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Jack era stato affascinato dalla dimostrazione di 156 sugli scanner gestiti dagli operatori del M.C.C. (ovvero il Movement Control Center, il centro nella zona Sud dello ZeroM) e da come gli erano state spiegate le meccaniche di alcuni degli apparecchi per l'hackeraggio dei file.

Non aveva capito molto, ma forse era proprio questo alone di difficoltà intorno al tutto che lo rendeva così affascinante.

156 aveva spiegato poco dell'hackeraggio, ma era stato sufficente per far capire a Jack che ci sarebbe voluta di certo molta pratica per riuscirci.

Gli avevano detto che probabilmente in tempo breve gli sarebbe stato spiegato come hackerare dei file criptati minori.

Non credeva di potercela fare, ma provare non gli avrebbe fatto di certo male.

Era tutto molto confuso, anche se in fondo pensava non potesse essere veramente così difficoltoso come appariva.

Ora ci pensava, guardando fuori dalla finestra della sua casupola.

Stava aspettando Camille.

Era appena stato alla mensa e aveva mangiato qualcosa, anche se non aveva molta fame.

Camille doveva essere lì, adesso.

Non avrebbe interferito con il suo stare in compagnia con 180, 191 e 184.

La bambina sembrava divertirsi molto con loro, e Jack non voleva disturbarla.

Non aveva, in più, programmato come fare per andare lì e prendere Camille.

Cosa avrebbe detto?

Aveva vissuto molte situazioni, talvolta anche bizzarre, con le persone, imparando a convivere con esse e imparando a comunicare, ma non si sentiva ancora del tutto pronto a tutti i tipi di conversazioni.

Non era neanche molto sicuro di quale fosse il suo vero carattere, anche se aveva imparato ad agire d'impulso, d'istinto, per cercare di comprendere la sua natura emotiva.

C'erano molte cose su cui era incerto, in quel momento, pensandoci.

Guardava il tramonto fuori dalla finestra ed era incerto.

Era incerto sul suo passato, che, anche se ora non aveva più importanza, restava lì, aleggiando come un fantasma sulla sua coscienza.

Era incerto sul suo futuro.

Non tanto del suo futuro come soldato, ma del futuro che sapeva stesse per accadere.
Era incerto sulla missione che si sarebbe svolta il giorno dopo.

Non avrebbe più dovuto fare attenzione alla sua stessa vita e a quella dei suoi compagni di squadra.

Se fosse entrato in azione, cosa che era sicuro sarebbe certamente accaduta, avrebbe dovuto prestare attenzione e proteggere pure degli ostaggi.

Forse sarebbero stati uomini, forse donne, forse bambini, ma sarebbero stati tutti accomunati dalla paura e dal terrore che avrebbero provato in quei momenti.

Sarebbero stati scioccati, impauriti, insicuri.

Jack poteva dirlo con certezza.
L'aveva provato in prima persona.

Ricordava il non sapere il perché di tutto quello, ricordava quanto tutto non fosse chiaro, anche se era certo che il motivo per cui erano lì era semplice e sfacciato.

Li avevano buttati via.

Li avevano buttati via perché non erano i cittadini perfetti che Marcus Cooper voleva per PerfectOne.

Soldier 113 [First Arc]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora