Tutto inutile

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Passo giorni interi a letto con Mario affianco che ha paura di lasciarmi da sola pensando che io possa fare qualcosa di sbagliato o che io mi senta sola, o peggio che Alessandro possa farsi vivo.
Sento la mancanza di Celeste ma si ostina a non voler uscire per andarla a riprendere.
Passo tutto il tempo in silenzio, lui affianco a me che non sa cosa fare, io che non riesco a lasciarmi andare, non sopporto di essere toccata da lui, mi ritraggo anche al minimo contatto, ho paura di essere sfiorata perché mi ricorda lui.
Mario mi guarda spostandomi i capelli dal viso e aspetta un mio segno, un mio gesto che però non riesco a compiere.
"Baby sto bene, puoi andarla a prendere Celeste, rimango qui e non mi muovo..." gli dico.
"Se tu vieni con me si"
"Non me la sento, ti prego"
"Prima o poi dovrai uscire"
"Non ora, non mi va"
"Va bene... ok... ora vado..."
Lo guardo forzando un sorriso, vorrei baciarlo, mi manca da morire, non voglio che il legame tra noi si spezzi per colpa mia.
Mi sforzo per accarezzargli il viso e lui mi prende la mano delicatamente e me la bacia.
"Ti amo" mi sussurra chinandosi su di me sperando in un bacio.
"Ti amo" gli dico, poggiando la fronte contro la sua.
Quando esce scoppio a piangere abbracciando il suo cuscino.
Mi manca stringerlo e affondare nel suo profumo ma è più forte di me.
Torna a casa urlandomi dall'ingresso di essere arrivato e arriva subito in camera con Celeste in braccio.
"Eccoci, di ciao alla mamma" le muove la manina mentre sorridono entrambi.
Mi sporgo per prenderla in braccio e lui me la avvicina.
"Ti ho portato il Mc" mi dice porgendomi una busta.
"Grazie" sorrido "non c'era bisogno"
"Baby sono giorni che mangi pochissimo..."
"Sto bene"
Passo un po' di tempo con Celeste, mangiamo insieme a letto e parliamo un po' come non facevamo da giorni.
Trovo il coraggio di raccontargli tutto e lui d'istinto mi stringe forte tra le sue braccia.
Provo un brivido ma poi mi lascio andare, mi autoconvinco di essere al sicuro, so che lui non mi farebbe mai del male.
Quando si rende conto del mio disagio si sposta.
"Scusami... non ce la faccio" mi dice abbassando lo sguardo.
Lo abbraccio di nuovo, rimango stretta a lui senza dire niente per un tempo che sembra infinito, mentre lui mi accarezza delicatamente cercando di non turbarmi.
"Ho paura" ammetto.
"Beh ci sono io" cerca di rassicurarmi posandomi un bacio leggero sulla testa.
"Ma non puoi stare sempre con me" sorrido.
"Ma posso insegnarti, dai muoviti" mi trascina per un braccio senza nemmeno rendersene conto.
Passa ore a insegnarmi come difendermi.
"Vai colpiscimi" mi dice quando ormai secondo lui sono pronta.
"No dai"
"Vai, tranquilla"
"Mario non voglio farti male"
"Dai! Colpisci" ride.
"Non ce la faccio non potrei mai" rido anche io contagiata dalla sua risata.
"Beh almeno ti ho fatta sorridere" mi abbraccia forte e mi bacia una guancia.
"Già" gli rispondo.
"Sei bellissima quando sorridi" strofina il naso alla mia guancia, prima di cercare le mie labbra con le sue, le sfiora, le posa delicatamente e poi mi schiocca un bacio a stampo.
E un altro.
Finché non mi scanso prima che possa andare oltre.
"Scusa... non ci riesco" mi mordo il labbro guardandolo con le lacrime agli occhi.
"Baby stai tranquilla, va tutto bene" cerca di consolarmi.
"No cazzo, non va tutto bene, mi dispiace, vorrei baciarti, vorrei fare l'amore con te ma cazzo sono bloccata, ho paura, ogni volta che mi tocchi mi viene in mente lui, quei minuti di terrore, il modo in cui mi sono sentita debole, so che tu non ti comporteresti mai così ma... non ci riesco, è più forte di me... è tutto inutile" me ne vado tornandomene a letto e lasciandolo lì da solo.

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