Perso le speranze

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"Ehi, sei bellissima" mi sento abbracciare da dietro.
Riconoscerei il profumo di Mario tra mille, non ho nemmeno bisogno di girarmi per sapere che è lui.
"Ehi" gli rispondo, guardando le sue dita intrecciarsi sul mio punto vita mentre mi morde leggermente il collo.
"Sapevo di trovarti qui"
"Mario sei ubriaco.... e sei in compagnia... non dovresti lasciarla da sola per venire a salutarmi... né tantomeno dovresti salutarmi così, abbiamo un accordo noi no?"
"Cioè? Che è solo sesso tra noi? Puoi uscire qualche minuto? Ho la macchina qui vicino e ho dannatamente voglia di toglierti questo vestito"
"Mario no, fermati" mi sposto allontanandolo da me con una mano.
"Che c'è?"
"Non mi va che altre persone soffrano, già bastiamo noi, se hai una relazione questa storia deve finire, non voglio che tu abbia ruote di scorta o che usi altre persone oltre me"
"Ma guarda che l'ho conosciuta stasera, me l'hanno presentata degli amici e mi sembrava brutto mollarla lì, ma secondo te cosa ci faccio con una che mi sta parlando da mezz'ora di quanto sia lucido il suo rossetto"
Sbuffo in una risata ma poi penso sia tutto un modo per convincermi.
"Mario sono seria, è meglio che la finiamo qui, non ci fa bene, ci fa rimanere nel passato e io il passato non lo voglio più"
"Dai, ti stai facendo mille pare, ci stiamo solo divertendo" mi trattiene afferrandomi per un braccio.
"D'accordo, va bene" lo trascino in bagno.
Si morde le labbra mentre gli sbottono i jeans e mi solleva le gambe facendomi appoggiare al muro.
Entra dentro di me svelto mentre io cerco di trattenere i gemiti.
D'istinto lo bacio ma mi pento subito rendendomi conto della cazzata che ho fatto mentre lui cerca le mie labbra di nuovo e le unisce in un bacio pieno di passione.
Mi rivesto in fretta senza dire niente quando finiamo.
"Io e te non dobbiamo vederci più" gli dico secca andandomene e lasciandolo lì da solo.
Ignoro le sue chiamate per giorni.
Passo tutto il tempo che mi rimane dal lavoro a letto, con Celeste che cerca di convincermi ad uscire con lei ma non ci riesco.
Vorrei fosse più facile dimenticarlo.
Pensavo fosse semplice e invece vederlo con un'altra mi ha spezzato il cuore in due.
Forse non vedersi più per un po' è l'idea migliore.

