Torno a casa mia con Celeste e tempo di risistemarmi, aprendo Instagram noto che Mario ha postato una storia, un video con Camilla, in cui lei tiene il telefono e lui è super carino con lei.
Mi si spezza il cuore.
Realizzo che ciò che avevo temuto è realtà.
Mentre lo sto guardando aggiunge un'altra storia.
Un tavolo al nostro ristorante preferito.
Mi accorgo che ha eliminato il video e subito mi arriva un messaggio.
"So che hai visto la storia, non volevo farti stare male, lo ha caricato Camilla per sbaglio, scusa"
"Il problema non è che tu l'abbia pubblicato, ma che tu sia così con lei"
"Ha perso un bambino, sai più di me quanto sia tremendo"
"Non eri così tutte le volte che è successo a me, ma forse hai ragione, mi dovrei essere abituata io ormai"
Visualizza e dopo un po' mi riscrive.
"Senti cosa ne dici se domani passo a prendere te e Celeste e facciamo qualcosa insieme?"
"Puoi passarla a prendere quando vuoi, per quanto riguarda me, penso sia troppo tardi per ricordarti della mia esistenza"
"Ti chiedo scusa, ci ho riflettuto e ho pensato a quello che mi hai detto e vorrei parlarti"
"Quando ci hai riflettuto? Prima o dopo esserti scopato lei?"
"Non ti ho mai tradita cazzo, vuoi capirlo?"
"Passala a prendere quando vuoi, c'è la baby sitter"Vado a lavoro, ma nel bel mezzo del mio turno mi arriva un messaggio, da Camilla.
"Celeste è proprio bella, complimenti, guardandola mi è dispiaciuto ancora di più aver perso il bimbo di Mario"
Non ci vedo più dalla rabbia e lo chiamo.
"Azzardati a farla avvicinare di nuovo a mia figlia e tu Celeste non la vedi più" gli urlo uscendo dal negozio per non farmi sentire.
"Ma chi?"
"Lo sai chi!"
"Camilla? Ma l'ho solo incontrata, per strada, cinque minuti, che problema ti fa che l'abbia vista?"
"Non me ne frega un cazzo, non deve vederla"Quando torno a casa percepisco che qualcosa non va.
Giro le chiavi nella serratura e quando apro la porta mi ritrovo in mezzo al casino più totale di vetri rotti, mobili sfasciati e vestiti buttati alla rinfusa per terra.
Scoppio a piangere senza capire, controllo e non manca niente, non ho il tempo di fare il giro della casa per rendermi conto dei danni che sento delle chiavi nella serratura.
"Cristo Mario sei impazzito? Da quando hai le chiavi di casa mia!?" Gli chiedo in lacrime.
"Me le ha date la baby sitter, che cazzo è successo qui dentro?"
Scuoto la testa senza riuscire a parlare.
Continuo ad andare in giro per casa senza pronunciare mezza parola e quando sul tavolo della cucina ritrovo una bambola dalle mie sembianze, con la testa staccata rimango immobile.
Mario mi raggiunge e vedendola anche lui mi abbraccia da dietro facendomi poggiare contro il suo petto.
"Torna a stare da me, non voglio ti succeda qualcosa" mi posa un bacio sui capelli.
"No, prendi Celeste e proteggila, non perderla di vista per nessuna ragione, qui ci penso io" gli dico rimanendo distaccata.
"Smettila di fare la donna forte che qui non c'è niente da scherzare, perchè devi fare così!? Non ti sto dicendo di far finta che non sia successo niente, ti sto solo dicendo di venire da me per essere più sicura, lo dico perché ci tengo a te"
"Non ho bisogno di qualcuno che mi protegga Mario, ma grazie lo stesso"
Scuote la testa disapprovando la mia decisione.
"Per qualsiasi cosa chiama ok? Stai attenta"
Lo accompagno alla porta e come va via inizio a mettere a posto.
Non riesco a dormire, ma è tardissimo e mi infilo sotto le coperte cercando di prendere sonno.
Inizio a sentire rumori e vado in panico.
In lacrime chiamo Mario che al secondo squillo mi risponde.
"Ehi baby tutto bene? È successo qualcosa?" Mi dice preoccupato.
"No, ma avevi ragione tu, non sono così forte quanto voglio dimostrare e ho paura, scusami, scusami se ti sto chiamando a quest'ora ma non sapevo chi altro chiamare, se sei con lei chiudi tranquillamente e dille che era uno scherzo telefonico, anzi scusami davvero, non dovevo nemmeno chiamarti, ormai non faccio più parte della tua vita e sono una stupida ad averti disturbato, ci sentiamo"
Riattacco subito pensando di essere stata troppo impulsiva e di aver fatto una cazzata a chiamarlo.
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