Jack si avvicinò a Camille.
- Camille.-
- Si, Jack?-
- Mi potresti per favore spiegare... Ovviamente solo se vuoi...
Come mai sei arrivata qui...?-
Camille fissò il vuoto un secondo.
- Ah! Lo so! Lo so!
Quelli della Resistenza ci hanno presi e poi-
Jack la interruppe, serio.
- Intendo... Perché gli uomini delle Forze Governative ti hanno presa?- Jack si inginocchiò davanti a lei, raggiungendo la sua altezza e guardandola.
- Io... Beh... Hmm...-
Camille guardò in alto, dicendo parole sottovoce, appena accennate, ragionando e pensando.
- Io... Ti ho detto che ero in un orfanotrofio?-
Jack annuì.
- Io i miei non li ho mai visti.-
Jack fece una faccia dispiaciuta.
- Mi... Mi spiace... Sono... Morti?-
- La mia mamma si, ma il mio papà no.
Da quel che ho capito aveva un "reddito annuo" di gettoni troppo basso e non mi poteva tenere.
Credo che la maggior parte dei soldi li guardagnava mia mamma.- fece spallucce, con calma.
- E tuo padre ti ha lasciato andare via così?
Non ha detto o fatto niente?!-
Come poteva un padre lasciare la propria figlia andare via così, come se nulla fosse?
Almeno si rendeva conto di quello che stava accadendo?
- Non mi hanno detto nulla.
Ma sono cresciuta e sono sempre stata in quel posto triste.
Cioè... All'inizio non era così triste... Poi però lo è diventato.-
Jack la incitò ad andare avanti con un cenno della testa.
- Prima io giocavo con loro.
Poi hanno smesso.-
- Camille... Quando hanno smesso?
Quando hanno smesso di voler giocare con te?-
Jack aveva una mezza idea, basata non solo su quello che aveva sentito poco prima da 156, ma anche basata su quello che aveva appreso durante i sedici mesi passati in ospedale.
- Circa... Circa un mese... Due mesi fa.-
- E prima erano tutti normali...?-
- Credo... Credo di si.
Ridevano e scherzavano con me.
Giocavamo insieme a nascondino e alla conta, facevamo i giochi di ruolo in cui uno di noi era il fruttivendolo, giocavamo insieme a "macedonia" a scuola e giocavamo anche con i pupazzi.
Poi un giorno non hanno più voluto.-
Le ipotesi di Jack diventarono sempre più concrete.
- Camille... Cosa intendi con "non hanno più voluto"?-
- Loro non mi rispondevano.
Io gli chiedevo di giocare e loro mi guardavano male.
Prima ci facevamo domande insieme, poi loro hanno smesso.-
Qualcosa scattò nella testa di Jack.
"Ci facevamo domande insieme"
"Loro hanno smesso"
Improvvisamente, si ricordò di quando era in ospedale, e gli avevano detto che ad una certa età, i bambini smettono di farsi domande.
Poi, la soluzione.
Solo quattro parole.
"Pillola della Cecità Mentale"
- Camille... Il momento in cui hanno smesso di farsi domande e di giocare... Coincide con un avvenimento preciso...?-
Camille pensò.
- Quando abbiamo tutti compiuto 10 anni...
Hanno iniziato a darci delle medicine la mattina.-
Jack spalancò gli occhi.
Sul serio davano la pillola della Cecità Mentale a dei bambini?
- Cos'é successo poi?- la incitò Jack.
- La davano a tutti quella medicina, e in meno di un'ora tutti erano diversi.
Non mi guardavano più e guardavano solo davanti a loro, e stavano in silenzio e non mi parlavano più.
Io all'inizio non volevo fare come loro, ma pensavo che forse era un nuovo gioco.
A volte facevamo un gioco in cui non dovevamo parlarci per un'ora o un giorno, e stavamo tutti in silenzio, ma poi finiva sempre che qualcuno rideva o parlava.
Ho pensato di dover stare in silenzio e ho iniziato a fare quello che facevano gli altri.
Stavo in silenzio e guardavo davanti.
Pensavo che andando a scuola poi avremmo parlato, ma sull'autobus erano tutti in silenzio e non si muovevano.
Anche quelli che non conoscevo stavano in silenzio.
Anche a scuola erano tutti in silenzio.
Io sono andata avanti così, a stare in silenzio e guardare avanti per credo un mese e mezzo, poi ho pensato che il gioco stava durando un po' troppo.
Senza farmi vedere cercavo di parlare agli altri, ma non mi rispondevano.-
- Poi... Gli hai chiesto di giocare, giusto?-
Camille annuì.
- Avevo detto che questo gioco non mi piaceva più, perché mi sentivo sola e mi annoiavo, ma loro non ascoltavano.
Un giorno mi sono stufata di non essere ascoltata e allora quando era tardi e dovevamo dormire ho preso un cuscino e l'ho tirato addosso a quello che una volta era un mio amico.
Ho urlato che volevo fare una battaglia di cuscini, ma nessuno si è mosso.
Poi sono entrati degli uomini che mi hanno portato a fare un esame nell'infermieria e hanno detto che c'era qualcosa che non andava nel mio sangue, mi hanno detto che dovevo andare via e che dovevo raccogliere le mie cose.-
Camille abbassò la testa.
- Mi mancano i miei amici.-
- Camille...
Io credo di aver capito il perché.-
Jack le accarezzò una guancia.
Camille subito alzò la testa.
- Camille...
Credo che tu sia un Soggetto X.
Andrò più tardi a dirlo a 156.-
- Spazio Orchestra
Stasera inizio l'orchestra, e spero di ricordarmi dove sono le note che ci diranno di fare. 😂
~Francy
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Soldier 113 [First Arc]
AksiAnno 4000 d.C circa. In seguito ad una guerra nucleare, la California è rimasta l'unica zona del mondo intatta dalle radiazioni. PerfectOne, con capitale NewElement, è l'unico segno di civiltà umana rimasto sulla Terra, governato da una stirpe imper...
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