Ricevo una chiamata dalla preside della scuola di Celeste.
Celeste ha menato una sua compagna e domani mattina vuole vedere me e Mario.
Esco dalla camera urlando per casa alla ricerca di Celeste che come mi vede scoppia a piangere e mi abbraccia.
"Aveva detto delle cose brutte su di te mamma, sei la mamma migliore del mondo non è giusto che Chiara dica quelle cose su di te"
"Che ha detto?" Le chiedo.
"Il papà le ha detto di averti vista in un locale con uno e che lo facevi di lavoro, tutti hanno iniziato a prendermi in giro e lei ha detto che sei una puttana"
"Celeste non ripetere quella parola!" La rimprovero.
Guardo la mamma di Mario che mi guarda malissimo.
Celeste va in camera e io rimango sola con lei costretta a dirle la verità.
"Quello con cui mi hanno vista era Mario... abbiamo provato a rimettere a posto le cose, non volevamo dire niente per non coinvolgere altre persone ma... credo lui abbia un'altra quindi niente.... è meglio così per entrambi"
Parliamo un po' e lei cerca di convincermi che Mario mi ami e che io mi stia sbagliando.
Prima di andare a dormire lo chiamo.
Ci rimane male pensando io voglia vederlo e quando gli spiego la situazione mi dice subito che posso stare tranquilla e che verrà anche lui.
Mi raggiunge a scuola di Celeste e quando la preside ci riceve è incazzatissimo.
Difende nostra figlia e me mentre io rimango in silenzio.
"Piuttosto che prendersela con nostra figlia a cui abbiamo trasmesso dei valori, chiami i genitori della bambina che ha offeso mia moglie e vada a dire loro di insegnarle l'educazione" le risponde prendendomi la mano d'istinto.
Non lo allontano, ci guardiamo negli occhi e io non riuscendo a sostenere il suo sguardo mi volto verso il pavimento.
Ci lascia andare e quando siamo in macchina lui prima di mettere in moto aspetta che io parli.
"So che dovrei farmi gli affari miei, ma te lo chiedo per il tuo bene, ci tengo a te e Celeste e se ti servono soldi sai che ci sono e che non devi..."
"Mario che cazzo stai insinuando?"
"Non lo so, ci ho pensato"
"Se vuoi tanto saperlo no, non faccio la puttana, l'unico con cui ho scopato al lavoro sei stato tu, ma grazie che pensi questo di me"  faccio per scendere dalla macchina pentendomi di aver accettato il passaggio.
"No ehi scusami... non volevo offenderti...." mi prende per mano trattenendomi.
"Beh troppo tardi, non è nemmeno la prima volta che lo fai"
"Lo so... ti chiedo scusa, davvero"
"Ok... va bene, è tardi, puoi mettere in moto? Oppure vado a piedi"
"Si... scusa"
Rimaniamo in silenzio per tutto il tempo.
Quando si ferma davanti al bar rimango qualche secondo in macchina prima di scendere.
"Ciao... grazie per... il passaggio e... per prima..."
"Senti... a che ora stacchi?"
"Alle 17"
"Ti passo a prendere? Stiamo un po' insieme? Mi manchi da morire"
"Non lo so... nel caso passo a casa tua ok?"
Annuisce.
Penso tutto il giorno a lui e quando esco prima di tornare a casa faccio un salto da lui.
"Quasi avevo perso le speranze"
"Te lo dovevo...." gli sorrido
"Non mi devi niente... sono io che sono un coglione"
"No.... sei stato fighissimo oggi" lo prendo per mano portandolo in camera e buttandomi sul letto attirandolo a me.
"Ho detto quello che pensavo... non permetterei mai che tu venga trattata così"
Annuisco e mi sporgo a baciarlo.
"Cos'è questo bacio?" Mi dice spogliandomi.
"Non lo so, mi andava... scusa"
"Non devi scusarti, mi piace" mi bacia di nuovo.
"E lei?"
"La smetti? Non c'è nessuna lei... non lo capisci che l'ho fatto di proposito per farti ingelosire?"
"Davvero l'hai fatto di proposito?" Rido.
"Si" scoppia a ridere e mi bacia il seno.
Lo facciamo di nuovo.
Cerca di fare lo stronzo ma non ci riesce, lo blocco quando cerca di baciarmi di nuovo.
Non mi accorgo nemmeno ma mi addormento lì affianco a lui quando veniamo entrambi.
Mi sveglio quando lui si gira e mi abbraccia da dietro accoccolandosi a me.
"Ti amo cazzo, perché non lo capisci, se potessi tornare indietro lo farei subito, mi dispiace averti ferita, spero un giorno tu potrai perdonarmi"
Mi giro verso di lui e lo abbraccio anche io.
Mi manca da morire.
Mi stringe tra le sue braccia e io mi avvicino di più a lui baciandolo.
Passiamo ore così abbracciati mentre mi riempie di coccole e mi bacia.

MARIO'S POV
Averla di nuovo tra le mie braccia, poterla baciare di nuovo, sentire il suo profumo contro la mia pelle, mi mancava da morire.
Sono contento si sia lasciata finalmente andare,
Ci speravo.
Mi addormento stringendola a me, ma quando mi risveglio lei non c'è.
Mi ha lasciato un biglietto sul comodino.
"Non cercarmi più, è stato bello, ma è meglio finirla qui, addio"

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