Contratto di lavoro

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Finalmente ripartiamo.
"Tutto ok?" Mi dice posandomi una mano sulla coscia mentre siamo diretti all'aeroporto.
"Si" gliela trattengo "grazie".
"E di che"
"Ora non ci pensiamo ok?"
Annuisco.
Arriviamo giusto in tempo per il check in, in aereo mi accoccolo a Mario e dormo quasi per tutto il tempo, quando arriviamo a New York mi sveglia e una volta usciti dall'aeroporto chiama un taxi e ci fa portare nell'appartamento che ha affittato.
"Usciamo? Facciamo un giro? Mi chiede"
Gli dico di sì anche se non ho voglia.
Facciamo un giro di shopping e finiamo a pranzare in un ristorante che frequentavamo quando vivevo qui.
Quando ritorniamo a casa mi rendo contro che ci siamo dimenticati di fare la spesa.
"Vado io" sorrido posandogli un bacio a stampo.
"Sicura?"
"Si, tu aspettami qui, dormi un po' baby, che io mi sono riposata in aereo e non ti ho fatto dormire" sorrido.
Cammino di fretta verso il supermercato più vicino, non ho nemmeno molta voglia per cui sono uscita in tuta.
Mentre arrangio una spesa incontro un mio ex collega.
Mi fermo a parlare con lui che mi chiede che fine abbia fatto.
Mi avverte che nel posto in cui lavoravo cercano personale.
"Perché non provi?" Mi chiede.
Ci penso mi segno l'indirizzo dato che hanno cambiato ufficio e prendo il numero di telefono.
Chiamo mentre torno a casa e mi segnano per un colloquio domani.
Non dico nulla a Mario e per uscire senza farlo preoccupare gli mento dicendo che ho dimenticato qualcosa al supermercato.
Per le 11 sono a casa.
Il lavoro è mio. Mi rivogliono dentro, non lo avrei mai detto, pensavo mi avrebbero rifiutata, davanti alla situazione conclusa mi rendo conto che non posso decidere così.
Chiedo se posso pensarci e mentre torno a casa sono sovrallenamento e penso come dirlo a Mario.
"Vado a fare una doccia" gli dico appena rientro.
"Trovato tutto al supermercato?"
"No..." annuisco.
Lo vedo perplesso.
Nascondo il contratto sotto la montagna di vestiti in valigia senza farmi vedere e mi butto sotto il getto di acqua calda per pensare.
Quando esco dalla doccia lo trovo seduto sul letto a leggere delle carte che mi sembrano familiari.
Quando si accorge della mia presenza si volta verso di me.
"Cos'è questo? Quando pensavi di parlarmene?"
"Mario niente... lascia perdere... tanto non accetto"

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