"Non ti schiaccio così?" gli chiese premuroso, mentre ancora le sue braccia lo avvolgevano protettive, e i suoi occhi già chiusi lo trascinavano verso il sonno che tanto stava bramando.
Il libanese non rispose se non con un appena percettibile movimento del viso in negazione, lasciandosi andare a morfeo una volta per tutte, mentre Andy gli lasciò un ultimo bacio delicato e lo cullò, immergendo le dita nei riccioli morbidi fino a quando non fu certo si fosse definitivamente assopito.
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"Portiamo a casa la spesa, poi andiamo al parco!" Andy non si prese nemmeno la briga di interpellare il suo ragazzo con una richiesta. Propose direttamente il suo desiderio, passando davanti al parco non troppo distante da casa loro. Avevano passato quasi un'ora e mezza tra un supermercato della zona ed il fiorista preferito di Mika, scegliendo la verdura migliore, il pesce più fresco e i fiori più belli e sinceramente Andy non ne poteva più.
Mika si passò la pesante busta della spesa da una mano all'altra, cercando un po' di sollievo per i suoi muscoli indolenziti. "No dai... restiamo a casa..." esternò semplicemente, allungando impercettibilmente il passo, strizzando gli occhi al sole cocente di quell'inizio giugno italiano.
"Stare chiusi in casa con una giornata del genere è un crimine!" lo apostrofò però Andy con un mezzo sbuffo lievemente scocciato, camminandogli a fianco e sorridendo ad una ragazzina che passandogli accanto col cellulare in mano, quasi gli era finita contro.
Il libanese semplicemente procedette nel suo incedere sbrigativo verso casa, senza troppo considerare le lamentele del compagno.
Una volta varcata la porta di casa e sistemato quanto acquistato con l'aiuto di Joannie, il greco partì all'attacco per l'ennesima volta. Mika era rinomato per la sua cocciutaggine, ma Andy sapeva tranquillamente essere alla sua altezza, quando si metteva d'impegno.
"Vado a cambiarmi la maglietta e sono pronto per uscire" lo informò blandamente uscendo dalla cucina, senza esplicitare una richiesta diretta, lasciando trapelare le sue parole con la giusta dose di savoir-faire.
Mika finì di ripiegare la borsa di stoffa, per riporla nel cassetto e sospirò a fondo, immerso nei suoi pensieri irrequieti, tornati a fargli compagnia, dopo un'intera giornata di spensieratezza.
Andy rallentò i passi cauti sul corridoio in parquet, accogliendo il silenzio alla sua frecciatina, come un distante segnale di allarme. Quell'ennesimo tassello mancante nella loro conversazione, andò nella sua testa ad inserirsi come un rinnovato passo indietro di Mika nei suoi confronti. Una sua ennesima sottile evasione, una tacita ricerca di comprensione e, forse, di soccorso non manifesta, ma non per questo meno evidente ai suoi occhi attenti.
La travolgente aura spensierata, degli ultimi due giorni trascorsi in sua compagnia, venne in un attimo messa da parte dal greco, che d'un tratto ricordò un frammento distante ma vitale del giorno immediatamente precedente ai festeggiamenti.
In un veloce folgorio, invertì la direzione di marcia e tornò a passo svelto verso la cucina, dove Mika, appoggiato alla credenza, fissava distrattamente lo scontrino della spesa.
Sotto lo sguardo curioso di Joannie, Andy gli si avvicinò e poggiando una mano lievemente sul suo braccio, gli sorrise, facendogli cenno di seguirlo.
Il riccio si irrigidì appena, annuendo però alla richiesta amorevole che gli giunse da una delle persone a lui più fidate.
"Vieni di là un attimino?" chiese, chiarendo la destinazione, tacitamente escludendo l'ennesima richiesta di uscita, sperando di centrare i suoi crucci e rilassare quella sua velata irrequietudine di fondo.
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Two of a kind
FanfictionLa Mikandy più lunga che sia mai stata scritta. La loro vita raccontata dagli albori fino al 2015. 1000 pagine di word, 200 capitoli, 4 anni e mezzo di pubblicazione. Andò a posare le mani sulle sue ginocchia, accucciandosi di fronte a lui, cercan...
