156 si riappoggiò al muro, guardando in avanti.
- Tra poco tempo avrai la tua maschera e la tua pistola personale.- disse, informando Jack.
- Anche la pistola personalizzata?- disse lui.
Non sapeva che pure le pistole fossero diverse da soldato in soldato.
- È tutto per l'identificazione.- rispose vagamente 156.
- Cosa intendi dire?- chiese spiegazioni Jack.
- L'identificazione è fondamentale nella Resistenza. La maschera di un soldato serve a farlo riconoscere in tempo breve dagli altri soldati in battaglie, soprattutto in battaglie non programmate che non hanno schemi precisi, oppure in contesti più quotidiani, come missioni più semplici e senza combattimenti o nell'accampamento.- cominció a spiegare 156.
Jack annuì.
- La pistola, invece, indica sia l'identità del soldato che il suo grado all'interno della Resistenza.-
- Veramente?- chiese lui.
156 annuì.
- Sai, se diventi un soldato... Come possiamo dire... "Famoso" nella Resistenza, se fai parte delle missioni più importanti e se sei parte attiva delle missioni, se sei nelle prime linee, le Forze Governative iniziano a categorizzarti. Hanno... Loro hanno molte categorie e scale di pericolosità dei soldati che riconoscono tramite le maschere e caratteristiche fisiologiche. Se ti categorizzano, non sapendo il tuo nome o numero, ti associano a nomignoli, soprannomi.- continuó.
- Dove vuoi arrivare?-
- Quando sentiamo parlare uomini delle Forze Governative, intercettiamo loro audio o chiamate oppure riusciamo ad ottenere documenti, possiamo riuscire a fare una sorta di elenco dei nomi che loro usano per definirci. Loro li ultilizzano scorrevolmente, parlando di noi.-
Estrasse dalla fondina alla gamba la propria pistola laser, arancione e con striature colorate.
Su di essa si trovava una strana scritta nera. Jack non riuscí a leggerla.
In un secondo riconobbe quella lingua e quegli idiomi come gli stessi che si trovavano sparsi per l'accampamento, sottoforma di manifesti, tendoni attaccati tra una casupola e l'altra, incisioni e persino alcuni graffiti che aveva visto fuori, sui muri di alcune casupole.
- Chi si fa incidere e dipingere uno dei tali soprannomi sulla pistola, può mostrare di essere, come dire, famoso tra le Forze Governative. Io ho il mio. 113 ha il suo e 168 se lo è fatto incidere mentre eravamo al MI.-
156 notò la strana faccia di Jack.
- Ovviamente, ce lo facciamo incidere in una che le Forze Governative non comprendono.-
- Perché?- chiese Jack.
- Capirebbero a chi appartiene, nel caso riuscissero a prenderne una e leggere il soprannome, cosa comunque praticamente impossibile. È anche un fatto culturale della Resistenza che ci tiene legati a questi idiomi.-
156 mise la pistola di nuovo nella fondina.
- I primi fondatori della Resistenza non avevano nomi composti da numeri, ma si chiamavano ancora con i propri nomi o nomignoli. Una di loro era una ragazza di origini asiatiche, Mei Takahashi, che decise di introdurre parole della sua lingua nativa, il giapponese, all'interno dell'identificazione dei soldati tra di loro. Questo rendeva più sicure ed efficenti le missioni. Più avanti si decise di dare numeri ai soldati per identificarli. Abbiamo mantenuto il giapponese come lingua e parte integrante della Resistenza, anche per il fatto che le Forze Governative non sanno come leggerla. L'hanno categorizzata come una delle lingue morte del passato, da dimenticare. Nessuno la studia più e i macchinari non sono programmati per leggerla, dati gli strani idiomi.- spiegò.
Jack si chiese una cosa.
Perché dare nomignoli e categorizzare i soldati rendeva più sicure le missioni.
Ci fu silenzio, per poco.
Lo chiese.
- Perché non usare i propri nomi e cognomi rende le missioni più sicure? E come faceva Mei Takahashi a sapere il giapponese?- aggiunse la seconda domanda poco dopo, quando gli venne in mente.
- Le Forze Governative sapendo i nostri nomi potrebbero scavare nel nostro passato e metterci in situazioni spiacevoli, distraendoci. Immagina di aver perso un caro per colpa delle Forze Governative, magari durante un'esecuzione nella Zona Desertica. Sapendo che c'eri anche tu, potrebbero rigettarti tutto addosso. Non sarebbe piacevole. Ti distrarresti. È capitato che qualcuno morisse per colpa di tutto questo.- disse.
Effettivamente, lo aveva dimenticato, che le Forze Governative sapevano tutto di loro, mentre erano a PerfectOne.
Non sarebbe stato per niente difficile per loro rivoltare loro contro brutti ricordi, nel modo più infame possibile.
- Mei Takahashi, dicevi?- tornó a spiegare 156.
- Mei Takahashi era parte di una delle antiche generazioni di Soggetti X che si nascondevano tra i Soggetti Z. Segretamente mantenevano antiche tradizioni asiatiche, tra cui la lingua. Quando la sua famiglia venne sterminata, lei riuscí a scappare. Venne trovata poco tempo dopo e mandata ad un'esecuzione nella Zona Desertica, venendo poi salvata. Fece imparare, una volta soldatessa, la sua lingua alla maggior parte dei soldati, introducendola nella a Resistenza.-
Generazioni di Soggetti X?
Esistevano?
Jack non lo sapeva.
Sapeva che essere Soggetti X era ereditario, ma non pensava esistessaro addirittura generazioni di Soggetti X.
- Esistono generazioni di Soggetti X?-
- Certo. Anche circoli di Soggetti X, se è per questo. Si ritrovano all'interno di zone nascoste. Certe volte hanno contatti con il MI. A volte ci forniscono informazioni.- disse lei con calma, come se fosse una cosa risaputa e scontata.
Per Jack non lo era.
In qualche modo, influiva le ipotesi che si era fatto sul suo passato.
Creavano una nuova pista, tra le mille a cui già aveva pensato.
Non era ancora stato confermato scientificamente che lui fosse Soggetto X, in quanto non gli avevano fatto alcun tipo di analisi al riguardo, ma era palese lo fosse.
Riconobbe, appena arrivato all'Accampamento, nelle Pillole della Cecità Mentale, alcune pillole che gli erano state date a PerfectOne.
Le aveva viste pure in uno dei libri che aveva visto sfogliare a Brian mentre passavano del tempo assieme alla biblioteca, Brian, per sistemare e lavorare, lui, per leggere nel tempo libero il libro che proprio il biondo gli aveva dato.
Ripensandoci, non l'aveva neanche restituito.
Dov'era rimasto?
Giusto.
Se fosse stato ipoteticamente discendente di una delle generazioni di Soggetti X?
Strinse gli occhi, massaggiandosi una tempia.
Gli era appena venuta una fitta lancinante alla testa.
Stava pensando troppo.
~Francy
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Soldier 113 [First Arc]
ActionAnno 4000 d.C circa. In seguito ad una guerra nucleare, la California è rimasta l'unica zona del mondo intatta dalle radiazioni. PerfectOne, con capitale NewElement, è l'unico segno di civiltà umana rimasto sulla Terra, governato da una stirpe imper...
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