Mika dal canto suo chiuse gli occhi con il cuore a mille. Doveva farlo. Ormai era deciso.
La paura tornò a farsi spazio dentro di lui ma prima che potesse bloccarlo e impedirgli di fare ciò che in realtà voleva, fece un passo indietro e con una piccola rincorsa e il cuore in gola staccò il piede sinistro dalla roccia chiara e si gettò nel vuoto.
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Andy avrebbe tanto voluto chiudere gli occhi ma la paura di quello che sarebbe potuto succedere glie lo impediva.
Mika invece gli occhi si accertò di tenerli bene aperti, fu pervaso da una scarica di adrenalina fortissima non appena si trovò in volo, i secondi di vuoto sotto i suoi piedi erano pesanti come macigni ma lo facevano sentire in paradiso. Era la stessa sensazione che aveva entrando in un'arena piena zeppa di gente e sentendo il boato.
Era euforia e gioia, mista a paura.
Era ciò che adorava.
Si concentrò e fece in modo di entrare in acqua con le gambe morbide ma dritte e il resto del corpo allineato in modo perfettamente perpendicolare alla pozza.
L'impatto con l'acqua fu forte. 15 metri erano un'altezza notevole, come buttarsi da una casa di 4 piani.
Ci mise qualche attimo a riemergere e quando lo fece emise un urlo liberatorio.
Andy se n'era rimasto per tutto il tempo con il fiato sospeso, osservando attentamente la perfetta traiettoria e posizione del tuffo e ritornando a respirare solo nel momento in cui il riccio era riemerso sprizzando entusiasmo da tutti i pori.
Gli amici si aprirono in un applauso e la guida si complimentò per il perfetto atterraggio.
Ere al settimo cielo. Aveva vinto la sua paura.
Proseguirono per un altro quarto d'ora tra piccoli salti e un paio di cascate e poi l'avventura si concluse.
Si spogliarono le mute e finalmente tornarono a godersi il sole caldo sulla pelle.
Era pomeriggio inoltrato e avevano fame.
Entrambi erano stanchi ma felici. Andy aveva capito che non tutto quello che sembra pericoloso e folle di fatto lo è e che quello sport in fondo in fondo non gli dispiaceva. Amava l'acqua, amava nuotare e tuffarsi, doveva solo prendere un po' più di confidenza ma tutto sommato non gli sarebbe dispiaciuto ritornare a farlo in un futuro.
Mika invece era la persona più felice della terra in quel momento. Aveva superato le sue paure, aveva trascorso un compleanno adrenalinico e avventuroso, perfettamente nel suo stile e l'aveva fatto con Andy, che per di più sembrava aver gradito.
Si diressero in hotel e senza nemmeno passare in stanza a cambiarsi, presero la strada della piscina interna. Erano già in costume dopotutto.
Mika si sdraiò su un lettino e pochi attimi dopo si addormentò al sole del tardo pomeriggio francese. Dopo 6 ore di canyoning nella acque non troppo calde di un torrente, non poteva desiderare di meglio.
Andy si fece una veloce nuotatina in piscina e poi decise che l'attività a cui si stava dedicando il suo ragazzo, sarebbe stata perfetta anche per lui.
Trascorsero le vacanze tra mare e montagna solo loro due in totale relax.
Tornarono a casa a inizio settembre. Mika era qualche giorno che diceva di avere in mente una melodia che lo faceva saltellare e ballare festante e si era promesso che una volta arrivato a casa avrebbe messo mano al pianoforte e avrebbe cercato di capire cosa ne sarebbe uscito.
Il tour ormai era giunto al termine e nei mesi successivi la squadra si sarebbe divisa, c'era chi avrebbe preso parte a tour di altri artisti come Cherisse, Martin e Mike e chi avrebbe trascorso del tempo su progetti propri.
Andy aveva ricevuto molte offerte per video musicali e documentari quindi lavorava spesso a Londra e limitrofi, passando spesso la giornata fuori casa.
