"Prendiamoci qualche giorno per noi, stacchiamo da tutto, lontani da qui, facciamoci la nostra luna di miele, ricominciamo da capo" mi dice Mario sollevandomi il viso per guardarmi negli occhi.
"Non credo sia una buona idea"
"Piccola ti prego, non voglio perderti, sono stato un coglione ma lascia che io rimedi, ho bisogno di te" avvicina il suo viso al mio timidamente e tenta di baciarmi di nuovo ma mi scanso.
Ci riprova un'altra volta, ma non mi va, mi sposto leggermente e noto che lui mi guarda dispiaciuto, come se lo avessi ferito.
"D'accordo... ok... partiamo"
Sorride malinconico.
"Me lo dai un bacio?"
"Devi meritartelo" sorrido.
"Ok... d'accordo, ti stupisco, cadrai ai miei piedi te lo assicuro" mi prende in giro.
Rido mentre prende il pc e inizia a cercare, passiamo ore abbracciati a scegliere dove andare finché non troviamo un appartamento a New York.
Crollo tra le sue braccia prima di prenotarlo e quando mi sveglio sono a letto con lui affianco.
"Partiamo domani" mi sussurra abbracciandomi, ma lo scanso.
"Ok... però Mario scusa non mi va questo" gli dico girandomi dall'altro lato.
Mi riaddormento subito, mentre lo sento rigirarsi sul letto.
Quando mi sveglio preparo le valigie, spero davvero che stare insieme lontano da tutti possa migliorarci l'umore, perché ultimamente non mi va nemmeno di baciarlo, non voglio mi tocchi e nemmeno che mi abbracci.
Mette le valigie in macchina e mi dice che il volo l'ha prenotato da Roma.
Partiamo ma mi rendo conto presto che non ha preso la strada giusta.
"Dovevi andare di là" gli dico indicandogli la strada.
"Facciamo una sosta prima ti dispiace?"
"No ok..." lo guardo perplessa.
Quando realizzo che mi sta portando dai miei non ci vedo dalla rabbia.
"No Mario io non ci vengo"
"Dai, ti prego, me lo ha chiesto tua madre, non ti vedono da una vita"
"Non mi interessa! Non me ne frega"
"Non gli hai mandato manco mezza foto di Celeste, non pensi di esagerare, sono sempre stati gentili con noi"
"Con te! Perché sei il tipico ragazzo bello e educato che piace a mia madre, quando stavo con Nicolò si sono comportati sempre di merda con me"
"Beh non avevano tutti i torti sul suo conto" scherza e io lo fulmino con lo sguardo.
"Dai, ci fermiamo giusto due o tre giorni"
"Due o tre giorni? Preferisco morire"
"Secondo me dovresti dargliela un'occasione, sono comunque i tuoi genitori"
"Ok... Va bene"
Scendo controvoglia e vado a suonare al campanello.
Riesco a fingere contentezza per i primi cinque minuti ma poi già non li sopporto più.
Mario è incredibile, non l'ho mai visto così carino e gentile con qualcuno e mi da fastidio che stia facendo tutto ciò per piacergli, tanto che cerco in tutti i modi di sabotarlo, sto in silenzio per tutto il pranzo e quando parlo è per prenderlo in giro e fare qualche commento sarcastico su di lui o sui miei genitori.
Non li sopporto, mamma e papà, Mario, vorrei solo mandarli a fanculo e andarmene.
Faccio una battutina sul suo comportamento di oggi e lui si incupisce e rimane triste per tutto il tempo in cui rimaniamo a tavola.
A quanto pare si sono messi d'accordo perché è pronta la camera degli ospiti per noi.
Dico che sono stanca per levarmeli di torno e mi chiudo in camera, ma Mario mi raggiunge.
"Che cazzo ti è preso a tavola? Mi sforzo in tutti i modi di piacere ai tuoi perché ci tengo a te, perché ci tengo a piacere a loro, ci tengo che sappiano quanto ti amo e tu fai il tuo show cercando di sminuirmi"
"Mario ti sei comportato da coglione per tutto il tempo, eri ridicolo"
"Beh scusa se mi rendo ridicolo per fare qualcosa per il tuo bene?"
"Ma chi cazzo sei per sapere quale sia il mio bene? Che cazzo ne sai di cosa mi fa bene? Di certo non il mio uomo che lecca il culo ai miei genitori, beh complimenti, la tua missione è fallita, piuttosto che migliorare il nostro rapporto ti sei solo reso un pagliaccio, ci sei riuscito a stupirmi, ma speravo in un modo migliore di questo"
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