Scappare via

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Passo due giorni ignorando tutti i messaggi e le chiamate di Mario.
Mi sono resa conto di provare ancora sentimenti troppo forti per lui per ignorarli e fingere che con lui sia solo sesso, il modo in cui mi guarda, il modo in cui mi fa sentire.
Non riesco ad ignorarlo.
"Buona fortuna, se non vuoi vedermi più lo capisco, ti auguro il meglio"
L'ennesimo messaggio da parte di Mario a cui io non rispondo.
Ho paura di ferirlo, ci tengo a lui ma non so quanto gli faccia bene vedermi a queste condizioni.
Ripenso agli ultimi tempi in cui stavamo insieme, andava tutto male, non facevamo altro che ferirci a vicenda e non voglio tornare ad odiarlo.
Ma così non può andare avanti.
So che prova ancora qualcosa e non voglio fargli del male, so che starmi lontano lo farebbe stare meglio.
Stacco da lavoro e corro a casa a prepararmi, ma mi rendo conto di non averne voglia.
Mi guardo allo specchio e mi convinco a non disdire.
Provo tutti i vestiti che ho nell'armadio, ma l'unico che mi sta davvero bene e che mi piace da impazzire me lo aveva regalato Mario.
Rimango a fissarmi per un po' allo specchio.
Mi ricorda i vecchi tempi e mi intristisce.
La baby sitter di Celeste quando mi vede uscire mi chiede se va tutto bene.
"Ma sei sicura che vuoi andare? Non mi sembri dell'umore giusto"
"Si... tranquilla..."
Esco e appena ci sediamo al tavolo mi rendo conto di star facendo una cazzata.
La cena passa tra silenzi imbarazzanti e discorsi noiosi di circostanza, mi manca il mio Mario che riempie di parole tutti i silenzi e che riesce a coinvolgermi anche sugli argomenti più inutili.
Penso a lui per tutta la cena e il tempo non sembra passare mai.
"Scusa... non mi sento tanto bene" gli dico nel bel mezzo della serata, quando il peso dei miei pensieri diventa ormai insostenibile.
Dopo aver insistito per pagare la mia parte lo liquido dicendo che ho passato una bella serata ma che non mi va di rivederlo perché ho la testa totalmente da un'altra parte.
Prendo un Uber e passo nella prima pasticceria che trovo aperta prima di correre a casa di Mario con dei dolcetti.
Suono al citofono ma non risponde.
Insisto, ma quando ormai penso sia inutile rinuncio.
Mi giro e lo vedo affianco alla sua macchina.
Gli sorrido e gli vado incontro sperando mi veda, ma quando si gira dalla mia parte aprendo la portiera e aiutando una ragazza ad uscire rimango impietrita.
I nostri sguardi si incrociano per un attimo, rimane sorpreso anche lui, prima che io ormai con le lacrime agli occhi non riesca a far altro che scappare via.

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