Borderlines

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"Interessante... E come mai vi siete trasferiti a Londra?" Mika quella volta, la testa tra le mani se la mise per davvero. Con sguardo sconsolato, alzò gli occhi su Andy, sperando di trovare in lui quella complicità che avevano sempre, quando si trattava di quegli argomenti. Passavano ore a ridere sulle domande stupide e ricorrenti dei giornalisti.

Il suo sguardo però non lo trovò, era occupato a osservare la scena attraverso il piccolo schermo della videocamera di Zachary, ed a commentare sottovoce con lui, le riprese che il moretto stava effettuando.

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Fortunatamente un altro paio di occhi chiari intercettò le sue iridi nocciola, Yasmine gli sorrise comprensiva dall'altro lato del tavolo e lo invitò con un cenno ed un sorriso affettuoso, a tranquillizzarsi.

Con un sospiro più profondo, rispose brevemente a Corinne, per poi scusarsi e dirigersi verso il bagno, cercando una disperata tregua da quella giornata pesante.
Fortunatamente quando tornò in tavola, i piatti erano stati serviti e cinepresa e taccuino erano spariti dalla vista. Con un lieve sorriso, riprese il suo posto, si avvicinò al suo pollo con patate, addentandolo affamato.

Finito il pasto conviviale, Mika prese la via di camera sua, sperando vivamente che il biondino facesse lo stesso.

Non avevano passato nemmeno cinque minuti da soli quel giorno, durante le interviste, Andy se n'era stato tutto il tempo a discutere con Zachary, e nei momenti di pausa, aveva continuato a stare appresso al moro, consigliandogli inquadrature e giochi di luce.

Dopo la giornata intensa, al riccio non ci volle più di un quarto d'ora per finire a farsi cullare dalle braccia di morfeo, quando Andy rientrò in camera un'ora dopo, lo trovò infatti profondamente addormentato.

La giornata successiva iniziò esattamente come la precedente, con un tour di promozione in giro per Montreal della durata di tutta la mattinata, che si protrasse fino alle prime ore del pomeriggio.

Dopo di che l'intera band si ritrovò nel grande locale per il soundcheck della prima data del tour 2008.

Sotto il palco, poteva notare Andy che con la sua telecamera in mano, spiegava a Zachary alcune informazioni tecniche. Lui di concerti se ne intendeva, ne aveva filmati a decine durante l'anno precedente.

Mika cantò alcune canzoni, dando modo a Nick di aggiustare i volumi, anche se durante tutte le prove, si ritrovò a non riuscire a spostare la sua attenzione dal greco e dal canadese, che sotto il palco ridevano e scherzavano, lavorando fianco a fianco.

Finito il settaggio, la popstar scese dal palco, rintanandosi nel backstage.

Nemmeno cinque minuti dopo, i due cameraman con Corinne a fianco, fecero rumorosamente irruzione nel suo camerino, entrambi con le loro fedeli compagne di lavoro in spalla.

"A meno di un paio d'ore dal concerto, qualche rito scaramantico?" trillò la bella riccia puntando il microfono verso Mika, che in piedi davanti all'appendi abiti colmo di vestiti di scena, stava scegliendo la giacca con cui cominciare il concerto.

L'occhiataccia che partì dagli occhi nocciola, rivolta verso il trio, morì sui visi sorridenti dei ragazzi.

Corinne lo osservava in attesa, con il microfono allungato nella sua direzione, mentre Andy e Zachary erano impegnati nelle registrazioni.

"Niente di particolare, mi piace la tranquillità prima di un concerto!" rispose eloquentemente, sperando che la frecciatina venisse interpretata correttamente.

"Dai Mika, ci sarà qualcosa che fai..." insistette lei, mentre le risatine di Zazchary e Andy, intenti a scambiarsi sguardi divertiti, riecheggiavano poco più dietro.

Il libanese chiuse le mani a pugno, in un tentativo di calmare il moto d'ira che si stava impossessando di lui e ribatté "Ho detto che mi piace stare tranquillo prima di un concerto, e adesso E' prima di un concerto...!" concluse, scoccando l'ennesima occhiataccia gelida a Andy, che mancò il suo obiettivo, di nuovo.

