriva in camera con i fogli in mano e mi fissa tremante sulla porta.
"Perché non me l'hai detto?"

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