Questa è una storia pubblicata sul sito EFP che va avanti da tre anni.
Qui il link http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3222093&i=1
Potete trovare sotto ogni capitolo delle curiosità che qui mancano.
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Erano le 4 di pomeriggio, Londra era coperta da un nebbiolina alquanto fastidiosa e cupa e la pioggia scendeva ad intermittenza provocando il continuo schiudersi ed richiudersi dei tipici ombrelli inglesi in mano ai passanti che velocemente percorrevano le strade trafficate della capitale inglese.
Mika, zaino in spalla, correva in direzione dell'entrata della metropolitana, l'ombrello lui l'aveva lasciato a casa ma in quel momento poco gli importava. Era in ritardo per l'appuntamento che il suo manager gli aveva fissato e sperava solamente che non vi fosse troppa gente ad aspettare il treno a quell'ora.
Gli faceva ancora un certo effetto pensare alla parola manager, associata al suo nome. Da pochi mesi infatti, l'ambizioso ragazzo americano-libanese era finalmente riuscito ad ottenere ciò per cui aveva vissuto gli ultimi 10 anni della sua giovane vita: un contratto con una casa discografica.
Da quando, quel fatidico giorno di fine 2006, le porte della Universal si erano aperte per lui e la sua musica, la sua vita professionale non aveva fatto altro che andare sempre meglio. Il suo album, a cui aveva dato titolo "Life in Cartoon Motion" era in cima alle classifiche di mezzo mondo, e con esso le sue canzoni: Relax (Take it easy) e Grace Kelly.
Insieme al suo management ed ad alcuni collaboratori che la compagnia gli aveva messo a disposizione, aveva anche imbastito quello che sarebbe stato un primo vero tour con una band alle spalle ed un'intera crew, che lo avrebbe seguito in giro per il globo.
A tal proposito, quel pomeriggio, alla sede della casa discografica, si sarebbero riuniti per la prima volta tutti coloro che avrebbero fatto parte della vita professionale di Mika, per i mesi a venire e insieme avrebbero iniziato le prove, previste per le ore 16:30.
Fortunatamente il secondo treno che arrivò in stazione, non era eccessivamente affollato e il ragazzo riuscì anche a trovare un posto a sedere per quel quarto d'ora di viaggio che lo aspettava.
Estrasse il cellulare dalla tasca, le 16:15, forse sarebbe potuto arrivare in orario. Alzò per un attimo lo sguardo dal display e si ritrovò faccia a faccia con il suo riflesso, che dal finestrino della metro lo osservava.
I capelli erano bagnati e ricadevano in maniera non troppo ordinata sul viso, la giacca di finta pelle resa lucida dalle goccioline gli donava un aspetto vagamente trasandato.
Gli ultimi giorni erano stati frenetici e anche quel pomeriggio si era ritrovato a fare le cose di corsa.
Il viaggio in metro lo passò a cercare di immaginarsi i volti delle persone che avrebbero lavorato con lui, in quella che sarebbe stata la prima grande avventura live con la sua musica.
La fermata a cui doveva scendere giunse velocemente e Mika quasi la mancò, assorto nei suoi pensieri.
Quando finalmente uscì in strada, la pioggia stava fortunatamente concedendo una tregua e poté incamminarsi senza infradiciarsi ulteriormente i vestiti. Giunto a poche decine di metri dalla casa discografica si sentì chiamare da una voce che conosceva fin troppo bene.
Decise di non girarsi e proseguire il suo cammino ma, proprio quando pensava di essere sfuggito alla sua vista, sentì una mano sulla spalla e di nuovo quella voce farsi strada fino alle sue orecchie.
Senza nemmeno voltarsi si limitò ad un freddo "Cosa vuoi?!"
Il ragazzo moro si portò di fronte a Mika, cercando la sua attenzione e gli disse: "Dai Mika, ascolta. Ho sbagliato settimana scorsa. Non vorrai lasciarmi proprio adesso che le cose ti stanno andando bene?"
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Two of a kind
FanfictionLa Mikandy più lunga che sia mai stata scritta. La loro vita raccontata dagli albori fino al 2015. 1000 pagine di word, 200 capitoli, 4 anni e mezzo di pubblicazione. Andò a posare le mani sulle sue ginocchia, accucciandosi di fronte a lui, cercan...
