Infelice

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Scoppio a piangere in taxi.
Arrivo a casa e mi addormento tra le lacrime.
Mi sveglio con il campanello di casa che suona insistentemente.
Mi trascino giù dal letto e vado ad aprire.
Mi rendo conto di essere ancora vestita come ieri notte, non mi interessa.
Quando vedo Mario in piedi davanti alla porta rimango sorpresa.
Non me lo aspettavo ma mi torna in mente come mi ha trattata ieri, penso che dovrei ringraziarlo per essere intervenuto ma mi irrita il fatto che lui provi pena per me.
"Come stai?" Mi chiede subito interrompendo il silenzio imbarazzante.
"Bene"
"Ti... avevo mandato un messaggio ma... non lo hai nemmeno letto"
"Dormivo, ma grazie"
"Tutto bene? Sicura?"
"Si, la tua ragazza dov'è?"
"Non sono mai venuto a trovarti con lei non capisco perché me lo stia chiedendo"
"Celeste dorme, grazie Mario, ti ringrazio per ieri, ma davvero non c'è bisogno che tu ti preoccupi per me, non ho bisogno della tua pietà"
"Ci tengo a te... non mi piace come ti tratta"
"Senti, ci siamo lasciati io e te, lascia che io frequenti chi voglio e non ti immischiare..."
"Ok... scusa... non volevo mancarti di rispetto"
Annuisco.
Rimane a fissarmi per un po'.
"Ok... vado..."
Annuisco e lo osservo finché non scende giù per le scale.
Torno dentro e mi accorgo di una ventina di chiamate da parte di Alessandro.
Lo richiamo subito preoccupata.
"Scusami per ieri sera, ero ubriaco e... non dovevo trattarti così"
"È tutto ok"
"Stasera mi faccio perdonare? A cena?"
"Non posso... ho mia figlia, non posso uscire tutte le sere..."
"Beh lasciala con il padre no? Dai"
"Non posso, vieni qui tu se vuoi"
"Se c'è lei è inutile, non possiamo fare nulla"
"Possiamo cenare insieme, cucino io..."
"Preferivo fare altro" ride "però va bene, a dopo"
Mi preparo per la cena e mi metto ai fornelli cercando di dare il meglio di me.
Mi piaceva cucinare per Mario perché mi avrebbe fatto i complimenti anche se gli avessi dato da mangiare pasta cruda pur di rendermi felice, mi piaceva stupirlo migliorando.
Quando Alessandro arriva nemmeno se ne importa della cena e mi trascina in camera.
"Ehi la pasta si fredda" gli dico mentre tenta di spogliarmi.
"Non me importa niente della pasta" ride.
Ci rimango male.
"Vabbè hai ragione... sono una pessima cuoca" forzo un sorriso e lo bacio.
"Dì la verità, volevi avvelenarmi" scherza spogliandomi.
Lo facciamo e dopo essere venuto si alza per andare fuori a fumare lasciandomi da sola.
Finita la sigaretta va in cucina.
Lo trovo lì e mi avverte di aver ordinato una pizza.
"Quella roba fa davvero schifo, ricordami di non accettare più un tuo invito se cucini tu" mi prende in giro.
"Si scusa... non sono molto brava" mi stringo nella maglietta enorme che ho recuperato in camera mia.
Mi rendo conto troppo tardi che è di Mario e che ha ancora il suo profumo.
Se ne accorge anche lui che va su tutte le furie.
"Davvero stai con me e hai ancora roba sua? Scherzi? Scopatelo no? Anzi no, lui non ti vuole più, si è reso conto di che genere di ragazza sei, solo io potrei stare con te, nessuno ti vuole, non sai manco cucinare un piatto di pasta"
Ci interrompe il fattorino.
Per scusarmi in lacrime la pago io la pizza, ma lui afferra il cartone e se ne va via lasciandomi lì da sola.
Vado in cucina e mi consolo con la mia pasta che alla fine non faceva nemmeno così schifo.
Controllo che Celeste stia bene e mi addormento affianco al suo lettino.
Mi sveglia Mario che viene a trovarla.
Rimane lì.
Faccio finta che non ci sia ma lui cerca in tutti i modi di coinvolgermi.
"Ehi guarda com'è brava" mi dice portandola in braccio in cucina e mostrandomi come cammina mentre la tiene per le braccine.
"Spero di esserci quando farà i suoi primi passi da sola" mi sorride.
Gli squilla il telefono.
Mi chiede scusa e risponde mentre mi siedo per terra e gioco con Celeste.
Lo sento parlare al telefono, è calmo e dolce e mi ricorda quando trattava me così.
Si interessa, le chiede come sta, si vede che è innamorato e a me fa malissimo vederlo così.
Mi rendo conto di provare ancora qualcosa per lui ma nonostante ciò mi fa piacere vederlo così felice.
"Scusami" mi sorride tornando da noi.
"Non devi scusarti" gli sorrido timidamente.
"Era lei?" Gli chiedo.
"Già" mi sorride come uno scemo.
"State bene insieme..."
"Grazie" abbassa lo sguardo.
Mi chiama Alessandro.
Rispondo subito per paura che si incazzi già più di quanto non lo sia già e quando invece dall'altro lato mi risponde in modo gentile tiro un respiro di sollievo pensando gli sia passata da ieri sera.
"Ehi piccola scusami"
"Figurati... non fa niente" dico incerta.
Sento lo sguardo di Mario fisso su di me, per cui mi sposto.
"Oggi pomeriggio ti porto a fare un giro ti va?" Mi chiede.
"Celeste ha una visita devo accompagnarla"
"Ma il padre non c'è mai? Cos'è ti ha mollata con vostra figlia e ora se ne frega di lei?"
"No... è che lui deve tenerla questa mattina.... non posso lasciargliela anche oggi pomeriggio, devo portarla dal medico, magari la portiamo e poi facciamo un giro"
"Si, come se fossimo la famiglia perfetta" sbuffa una risata "ma fammi il piacere" ride.
"Beh allora non posso... Celeste ha la priorità"
"Ehi posso portarla io alla visita, per me non c'è problema" mi dice ingenuamente Mario.
Alessandro lo sente e sbotta pensando che io lo stia tradendo.
Mi dice le peggiori parole e mi offende in tutti i modi tanto che quasi scoppio a piangere, ma non voglio farlo davanti a Mario, non voglio che sappia che io sono infelice mentre lui ha finalmente la vita perfetta che si merita.
Mi chiude il telefono in faccia.
"Tutto bene?" Mi chiede Mario vedendomi giù.
Annuisco.
"Sicura?"
"Mario forse è meglio se te ne vai"
"No ehi... non ti ho mai vista così giù... non ti fa stare bene... sei cambiata tantissimo.... e poi non voglio che sia intorno a Celeste quello, non mi piace, dovresti mollarlo"
"Mario ma chi cazzo sei per dirmi con chi dovrei stare scusa? Mi hai mollata, te ne sei andato dalla mia vita, non sei molto meglio di lui ma a differenza tua, lui è il mio ragazzo, come ti permetti di giudicarlo" cerco di mandarlo via.
"Hai ragione scusa... ma non voglio che tu sia infelice"
"Sto benissimo con lui tranquillo, ora puoi andartene pure, che il tempo con Celeste è passato"

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