Agape, Eros, Philia e Storge

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"Mika Penniman, età mentale 3 anni e mezzo!" lo rimproverò il biondo, osservando la scenetta con fare perplesso e incredulo, mentre Nikolas non nascondeva un certo divertimento ridendo sommessamente.

La cena proseguì tra le risate e la spensieratezza che impedirono a Mika di perdersi con i pensieri all'indomani.

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Quando il riccio mise piede nel suo spazioso letto matrimoniale, benedì tutti i santi del paradiso di non dover tornare a dividere una cuccetta stretta e corta con il suo ragazzo. Andy sembrò capire i suoi pensieri e quando a sua volta si buttò tra le coperte, emise un sospiro rilassato, lasciandosi andare ad un "Leeeetto mio bello quanto mi sei mancato!" a cui seguì a ruota una risata del moro.

Al biondo cameraman non ci vollero che pochi attimi per crollare in un sonno profondo mentre una mano di Mika gli accarezzava amorevolmente la schiena, ma per quest'ultimo non fu così semplice.

L'ansia per la giornata che sarebbe seguita, iniziava già a perseguitarlo a distanza di decine di ore e cominciava a non essere più tanto certo di voler effettivamente tener fede ai suoi propositi.

Mentre Andy dormiva beatamente al suo fianco si ritrovò a voltarsi verso di lui e restare in sua contemplazione, mentre la sua mente portava avanti pensieri sempre più contorti e intricati.

Spostò la mano dalla schiena scolpita del suo ragazzo e la portò ad accarezzare delicatamente i capelli dorati, facendo correre lentamente le dita tra le ciocche corte, godendo di quel contatto, attento a non svegliarlo.

Si lasciò andare ad osservare i lineamenti dolci e rilassati, illuminati appena dalla luce del lampione che sbucava dalle persiane lasciate lievemente socchiuse e quell'accenno di barba che lo rendeva tanto bello quanto sensuale.

I suoi pensieri per un attimo si fecero sereni, persi nell'attenta ammirazione di ciò che aveva di più caro e quando la sua mente tornò a guidare la sua attenzione verso la sua coraggiosa scelta, con un ultimo sguardo al viso del suo ragazzo si tranquillizzò.

Lo amava con tutto sé stesso come non aveva mai amato nessuno.

Per lui provava una miriade di emozioni, ogni sfumatura di amore che i greci avevano saputo enunciare, distinguere e teorizzare.

Ancora si ricordava quando proprio Andy lo aveva stupito con quella spiegazione poco meno di 4 anni prima.

"Come si dice amore?" chiese il libanese facendo ciondolare le gambe giù dalla graziosa scogliera sopra la quale si erano abbarbicati per trovare un po' di tranquillità in quella giornata strapiena di turisti in ogni dove.

Andy emise una risatina esasperata. Erano ormai 20 minuti buoni che Mika non faceva altro che sommergerlo di domande. Presosi una cotta stratosferica per la lingua di Platone, non vedeva l'ora di imparare più parole e frasi possibili e il biondo iniziava a non poterne più.

"Ma non puoi goderti per un attimo il panorama e tacere?" chiese sperando di avere un attimo di tregua e trovare la tanto ricercata tranquillità.

"Dai... Poi la smetto, promesso!" chiese di nuovo il ragazzo congiungendo le mani e sporgendosi verso Andy supplichevolmente.

Il biondo a quel punto decise di assecondarlo per l'ennesima volta, sperando in cuor suo potesse essere l'ultima... almeno per i 10 minuti a seguire.

"È un po' complicato..." buttò lì credendo di far calare la sua immensa curiosità, ma la risposta del ragazzo non tardò ad arrivare.

"Cosa c'è di complicato? Basta che mi traduci: love in inglese, amour in francese, amor in spagnolo, e in greco?" chiese facendo sfoggio della sua poliglossia, mostrandogli quanto fosse semplice ciò che gli aveva chiesto.

