45

73 2 0
                                        

Avevano riso, spensierati, per interi minuti.
Sul punto di smettere, si guardavano, e bastava quello per ridere di nuovo.

Avevano riso per tanto tempo.
Per troppo tempo.

L'atmosfera si era fatta più luminosa, ma non erano i raggi del Sole ad illuminare lo scenario delle loro risate.

Mauris si avvicinò a loro, cautamente, forse per la paura e il dispiacere di dover per forza interrompere le risate, che sapeva pure fossero rare da parte di 156, da quando 104 era morto.

- 156, Jack.- disse, attirando la loro attenzione.

- Si?- rise sospirando lei, ma fermandosi subito, vedendo la preoccupante e preoccupata espressione di Mauris.

- Io... Non vi vorrei interrompere... Ma... Si è fatto tardi.- disse, indicando la finestra, coperta dai tendoni colorati, la quale oscurava ciò che si trovava al di fuori, ma non abbastanza da poter impedire di capire che si fosse fatto buio.

156 spalancò gli occhi.

- La bambina... Insomma...
È da sola...- disse un po' confusionalmente Mauris.

- Camille! Santo cielo!- disse ad alta voce 156.

La donna prese un gettone da una sua tasca, per poi lasciarlo sul tavolo.
- Mi darà il resto un'altra volta.- disse, seria, alzandosi, e prendendo un po' distrattamente la spalla di Jack.

- Alzati!- gli disse, e così lui fece.

Mauris disse qualche parola sul fatto che avevano appena bevuto un "superalcolico", e andare da Camille o cercarla in quello stato, da ubriachi, non era di certo la cosa migliore da fare.
Si offrì di aiutarli, ma nessuno dei due lo stava realmente ascoltando.

I due ormai erano già usciti, con il vento freddo della notte desertica addosso, la terra rossa sotto i piedi e le stelle sopra la testa.

Si diressero in fretta, un po' barcollando per l'alcool, alla casupola di Jack e Camille.

Erano del tutto sicuri di trovarla lì.
Correvano per fare in fretta.
Avevano fatto aspettare molto Camille.
E se si fosse fatta male?
O se avesse fatto qualche stupidaggine, essendo da sola?

Jack bussò alla porta, sperando di sentire una risposta provenire dall'altro lato.
Ma nessuno rispose.

Non ne fu allarmato.
Camille poteva star dormendo.
Era tardi.

Mosse con cautela e lentezza l'asse di legno che segnava l'ingresso, per non rischiare, nel caso la piccola stesse dormendo, di svegliarla.

Ma entrando, la calma che era riuscito a mantenere sotto l'effetto dell'alcool scomparve.

Camille non era lì.

La stanza con le due brande era vuota, esattamente come il letto della bambina.

- N-Non c'è.- disse, balbettando a mezza voce, girandosi verso 156.

- D-Dio mio.
Dobbiamo... Dobbiamo cercarla.- balbettò 156.

Jack sudó freddo.
Aveva paura per Camille.
Sarebbe potuta essere ovunque.
E se si fosse fatta male?
E se si fosse cacciata nei guai?

- Tu... Tu vai nella...
Vai nella parte nord dell'accampamento.- disse, indicando con un dito la loro destra.

- Io andrò alla parte sud.- continuó.
Si incamminò subito, veloce, lasciando Jack davanti alla casupola.

Anche Jack si incamminò, con passo veloce, verso tutte le casupole e magazzini che si trovavano davanti a lui.

Guardò in ogni casupola, attraverso le finestre, ma tutto quello che vedeva era buio e mobili.

Si aspettava di trovare qualcuno in ogni casupola, non vedendo nessuno in strada, ma ogni casupola in cui guardava era vuota, nella penombra generale della notte, che aveva già sperimentato la notte prima, nel bus.

Anche nei magazzini era così.

Nonostante fossero evidentemente chiusi (probabilmente per renderli più sicuri e tenere al sicuro quello che si trovava al suo interno), Jack riuscí a guardare al loro interno tramite scalfitture o fessure delle assi, buchi nei muri o, nei casi in cui il magazzino era munito di una porta, attraverso la serratura.

C'erano solamente tantissimi oggetti, scorte, rifornimenti, che a mente lucida avrebbe esaminato con lo sguardo, carico di attenzione e curiosità, ma che, con la mente offuscata dall'alcool e con l'unico scopo di trovare Camille, non guardava con alcuna curiosità.

Si diresse verso l'edificio in cui erano stati poco prima, rispetto agli altri, illuminato.

Si avvicinò, senza farsi vedere, ed in poco capí che dentro c'erano molte persone.

L'unica che aveva riconosciuto era 168.

Parlavano.
Ma non capiva ciò che dicevano.
Non li ascoltava nemmeno.

Guardava semplicemente i presenti, cercando di intravedere Camille.

Senza farsi vedere, si allontanò.

Notò, tra see e see, il suo comportamento, e lo trovò leggermente innaturale.

Normalmente, avrebbe avuto il dubbio tra fermarsi ad ascoltare ed andarsene.

Pensò anche che probabilmente si sarebbe deciso ad andarsene, in quelle circostanze.
Il suo obbiettivo in quel momento era solamente trovare Camille.

Si ritrovò a pensare, però, che se una certa persona si fosse trovata tra quelle, si sarebbe fermato senza dubbi.

Se 113 ci fosse stata, lui si sarebbe fermato.

Perché, inconsciamente, involontariamente, cercando Camille tra le persone presenti nell'edificio, aveva cercato con lo sguardo pure 113.

Il vento stava salendo.
Iniziava a fare molto freddo.

Jack credeva di aver guardato in tutti i luoghi possibili in cui Camille poteva essere.

Probabilmente 156 l'aveva trovata.
Ma se 156 non l'avesse trovata?

Jack continuó a guardarsi intorno.

Gli ci volle un po' per vedere un'altro luogo illuminato.

Non era una casupola.
Era una tenda.

Si avvicinò, lentamente, per poi affacciarsi, cautamente, all'entrata, aperta, costituita da un telo spesso, attaccato alla parte superiore della tenda.






- Spazio Neve

Due domande belle:
1) Come l'ho preso 10 nell'interrogazione di mate che non ho studiato?
2) Perché nevica a due giorni da marzo?😂
Da voi nevica?

Ho appena scoperto i Breaking Benjamin.
E niente.
The Diary Of Jane mi ha rubato l'anima.😂




~Francy

Soldier 113 [First Arc]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora