"Piccola che hai?" Mi bacia la fronte.
"Niente"
"È per l'altra sera? Scusami"
"No non c'entri tu, ti amo"
"E allora perché piangi?"
"No, non sto piangendo"
"Guardami"
"Ok, sto piangendo" sorrido riempiendolo di bacini.
"Allora che c'è?" Incrocia le gambe alle mie accarezzandomi una coscia.
"Nulla, ho bisogno di affetto" mi accoccolo a lui.
"Sono qui" mi sussurra.
Mi calmo lasciandomi coccolare da lui.
Parliamo tantissimo, gli chiedo come sono andati questi giorni senza di me, come va il disco, come sta, mi racconta tutto senza spostarsi da me, mi piace sentirlo parlare e cerco di distrarmi da tutta la situazione con Gionata e Nicolò ascoltandolo.
"Devi venire in studio con me, ho bisogno di un tuo consiglio, non riesco a concentrarmi su nulla..."
"Ok, quando vuoi ripartire?"
"Quando tu non vorrai più stare qui"
"Per me anche oggi, voglio solo stare con te"
"Anche io baby" mi bacia il seno mentre le sue mani scendono sul mio fondoschiena e me lo stringono.
Rido stringendolo a me, mentre lui continua a baciarmi.
"La gravidanza ti fa bene" scherza sculacciandomi leggermente.
"O tu che mi tratti bene e mi cucini?"
"Hai fame?"
"No!"
"Beh io si" scende sotto le coperte baciandomi la pancia e andando sempre più giù.
Mi mordo il labbro mentre mi afferra le gambe posandomi qualche bacio sull'interno coscia prima di muovere la sua lingua contro di me facendomi sussultare.
"Ti prego" lo imploro di non fermarsi.
Mi bacia e continua fino a farmi venire.
Cerco di riprendere fiato, mi stringe forte e inizia a parlare con il bimbo nella mia pancia.
"Ciao piccolo, non vedo l'ora di vederti, papà ti vuole tanto bene e ama la mamma"
Rimaniamo abbracciati fin quando non mi alzo per farmi una doccia.
"Ti aspetto qui" sorride accarezzandomi prima di lasciarmi andare.
Come torno in salotto noto che ha il mio telefono in mano ed è arrabbiatissimo.
"Perché cazzo non me ne hai parlato? Che cos'è questa storia? Ora ti ricatta? Perché non me lo hai detto cazzo? Non posso crederci"
