Pessima idea

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Ci fermiamo in autogrill a prendere qualcosa da mangiare, sono ancora un po' stordita, per cui mi sta vicino e mi abbraccia in modo protettivo.
Mentre facciamo colazione mi prende in giro e scherza facendomi ridere tanto da rischiare di sputare il mio caffè.
"Smettila!" Lo rimprovero ridendo.
"Sei bella quando ridi" mi accarezza una guancia "a dire il vero anche quando mi spompini mentre guido"
"Si anche tu eri bello"
Mordo il mio cornetto guardandolo in modo provocatorio.
"Che fai stasera?" Gli chiedo.
"Niente, cosa hai in mente?"
"Ti va di venire da me? Scegliamo un film e fingiamo di guardarlo?"
"Vieni a stare da me"
"Non staremmo correndo troppo?"
"Non ha senso non farlo, io ti voglio con me"
"D'accordo"
"È un si?"
"Si"
"Allora appena torniamo a Milano ti porto tutto ciò che ti serve a casa mia, non ti lascio più andare" sorride abbracciandomi felice.
Appena torniamo iniziamo il trasloco portandoci dietro Celeste.
A sera tardi siamo stanchissimi e mi addormento sul divano stretta a Mario con lei in braccio.
Mi sveglio quando sento portarmi via mia figlia pensando di essere in un incubo, ma Mario mi tranquillizza posandomi un bacio sulla fronte.
"La metto nel lettino stai tranquilla"
Ancora addormentata mi accoccolo al divano e quando torna mi prende in braccio per portarmi a letto.
"Tranquillo, ci arrivo da sola"
"Non fa niente" ride baciandomi la testa mentre mi poggia tra le lenzuola.
Mi raggiunge poco dopo e io mi appoggio al suo petto stringendomi a lui.
"Mi sento davvero a casa" sorrido prima di addormentarmi tra le sue coccole.

Mi sveglio mentre si prepara ad andare in studio.
"Torno tardi piccola, ci vediamo a cena"
Annuisco rimanendo a letto.
Quando mi alzo mi rendo conto che in realtà sono sempre allo stesso punto della mia vita.
Io da sola, con mia figlia e nient'altro da fare, niente amici, solo Mario e quando lui non c'è come al solito mi sento terribilmente inutile.
Trovo una bottiglia di vino in frigo e mi ci attacco.
Quando torna sono ubriaca e lui lo nota subito.
"Hai bevuto?" Mi chiede divertito.
"Si... vuoi approfittarne? Sono tutta tua" gli dico sfiorandogli le labbra con le mie.
"No! Ora mangiamo e ci mettiamo a letto, così eviti di fare danni"
"Non faccio danni!!"
"Come no" mi abbraccia trascinandomi in cucina.
Mi prepara la cena e mi mette a letto come fossi io sua figlia.
È bellissimo, così dolce che mi sciolgo e quando si stende affianco a me a vedere un film lo abbraccio stretto e lo riempio di bacini.
"Grazie" gli sussurro.
"E di che?"
"Sei così carino con me..."
"Mi prometti che non bevi più così?"
Annuisco e mi addormento lì.

"Fai la brava" mi dice prima di uscire per andare in studio.
"Si, stai tranquillo" sorrido innocentemente e lo bacio.
"Ci vediamo dopo, se esci passa a salutarmi"
Annuisco e lo bacio.
Mi decido ad uscire con Celeste, ma passando al reparto alcolici vengo tentata e compro qualche bottiglia.
Appena arrivo a casa e inizio a bere e per quando Mario torna ne ho già scolate due e la terza mi attende sul tavolino.
Mi guarda con un'espressione sconfortata.
"Ok, speravo fosse una cosa passeggera..  ma dobbiamo parlarne... mi spieghi che ti prende?"
"Niente perché? Lasciami stare"
"Non ti lascio stare, ti stai rovinando la vita"
"Per un po' d'alcol? Ma dai!"
"Non è una cazzata! È grave!"
"Bene, vuoi impedirmelo? Perchè io ho intenzione di scolarmi anche questa" apro l'ultima bottiglia e me la porto alla bocca senza distogliere lo sguardo da lui.
"E quando Celeste crescerà? Davvero vuoi essere la mamma alcolizzata?"
"Ha 5 mesi! Spero di non continuare questa vita di merda fin quando sarà grande, preferisco morire"
"Scusami?"
"Lascia stare"
"No, ora mi spieghi" mi afferra per un braccio.
"Niente, lasciami" mi libero e vado a letto senza cenare.

Quando mi sveglio mi accorgo che non ha dormito a letto.
Vado in sala e lo trovo addormentato abbracciato a Celeste.
"Ehi..." gli dico sedendomi affianco a lui quando si accorge della mia presenza.
"Ehi... dobbiamo parlare..."
"Parliamo stasera..."
"No! Non ti lascio un altro giorno a casa da sola dopo che mi hai detto quelle cose!"
"Quali cose?"
"Perché bevi?"
"Mario non lo so... é che..."
"Cosa?" Ce l'ha con me, mi guarda male cercando di capire cosa sto per dirgli.
"Tu hai un lavoro, hai degli amici, hai impegni, io non ho niente, non ho amici, non ho un lavoro, ho solo te, mi sento inutile, passo le mie giornate a casa, da sola, con lei, e nonostante ciò mi sento sempre in colpa perché penso di dover fare di più per lei, di non essere una buona madre..."
Mi fissa con i suoi occhioni senza dire nulla e io ho paura della sua reazione, non parla, non mi rimprovera, non mi dice nulla.
Per qualche minuto che sembra un'eternità rimaniamo in un silenzio più che imbarazzante.
Vorrei leggergli nel pensiero per capire a cosa stia pensando, ma mi limito ad abbassare lo sguardo e sussurrare a voce bassa mentre mi alzo per andarmene.
"Scusami, so che stai pensando che farmi tornare nella tua vita è stata una pessima idea"

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