Mika dal canto suo, trascorreva i giorni componendo e sistemando le numerose canzoni che aveva già composto durante i mesi precedenti, passando le ore in studio di registrazione, isolato nella sua bolla creativa oppure a casa.
Quando Andy quella sera rientrò a casa stanco dal lavoro e decisamente irritato dal comportamento di certi suoi collaboratori estremamente pretenziosi e inclini ai toni poco garbati, sperava veramente che Mika lo sarebbe riuscito a calmare almeno un po'.
Mise piede nel monolocale e fu pervaso da una musica incalzante e giocosa che il cantante stava suonando al piano.
Quando la porta si chiuse con uno scatto, il ragazzo si voltò smettendo di suonare.
"Ma buonaseraaa" gli si rivolse raggiante andando ad abbracciarlo.
Andy sorrise chiudendo gli occhi in quell'abbraccio. Lo stress del lavoro stava già migliorando.
"Allora? Com'è andata la giornata?" chiese Mika quando si furono staccati.
"Cambia domanda!" gli rispose subito, volendo dimenticare il lavoro per quella serata almeno.
"Cosa stavi suonando? Mi piace quello che ho sentito." disse osservando il piano sul quale vi era un foglio con alcune scritte scarabocchiate. Si avvicinò e lo prese tra le mani.
"Certo che scrivi proprio male eh!" lo prese in giro il greco, che cercava con molta difficoltà di capire cosa vi fosse scritto.
"E' per non far capire agli spioni quello che scrivo, così nessuno mi ruba le idee!" lo corresse Mika riappropriandosi del foglio e sedendosi al piano, diede un paio di pacche al seggiolino dello strumento facendo segno a Andy si sedersi accanto a lui e quando il biondo prese posto, attaccò la canzone.
Il greco si perse immediatamente in quel mondo. Era la prima volta che stava così vicino a Mika mentre suonava. Poteva notare ogni polpastrello spostarsi da un tasto all'altro, ogni tendine delle sue mani contrarsi e poi distendersi, poteva notare il piede che premeva e rilasciava il pedale, che non aveva idea che scopo avesse, vedeva con quale naturalezza si spostava dai tasti neri a quelli bianchi per poi salire o scendere sulla tastiera bicromatica.
Tutto quello senza uno straccio di spartito davanti agli occhi. Gli occhi ambrati vagavano dalla tastiera al foglio e quando la voce si aggiunse a quella melodia divertente ed incalzante, Andy avrebbe voluto conoscere quella canzone e cantarla con lui, tanto era coinvolgente.
Teenage dreams in a teenage circus
Running around like a clown on purpose
Who gives a damn about the family you come from?
No givin' up when you're young and you want some
Andy iniziò a tenere il ritmo con il piede e Mika lo osservò sorridendo.
Waking up in the midday sun
What's to live for?
You could see what I've done
Staring at emotion
In the light of day
I was running from the things that you'd say
Con la voce fece le sue solite acrobazie, passando senza sforzo apparente da un'ottava all'altra.
We are not what you think we are
We are golden, we are golden
We are not what you think we are
We are golden, we are golden
Andy continuò a tenere il ritmo sempre più rumorosamente e Mika entusiasta gli fece cenno con una mano di battere il tempo sulla cassa dello strumento e il biondo non se lo fece ripetere.
Cominciò a picchiettare a tempo le mani sulla cassa e sul fianco dello strumento emettendo due distinti suoni ovattati o più secchi.
Mika ridacchiò e incalzò con il ritornello
Teenage dreams in a teenage circus
Running around like a clown on purpose
Who gives a damn about the family you come from?
No giving up when you're young and you want some
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Two of a kind
FanfictionLa Mikandy più lunga che sia mai stata scritta. La loro vita raccontata dagli albori fino al 2015. 1000 pagine di word, 200 capitoli, 4 anni e mezzo di pubblicazione. Andò a posare le mani sulle sue ginocchia, accucciandosi di fronte a lui, cercan...