Andy sorrise all'ingenuità del suo ragazzo, quindi si prodigò in una spiegazione il quanto più possibile comprensibile.
"Sarebbe semplice se in greco l'amore non si traducesse in 4 modi diversi..." affermò introducendo la questione e ricevendo uno sguardo a dir poco perplesso da parte del suo compagno.

"Mi stai prendendo in giro!" lo canzonò Mika guardandolo storto, certo che quello che Andy stava mettendo in atto, fosse uno scherzo con l'intento di farlo tacere per un po'.

"No Mika, davvero..." rispose però dolcemente il greco, facendogli intendere la sua buona fede.

Il libanese a quel punto si mise sull'attenti, incatenando le iridi nocciola alle sue e attendendo impazientemente quella spiegazione che era riuscito a incuriosirlo a dismisura.

"Agape, Eros, Philia e Storge" pronunciò piano affinché Mika potesse cogliere la pronuncia di ognuna di quelle melodiose parole, ricevendo un sorriso radioso.

"Agape è l'amore puro, l'amore dell'anima, il sentimento tra due innamorati" descrisse la prima delle 4 definizioni mentre Mika lo scrutava con sguardo amorevole, quello che Andy ritrovava perfettamente in quella parola.

"Eros è l'amore passionale, ciò che spinge due presone a cercarsi fisicamente e desiderarsi" spiegò con un sorrisino appena accennato, notando un cambiamento nello sguardo del suo ragazzo che in quel momento si era fatto più intenso e sensuale proprio come aveva inteso.

"Philia è un sentimento di lealtà e rispetto, quello che provi verso una persona di cui ti fidi" asserì notando un luminoso sorriso farsi spazio sul suo volto.

"E Storge è l'affetto naturale che si instaura trai membri di una famiglia, tra padre e figlio o tra fratelli per esempio" concluse mentre il riccio portava stavolta lo sguardo verso il mare.

Per un lungo attimo che seguì la fine della spiegazione, vi fu silenzio sullo sperone di roccia sul quale entrambi erano seduti. Mika si perse a contemplare i vari significati che gli antichi greci avevano così sapientemente delineato, cercando nella sua stessa vita, un esempio per ciascuno di loro, mentre Andy godeva quella tranquillità conquistata con tanta fatica.

Nel suo letto quella calda notte di luglio di 4 anni più tardi Mika sorrise ripensando a quel momento e tornò a riflettere come aveva fatto allora sul significato più profondo di quelle quattro parole.

Con gli occhi ancora persi nell'osservazione dei tratti del compagno e i ricordi del mare di quel giorno che si sovrapponevano con maestria, si perse tra i meandri della sua mente.

Andy era divenuto tutto il suo mondo, rappresentava per lui tutte le sfaccettature dell'amore.

Era colui che occupava i suoi pensieri quotidianamente sia che fosse al suo fianco o meno, il contatto che desiderava con ogni sua fibra, il suo confidente, amico e consigliere più fidato e dopo tutti quegli anni al suo fianco, anche la sua famiglia.

Si ritrovò a chiedersi il motivo per cui si stesse facendo le centinaia di tesi mentali che da una buona ora a quella parte non lo lasciavano dormire, quando era cristallino che Andy meritasse ciò che lui aveva progettato.

In un baleno ritrovò tutto il coraggio e l'audacia perse sul suo cammino.

Con un enorme sorriso disegnato sul volto si sporse a lasciare un velato bacio sulla fronte a Andy dopodiché intrecciò le dita alla sua mano e sereno si addormentò a sua volta.


Alle 9 inoltrate del mattino Andy salì in camera da letto, dopo aver imbastito la colazione insieme a Nikolas e aver scambiato le prime chiacchiere mattutine con l'amico greco, con l'intento di svegliare l'ultimo componente della combriccola e poter fare colazione tutti insieme.

Salì piano sul morbido materasso attendo a non fare rumore e recuperata la piuma che giusto poco prima si era staccata dal suo portachiavi acchiappasogni, si avvicinò e la passò delicatamente sul collo del suo ragazzo, proprio sotto la linea sinuosa tracciata dalla mandibola.