"Andy...." si intromise a quel punto Yasmine, che dal fondo del grande camerino, aveva assistito alla scena e aveva compreso benissimo lo stato d'animo seccato del fratellino.

La libanese incatenò le iridi azzurre in quelle del medesimo colore del greco e fece capire con uno sguardo ed un movimento della testa al cognato, di mettere fine a quella situazione, e di farlo immediatamente.

"Ok ragazzi, lasciamolo tranquillo dai." Intervenne infatti, finalmente, abbassando l'obiettivo e facendo segno ai canadesi di seguirlo al di fuori del camerino.

Quando finalmente uscirono dalla porta, lasciando che il silenzio si rimpossessasse degli intorni, Mika si lasciò cadere sul divano, sospirando pesantemente con fare rabbioso.

Yasmine prese posto accanto al fratello, sullo spazioso divano in pelle, e gli passò una mano sul braccio, cercando di tranquillizzarlo.

"Calmati dai..." gli disse dolcemente, sorridendogli comprensiva.

Mika chiuse gli occhi, fece un respiro profondo e distese i nervi tesi. "Grazie Yas!" le disse spostando lo sguardo ad incontrare quegli occhi che in quei giorni lo stavano salvando sempre più spesso.

"Prego Mik! Mi devi un favore!" scherzò la sorella maggiore, strappandogli un sorriso e sciogliendo la tensione.

"Opportunista!" controbatté il giovanotto, dandole una manata affettuosa sul braccio e ridacchiando, finalmente.

Pochi attimi prima dell'inizio del concerto, Andy fece la sua comparsa in camerino, sorridente più che mai, per una volta senza cinepresa al seguito.

"Sai cosa ti dico... Il Canada sta iniziando a piacermi!" esclamò prendendo posto sul divano accanto a Mika e passandogli un braccio attorno alle spalle con fare vagamente altezzoso.

Il moro si corrucciò, scostandosi appena da quel contatto stranamente fastidioso.
"Sono felice per te" buttò lì il libanese, con un tono che non nascondeva una certa dose di sarcasmo.

Andy continuò, troppo accecato dalla sua euforia per accorgersi della reazione piccata di quel ragazzo che in un anno aveva imparato a leggere come un libro aperto. "Avere qualcuno che finalmente condivide il tuo lavoro è magnifico. Sarebbe fantastico avere i canadesi con noi per tutto il tour!"

Mika chiuse gli occhi e velocemente si alzò dal divano, non degnando il suo ragazzo di una risposta, chiudendosi in bagno.

Yasmine sospirò per l'ennesima volta quella sera e poi si rivolse al biondo seduto scompostamente sul divano.

"Si può sapere che ti prende?!" chiese senza inutili giri di parole, assumendo la posizione seria con le mani sui fianchi, che sua madre era solita avere quando sgridava i suoi 5 figli.

Andy rimase un attimo interdetto dal tono severo della ventinovenne, che in un intero anno, non aveva mai visto arrabbiata.

"Io... niente, perché?" chiese dubbioso, osservandola dal basso verso l'alto.

"Niente? Non sono due giorni che conosci Mika, ti sembra che in questi giorni sia tutto a posto?" chiese cercando di farlo ragionare.

Il biondo abbassò lo sguardo con fare colpevole. "A dire il vero ho visto che è un po' irritabile ma immagino sia dovuto a Zac e Corinne" asserì il ventiduenne, imputando la colpa ai ragazzi.

Yasmine alzò le sopracciglia con aria incredula, allargando le braccia e poi si limitò ad un consiglio pacato, volendo evitare di litigare con il cognato. "Rifletti Andy, rifletti!"

Il biondino venne richiamato da Jerry e fu costretto a lasciare il camerino, prima che potesse aggiungere altro. Yasmine attese che Mika uscisse dal bagno e quando fu l'ora dell'inizio del concerto, lo avvolse in un abbraccio e gli scompigliò i ricci affettuosamente. "Spacca tutto Mik!" gli disse, prima di lasciarlo andare a calcare il palco della città quebecchese.

