Vivere così

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Inizio a piangere senza nemmeno rendermene conto.
Non riesco a fermare le lacrime che mi scendono sul viso e mi rigano le guance.
Mi rendo conto di averla combinata grossa, di aver fatto ancora più casino, di aver peggiorato le cose a tal punto che nemmeno Mario riesce più a passarci sopra.
Torna poco dopo in camera e rimane a guardarmi dalla porta.
"Senti scusa... è che... tutta questa situazione non mi fa ragionare lucidamente" si siede sul letto e mi asciuga le lacrime.
"No... hai ragione"
"Non ho ragione, dovrei capirti invece che urlarti contro, ma ti prego... quello schifo non ti fa bene, non ti farà riavere nostra figlia, non ti farà dimenticare ciò che è successo" mi accarezza un braccio e intreccia le sue dita alle mie.
"Scusami" gli dico poggiandomi contro il suo petto "non faccio altro che combinare disastri, pensavo ci avrebbe aiutati"
"Una volta che ci entri in quel tunnel non ne esci più, smettila subito prima che sia tardi ti prego, ci sono io qui, ti aspetto quanto vuoi, capisco come tu possa stare, non mi interessa accelerare i tempi, prenditi tutto il tempo che ti serve, voglio che tu stia bene, solo quello"
"Sei la persona migliore che conosca" gli sorrido sporgendomi a baciarlo.
Rimaniamo abbracciati per un po', senza parlare, ascolto il battito del suo cuore e mi sento meglio, ma in casa da quando non c'è Celeste c'è un silenzio assordante.
"Andiamo qualche giorno lontano da qui... distrarti può farti stare bene"
"Non ce la faccio, penso costantemente a lei"
"Lo so... anche io... ma lei... non puoi continuare a vivere così tu"
"La verità è che tu non dovresti stare nemmeno con me..."
"Smettila..."
"Non ci riesco, ti sto rovinando la vita e tu non te lo meriti"
"Non me la stai rovinando" mi accarezza la fronte.
"Si invece... come fai a non odiarmi"
Mi accoccolo ancora di più a lui e mi addormento così.
Quando mi sveglio penso a ciò che mi ha detto e capisco che forse ha ragione, che staccare ci farebbe bene, ma che prima devo risolvere la questione con Alessandro.
Mario è già andato in studio, mi ha lasciato un bigliettino in cui mi dice che è dovuto andare con urgenza e che torna il prima possibile.
Mi preparo ed esco per andare a casa di Alessandro sperando che lui ci sia, ma appena arrivo mi rendo conto che sotto casa sua è parcheggiata la macchina di Mario.
Entro nel portone aperto e lo incontro lì.
"Che cazzo ci fai qua?" Mi dice.
"No, cosa ci fai tu! Te l'ho detto che non dovevi immischiarti"
"Deve pagarla questo stronzo"
"No! Mario ti prego! Lascia andare me"
"Ma non ci penso neanche! Aspettami in macchina!"
"No"
"Ti ho detto di aspettarmi in macchina cazzo fallo!" Mi urla con così tanta rabbia da farmi paura.

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