Mika per un attimo non percepì nulla, intento com'era a dormire alla grossa, ma dopo un attimo portò la mano dove sentiva provenire quel fastidioso solletico, cercando malamente di scacciare quello che nel suo stato catatonico percepiva come un fastidioso insetto.

Andy continuò impassibile, spostandosi quindi sulla guancia, percorrendo lo zigomo e ricevendo un'altra manata del ragazzo che nel tentativo di mettere fine al fastidio, aveva finito per darsi da solo una sberla non molto delicata.

Il greco a quel punto ridacchiò silenziosamente continuando e andando stavolta a torturargli il naso, dove il riccio portò una mano velocemente, aprendo finalmente gli occhi per capire cosa diavolo stesse succedendo.

Quando le due fessure si schiusero mettendo a fuoco il viso del suo ragazzo prono a poche decine di centimetri dal suo viso e gli occhi chiari incurvati dalle risate che ormai non stava più riuscendo a trattenere, emise un borbottio infastidito, allungando una manata per spingere Andy più lontano possibile da lui e far cessare la tortura che era certo fosse opera sua.

"Non sapevo che per svegliarti ti prendessi a sberle da solo..." lo schernì il greco portando una mano a percorrere il petto e gli addominali appena accennati.

"Vaffanculo!" gli rispose con tutto il cuore Mika, spostando il viso dall'altra parte quando Andy tentò di farsi perdonare la battuta con un bacio del buongiorno.

Il biondino ridacchiò mordendogli la guancia esposta e ricevendo l'ennesima manata della mattina e un rimprovero coi fiocchi "Se stasera mi devo mettere il fondotinta giuro che te la faccio pagare cara!!!"

Quando finalmente la lotta tra i due si concluse, scesero di sotto trovando Nikolas ad attenderli pazientemente al tavolo.

"Perdonaci ma il bradipo qui non ne voleva sapere di saltar giù dal letto" si scusò Andy additando il moretto che con una faccia ancora decisamente assonnata, non poté controbattere molto alle parole del suo fidanzato.

"Vado un attimo a far rientrare Mel" trillò il giovane cameraman notando il cielo plumbeo e intuendo lo scroscio d'acqua che ne sarebbe conseguito, lasciando per un attimo alle spalle la cucina e fiondandosi in giardino dove la golden stava cacciando i passerotti, e richiamandola prima che si inzuppasse d'acqua e vagabondasse per casa sgocciolando ovunque.

"Allora? Come va?" chiese Nikolas ad un assonnato Mika, approfittando dell'assenza del terzo componente.

I neuroni del riccio di buona mattina faticavano a connettere, quindi rispose alla domanda nella maniera più semplice che conosceva, con un "Bene grazie" completamente di circostanza, prendendo la brocca del caffè sul tavolo e versandosene una tazzina.

Gli ci vollero una trentina di secondi per scendere dalle nuvole e ricordarsi della giornata che lo attendeva, ma quando ci riuscì si ritrovò in un battibaleno completamente sveglio e fin troppo agitato.

"Forse avrei dovuto tacere" rise il greco conscio di aver appena risvegliato le ansie del quasi ventinovenne con quella domanda.

La chiacchierata dei due venne interrotta dalla corsa di Mel che finì irruentemente tra le gambe di Mika prima che quest'ultimo nemmeno se ne accorgesse, rischiando di farlo sbilanciare dalla sedia e facendo cadere un pezzo di pane imburrato che teneva in mano.

"Ciao terremoto!" la salutò il padroncino, degnandola delle coccole e delle attenzioni tanto desiderate, indicandole poi il pezzetto di colazione finito per terra, che trovò casa tra le fauci della cagnolona nel giro di mezzo secondo.