Il concerto per Mika fu la cura che gli serviva per togliersi il nervoso di dosso, e lasciarsi alle spalle quanto accaduto negli ultimi due giorni, quando scese dal palco, era tutt'altra persona.

Andy lo accolse a fine concerto con aria festante e Mika dimenticò in un attimo l'astio nei suoi confronti.

Insieme tornarono in hotel ridendo e scherzando e il riccio scambiò perfino qualche battuta con i canadesi.

La mattina dopo il volo direzione Vancouver li attendeva alle 9 del mattino. Tutti insieme si imbarcarono puntuali all'aeroporto. Sull'aereo le apparecchiature elettroniche dovevano rimanere spente e questo concesse al riccio una meritata pausa dall'azione stalker dei ragazzi. Ciononostante, Andy passò gran parte del viaggio a ridere e parlottare con Zachary, non gli sembrava vero di poter condividere la sua passione nel dettaglio con qualcuno che capisse ogni suo termine tecnico e potesse commentare adeguatamente le sue idee.

Mika intavolò una discussione con Nick, Mike e Cherisse su un film di Hitchcock che a parer suo aveva dei significati reconditi che loro non erano riusciti a cogliere.
Atterrati nella cittadina, il gruppetto venne condotto all'hotel e da lì il solito quintetto, seguito stavolta anche da Yasmine, si staccò recandosi alla promozione.

La giovane libanese, osservò per tutto il tempo l'interazione tra i ragazzi. Andy in quei giorni sembrava completamente immerso nel suo mondo, non faceva che chiacchierare, ridere e scherzare con Zachary, mentre Mika se ne stava in disparte, assorto nei suoi pensieri, anche se lei aveva notato, stesse sempre attento con la coda dell'occhio, alle mosse del biondo.

Non le sfuggirono alcuni sguardi seccati e freddi che suo fratello gli aveva rivolto, quando scherzosamente Andy e Zachary si erano avvicinati viso a viso per entrare nell'inquadratura della telecamera, tenuta tra le mani dal moro dagli occhi di ghiaccio.

Di questo passo era certa, le cose sarebbero potute andare troppo oltre, se Andy non avesse cambiato modo di fare. Conosceva bene suo fratello, tanto da riconoscere quel comportamento.

Era quello che attuava quando si sentiva minacciato o attaccato.
Era un atteggiamento di calma apparente.
I suoi gesti erano educati e gentili, ma i suoi occhi e i suoi sguardi, letti attentamente, raccontavano tutta un'altra storia.

La situazione poteva degenerare da un momento all'altro in quei casi. Bastava un solo passo falso.

Con Andy aveva parlato la sera prima. Era grande abbastanza da fare le sue scelte, senza bisogno che una quasi trentenne gli ricordasse giornalmente come era bene che si comportasse.

Le interviste stancarono parecchio il giovane, che dopo aver fatto il soundcheck nella grande sala da tutto esaurito di quella sera, si rinchiuse in camerino, sdraiato sul divano, con la musica di Rufus Wainwright nelle orecchie, a fungere da calmante.

Yasmine stava sistemando le ultime cose prima del live quando udì degli schiamazzi nel corridoio, un attimo dopo i soliti tre spalancarono violentemente la porta del camerino, puntando i loro occhi indiscreti verso il divano, dove Mika si era appena messo a sedere velocemente, spaventato dal baccano improvviso, che aveva interrotto bruscamente il suo processo di preparazione alla serata, che sarebbe iniziata di lì a poco.

Corinne quella sera non fece nemmeno in tempo a portare il microfono alla bocca per porre la sua domanda alla popstar, che si ritrovò i quasi due metri di Mika a poche decine di centimetri, due occhi dallo sguardo torvo ed un'espressione che non lasciava spazio all'interpretazione.

In tono pacato ma con lo sguardo puntato dritto alle iridi azzurre di Andy, invitò i due canadesi a tornare da dove erano venuti, mentre con una mano abbassò la videocamera del suo ragazzo, curandosi di premere il tastino quadrato che poneva fine alla registrazione.

