Camille, notando meglio la macchia sulla schiena di Jack, era rabbrividita, schifata e terrorizzata.
Aveva stretto forte Anna, e Jack l'aveva notato.
Con sforzo si tirò sú, seduto, mentre quasi sentiva la maglietta, ormai un secondo strato di pelle, quasi staccarsi dalla ferita.
Sentiva ogni reticolato di fili che componevano il tessuto sulla pelle esposta, mentre tutto diveniva più caldo.
Se la stoffa si staccava, dal dolore pulsante e gonfio sarebbe uscito sangue.
Come in quel momento.
Jack avrebbe fatto uscire Camille, ma non si fidava a lasciarla sola.
Anche prima, dopo essere tornati, l'aveva accompagnata alla "sua" stanza.
Il MI era sicuro, certo.
Ma Jack non si fidava.
Soprattutto, conoscendo ormai la diffidenza e la fantasia dei suoi abitanti.
Se lo avessero creduto un Pentito?
Avrebbero riconosciuto Camille, forse?
Jack non l'avrebbe mai lasciata andare in giro da sola, in quella situazione,totalmente esposta a tutto e a tutti.
Quando 113 sarebbe tornata, le avrebbe chiesto di accompagnare Camille, e di tenerla al sicuro.
113 non avrebbe capito il perché, ma Jack speró vivamente che si fidasse di lui lo stesso, anche non conoscendo le circostanze.
Proprio combaciando con i suoi pensieri, dei passi si fecero sempre più vicini.
113 entrò dalla porta bianca e levigata.
Tutto era bianco, in quella stanza.
Tutto sembrava estremamente monotono, in quella stanza.
Jack pensò di rispecchiarsi di più nei soldati della Resistenza. Fu felice di averlo pensato.
Confuso com'era, il pensare di sapere effettivamente di essere nel posto giusto, gli dava un qualcosa di euforico.
- 113 è qui.- disse la ragazzina.
La sua voce non era ansimante, ma era quasi sfumata nell'aria, mentre le parole quasi si perdevano nella stanza, della consistenza del vapore, freddo e doloroso, bruciante, denso.
Era stata via meno di due minuti, ma portava con sé un kit medico e altri oggetti supplementari che Jack non riusciva bene a distinguere.
Dove aveva preso quelle cose?
- 113... A-Accompagna fuori Camille... Fino... Alla sua stanza.- 197 balbettò, con poca voce.
Appena apriva bocca le tempie gli pulsavano di dolore scuro, intenso, e la gola gli pareva secca, quasi non avesse fiato.
Era dato dalla sua confusione, o dal dolore che aveva in quel momento alla schiena?
Era stato ricurvo su se stesso tutto quel tempo, seduto, ma appena 113 era entrata, lui aveva cercato di tirarsi su.
Voleva parlarle faccia a faccia.
Cercare di rassicurarla, magari, in qualche modo. Aveva visto quel luccichio di preoccupazione nei suoi occhi.
Si era reso conto troppo tardi che un'azione del genere lo aveva solamente affaticato, facendo sembrare tutto più precario.
- Perché?- la voce di 113 era netta, sicura.
Aveva tutto il diritto di sapere, ma non adesso.
Non davanti a Camille.
Lei non doveva sapere o intendere quanto Jack stesse realmente male. Si sarebbe solo preoccupata.
Jack fece per parlare, ma sentí una goccia di sangue uscire dalla cicatrice, causandogli un dolore tremante.
Corrugò le sopracciglia e strinse i denti, stringendo gli occhi, mentre la maschera seguiva i movimenti e i lineamenti del suo viso.
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Soldier 113 [First Arc]
ActionAnno 4000 d.C circa. In seguito ad una guerra nucleare, la California è rimasta l'unica zona del mondo intatta dalle radiazioni. PerfectOne, con capitale NewElement, è l'unico segno di civiltà umana rimasto sulla Terra, governato da una stirpe imper...
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