È l'ultimo giorno.
Stasera saremo di nuovo a casa e io mi godo l'aria profumata del mare prendendo il sole dal pontile.
Mario viene a infastidirmi bagnandomi e io lo rincorro ridendo finché non ci troviamo a baciarci.
Mi stringe a sé e mi fa cadere sul lettino su cui ero sdraiata prima di togliermi il costume.
"Cazzo se non rimani incinta in questi giorni inizio a preoccuparmi" ride mordendomi e baciandomi il seno, mentre piano piano scivola dentro di me iniziando a spingere.
"Ah quindi lo fai per avere un altro figlio! Non perchè non riesci a resistermi"
"Diciamo che se riuscissi a resisterti un altro figlio non lo vorrei" scherza.
Quando siamo venuti entrambi si sdraia e si addormenta abbracciato a me mentre prendo il sole.Arriviamo a casa sua e decidiamo di prenderci stasera da soli per i preparativi, stiliamo la lista degli invitati e decidiamo insieme il posto, il giorno e tutto il necessario.
Mi piace che si interessi e non mi lasci fare tutto da solo, è super entusiasta e non resiste a dire tutto agli amici.
Ci addormentiamo sul divano abbracciati e mi sveglio la mattina di soprassalto sentendo il campanello.
Mario non c'è e quando lo sento parlare con qualcuno senza capire cosa stia dicendo mi affaccio e vedo Nicolò puntargli una pistola.
"Che cazzo fai?" gli urlo correndo.
"Lo tolgo di mezzo, o io o lui"
"No cazzo Nicolò smettila, posala, che cazzo vuoi?"
"Te... se vieni con me non succede nulla"
Chiudo gli occhi per pensare.
"Ok... ok, va bene"
"No che cazzo fai oh! Tu rimani qui" mi urla Mario abbracciandomi.
"Mario stai calmo ok, va tutto bene" nascondo il viso contro il suo collo.
Gli punta di nuovo la pistola e preme il grilletto.
Spingo Mario giusto in tempo per evitargli il colpo ma sento un dolore pazzesco al braccio e guardandolo mi rendo conto che sto sanguinando.
"Che cazzo hai fatto?" Urla Mario a Nicolò prima di correre a chiamare un'ambulanza.
Vedo Nicolò in panico, con ancora la pistola in mano che mi guarda senza sapere cosa fare.
"Nicolò lascia la pistola e vattene! Muoviti cazzo! Ci penso io, ma non farti più vedere!"
Fa come dico io e quando Mario torna su tutte le furie si china per controllarmi e per chiedermi se tutto vada bene.
Cerco di resistere al dolore, se perdessi conoscenza Mario racconterebbe tutta la verità e non voglio.
"Stavo tentando il suicidio e come mio marito ha preso la pistola per togliermela di mano ho sparato e ho preso il mio braccio..." mento cercando di far stare in piedi la mia versione.
Mi subisco uno psicologo, ma se la bevono e sono sollevata.
Appena mi lasciano da sola Mario entra in camera ancora più incazzato di prima.
"Mi spieghi perché lo hai fatto? Perché lo hai coperto cazzo?"
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