Come la porta di richiuse con un sonoro clack, Mika prese la parola.

"Non guardarmi in quel modo Andy!" iniziò il riccio, frenando l'espressione innocente che il biondo aveva dipinto sul volto.

"Cosa? Io non ho fatto nulla di male!" si difese alzando le mani in seno di resa.

Gli occhi nocciola si assottigliarono. "No certo... Passa pure il resto della settimana a flirtare con Zachary, a me non dà certo fastidio..." rispose in tono perentorio.

"Flirtare ma... Spero tu stia scherzando! Solo perché Zac capisce quello che dico in campo lavorativo, non vuol dire che io ci stia provando con lui!" ammise con sincerità.
Era vero, forse in quegli ultimi giorni aveva passato più tempo con il suo collega cameraman che con il suo ragazzo, ma non era di certo colpa sua se quest'ultimo aveva l'agenda fitta di impegni.

Mika respirò a fondo cercando di calmarsi. "Già... Zac ti capisce meglio!" rispose ponendo l'accento sul nomignolo che Andy aveva usato.
"Tu invece dopo quasi un anno che stiamo insieme vedo che non sai capire nemmeno le cose più ovvie di me..." continuò con un tono calmo che preannunciava una tempesta imminente.

Andy rispose con un tentativo di ironizzare "Ma se viviamo in simbiosi da sempre.... Suvvia Mika!"

Il ragazzo però non rise, non accennò nemmeno ad un sorriso falso.

"Appunto Andy. Nessuno meglio di te sa quanto io odi situazioni come quelle di questi giorni, avere i giornalisti alle calcagna per me è stressante come poco altro, e tu lo sai. Se c'era una cosa di cui ero contento quando ho saputo che avresti lavorato con loro, era il fatto che tu conoscessi i miei limiti, e la certezza che avevo, sul fatto che li avresti saputi rispettare. Beh, a quanto pare sono un povero illuso..." asserì, terminando la frase in poco più che un sussurro.

Il greco udendo quella parole venne come colpito da una doccia gelida che lo rese incapace di muovere ogni muscolo. Se ne stette di fronte a Mika con le braccia lungo i fianchi, lo sguardo a fissare il pavimento, e una sensazione di vuoto sotto i piedi.

Yasmine che aveva assistito alla scena da poco più in là, osservò il fratello con espressione compassionevole. Non aveva urlato, era rimasto tranquillo, aveva espresso quasi sussurrando le sue verità. C'era solo una situazione nella quale lui si comportava in quel mondo.

Quando era ferito.

In quell'istante Mika riprese la parola per un breve istante.

"E ora scusami. Ho un concerto da tenere..." concluse, aggirando la figura pietrificata del suo ragazzo, salutando la sorella con un cenno della testa e sparendo al di là della porta.

Yasmine rimase a fissare l'unica persona rimasta nella stanza, immobile al centro del camerino, con un'espressione indecifrabile in volto.

"Cosa ho combinato Yas?" chiese inespressivo Andy, ripensando alle parole che il suo ragazzo gli aveva appena sussurrato.

Yasmine gli si avvicinò pur restano a un metro da lui. "Hai fatto una cazzata. Bella grande anche!"

A quelle parole il giovane annuì. "Credevo si comportasse così per gelosia..." ammise Andy, che in quei giorni, anche se preso dal suo lavoro e da Zachary, aveva notato un cambiamento del riccio nei suoi confronti.

"Sono stato un idiota!" ragionò tra sé e sé. "Dimmi cosa posso fare adesso..." chiese alzando gli occhi chiari in quelli simili della cognata, cercando comprensione.

La giovane donna però scosse la testa. "Io ho cercato di avvertirti. Adesso te la devi vedere da solo!" concluse la ragazza con una pacca sulla spalla, superando il cognato e uscendo dalla porta per raggiungere la tribuna dalla quale poteva assistere al concerto del fratello, lasciando il giovane cameraman a pensare alle sue azioni ed a leccarsi le ferite completamente solo.    

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