La colazione proseguì tra le risate e i rimproveri dei due londinesi, verso il greco che costantemente lasciava "cadere inavvertitamente" pezzetti di cibo direttamente davanti alle zampe di Melachi che astutamente aveva preso in simpatia il nuovo arrivato, trovando posto ai suoi piedi.

Il pomeriggio Andy lo trascorse ad accompagnare l'amico negli scorci più suggestivi e meno conosciuti della città che lo aveva visto crescere mentre Mika si concedeva ad alcune interviste e alle prove per il concerto della sera.

Il rinomato gay club poco lontano dall'Embarkment che quella sera ospitava il concerto, era gremito di gente già da una buona mezz'ora, da quando i cancelli erano stati aperti e la folla era stata fatta confluire ordinatamente nella grande sala a due piani.

La band nel camerino era già pronta a calcare la scena e i musicisti parlottavano amichevolmente nella stanza a loro dedicata, attendendo il richiamo del loro manager che non sarebbe tardato ad arrivare.

Mika nella sua dressing room personale cercava di placare l'ansia divagante che in quell'ultima manciata di minuti prima di donarsi alla folla, lo stava facendo quasi impazzire.

Dall'inizio del tour, quello era il primo vero concerto. Un'esibizione solo sua, non incorniciata da altri artisti che avrebbero aperto o chiuso la serata con lui come in tutti i festival precedenti, ma una serata con una scaletta pregna e impegnativa, nella quale avrebbe presentato un gran numero delle sue canzoni nuove, ancora inedite per la maggior parte del pubblico.

La tensione per il giudizio esterno rispetto al suo nuovo sound non lo lasciava in pace da giorni. Temeva fortemente che la nuova direzione musicale data al suo album prossimo all'uscita, risultasse troppo distante dalla linea che il suo pubblico si aspettava di trovare nei suoi pezzi.

Alcune persone avevano avuto la possibilità di ascoltare parte delle nuove tracce e fin da subito Mika aveva avuto l'impressione di vedere una netta linea di demarcazione tra coloro che trovavano quel cambiamento di rotta decisamente azzeccato, e chi lo giudicava completamente fuori luogo.

"Quella faccia non mi piace" esordì Andy entrando nel camerino con passo felpato, adocchiando il viso di Mika parzialmente illuminato dalla luce gialla che inondava lo stanzino.

Mika inspirò cercando di dissimulare l'irrequietezza che aveva capito il suo fidanzato avesse notato e con un sorriso tirato finse indifferenza.

"Sono 29 anni che ho questa faccia... e a giudicare dai 5 e mezzo che hai passato al mio fianco deduco poi tanto schifo non ti faccia..." ironizzò il cantante rivoltando il significato di quella frase a suo piacimento.

Andy sorrise a metà avvicinandosi a lui con fare poco convinto "Hai ragione. Riformulo meglio: cosa ti mette così tanto a disagio stasera da far sembrare il tuo viso di 5 anni più vecchio?" chiese spiegando meglio ciò che aveva visto tra i suoi tratti tesi.

"Heeey!!" lo rimproverò però Mika con un pugno su un braccio, sviando di nuovo il discorso e fingendosi offeso per quell'uscita.

John intanto batté con un colpo secco alla porta urlando da fuori alla popstar "2 minuti!" e facendo lo stesso con la porta che poco più avanti dava nel camerino della band, per poi sparire in fondo al corridoio.

"Mika..." lo richiamò di nuovo il greco cercando di essere considerato e di ottenere una risposta ai suoi perché, prima che il ragazzo sparisse sul palco per le successive 2 ore.

"Andy..." rispose il riccio con lo stesso tono indagatorio con il mero intento di prenderlo in giro e far cadere la questione una volta per tutte.

"...adesso ho da fare..." gli rispose poi continuando la frase iniziata con quel vocativo, "ne parliamo dopo." concluse con un bacio di quelli profondi di cui tanto si ha bisogno a volte, salutandolo quindi con un inchino e sparendo oltre la porta, infilandosi in corridoio e avviandosi dietro le quinte.   

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