Finalmente Celeste inizia la scuola, la accompagnamo entrambi, Mario le ha fatto i codini ed è bellissima con il suo zainetto rosa che tiene stretto come fosse il suo tesoro.
Corre verso di me prima di entrare e mi abbraccia dandomi un bacino.
La prendo in braccio prima di lasciarla andare e la rassicuro, Mario cerca di tranquillizzarla e la accompagna in classe dato che gli altri sono già entrati.
Esce e viene verso di me abbracciandomi.
"Principessa dove vi porto? Ho fame andiamo a fare colazione?" Mi chiede una volta in macchina.
Mi porta al mio bar preferito e dopo aver fatto colazione torniamo a casa.
"Fa così strano essere soli a casa" sorrido baciandolo.
"Come ai vecchi tempi" mi risponde.
"Non devi andare in studio?"
"Forse più tardi, per ora ho di meglio da fare" mi solleva per le gambe baciandomi.
"Da dove cominciamo?" Mi chiede.
Scoppio a ridere.
"Dove vuoi"
"Il divano cazzo mi manca rischiare di cadere ad ogni movimento" sorride.
Mi porta in braccio in salotto e si siede sul divano facendomi sistemare su di lui.
Mi toglie la maglietta mentre armeggio con i suoi jeans.
"Cazzo, ti voglio" mi sussurra mordendomi il labbro.
Mi inginocchio davanti a lui abbassandogli i boxer e lui sorride capendo le mie intenzioni.
Glielo prendo in bocca massaggiandolo con le mani e lui reclina la testa cercando di trattenersi.
Rallento per poi fermarmi e lui mi implora di continuare.
Mi guarda negli occhi accarezzandomi i capelli e io riprendo accelerando sempre di più.
"Vieni per me" gli dico sorridendogli.
Si lascia andare, ingoio e mi lecco le labbra prima che lui si chinò su di me per baciarmi.
"Mi mancavi" mi sussurra.
Mi rimetto in piedi e finisco di spogliarmi.
Mi osserva mentre sono nuda mangiandomi con gli occhi.
"Che c'è?" Gli dico.
"Sei bellissima, vieni qui" mi prende per un braccio facendomi cadere su di lui.
Lo facciamo per ore come due ragazzini, rischiamo di fare tardi e finiamo per andare a riprendere Celeste da scuola giusto in tempo.
Celeste ci corre incontro appena ci vede e ci racconta tutta la sua giornata.
La portiamo a mangiare al Mc, è contentissima della scuola, ha già fatto amicizia e non avevo dubbi, ha ripreso da Mario, è davvero solare e farebbe amicizia con chiunque.
Quando torniamo a casa, Mario continua tutto il giorno a lanciarmi occhiatine e quando siamo a letto insieme continua a punzecchiarmi.
"C'è Celeste di là, può sentirci" rido mentre cerca di togliermi la maglietta del pigiama.
"E quindi? È piccola non lo capisce" scherza facendomi il solletico e mordendomi delicatamente il collo.
"Sei matto!" Rido.
"Cosa non capisco?" Ci interrompe salendo sul letto Celeste.
Lancio un'occhiata a Mario.
"Niente, segreto" risponde Mario.
"Che segreto? Mamma, che segreto?" Mi chiede.
"Io e papà stiamo pensando a un regalo bellissimo da farti!" La abbraccio.
"Davvero? Che regalo?"
"Sorpresa!" Mario le fa il solletico sbaciucchiandola.
"Voglio saperlo!"
"Se torni in camera tua papà domani lo va a prendere" le risponde
"Mmmh va bene"
Quando ci lascia da soli Mario mi abbraccia iniziando a baciarmi.
"Dove eravamo rimasti?"
"Mario!" Scoppio a ridere.
"Tanto non torna"
"Si! Ma ora dobbiamo pensare al regalo enorme da farle"
"Nel frattempo c'è un regalo per te però" ride.
"Dai! Pensa che domani abbiamo tutto il tempo"
"Domani devo per forza andare in studio"
"Per forza?"
"Si"
"Mmmh ok..."
"Scusami"
"Stai tranquillo, non fa niente"
"Sicura"
"Si... dai... buonanotte" mi giro dall'altro lato.
Se a casa non c'è nemmeno lui mi sento inutile, il tempo non passa mai, continuo a cucinare, pulire e non avere nient'altro da fare finché non vado a prendere Celeste.
"Ho deciso di cercarmi un lavoro" dico a Mario appena torna.
"Oddio perché?" Mi chiede.
"Sono inutile, vivo sulle tue spalle, se non ci siete voi a casa non ho niente da fare, non voglio vivere così, Celeste crescerà e non servirò nemmeno più a lei..."
"Ehi calmati" mi abbraccia.
"Fai quello che ti senti ma non pensare di essere un peso per me"
"Lo sono...."
"Ma zitta!" Mi bacia "domani facciamo un giro? Io e te? Lasciamo Celeste a scuola e ce ne andiamo in moto"
"Va bene... ok" annuisco asciugandomi le lacrime mentre mi bacia una guancia.
"Baby voglio vederti felice però"
"Ok... scusami"
"Non devi scusarti" mi aiuta ad asciugarmi il viso."Tieniti stretta" mi urla accelerando in moto.
Mi aggrappo a lui stringendolo tra le mie braccia.
Mi piace la velocità, lui lo sa, sa come farmi felice.
Pranziamo fuori, Celeste la va a prendere la nonna, ci fermiamo per strada e mangiamo i panini che ho preparato a casa.
Mi sento bene, con lui mi sento bene sempre.
Parliamo e scherziamo cercando di strapparci sorrisi a vicenda.
È bellissimo quando ride.
Torniamo a casa nel pomeriggio, il vento che ci scompiglia i capelli, i nostri corpi così vicini, l'aria fresca, è tutto così bello.
Finché non vediamo una macchina contromano venirci addosso a tutta velocità.
Mario perde il controllo, finiamo fuori strada, e mi sento scaraventata giù dalla moto.
Sento che mi urla qualcosa ma non vedo più nulla.
