156 si riprese subito.
Con la pistola sparò a coloro che cercavano di entrare.
168 aveva tra le braccia un fucile.
Jack non si limitò a sparare.
Con il suo pugnale prima indeboliva gli avversari, cercando talvolta anche solo di sorprenderli o confonderli, poi si occupava di loro con la sua pistola.
113 era uscita.
Aveva prima di tutto detto a Camille cosa fare, permettendole di passare inosservata e di nascondersi vicino a 125, che con il braccio sano cercava di proteggerla.
113 voleva estirpare il problema alla radice.
Ciò non impediva comunque ai proiettili di passare attraverso la fiancata del bus.
Tutto il retro del bus era diventato un piccolo ambiente di sopravvivenza.
I fumogeni, portati dal vento avevano oscurato l'aria, e le finestrelle chiuse da 156 che non permettevano neanche alla luce di entrare lasciavano ai proiettili laser il compito di illuminare, a tratti in quella penombra colorata certe volte interrotta dalle porte del bus che si aprivano e chiudevano di scatto, quello spazio claustrofobico e adrenalinico.
Jack cercò di stare attento, ma quando sentì qualcosa colpirlo alla gamba, praticamente si piegò in due.
Fu solo per un secondo, ma la sorpresa e il dolore non gli permisero di notare un uomo delle Forze Governative, fin troppo vicino a lui.
Un pugno gli arrivò dritto nello stomaco, e gli fece emettere un lamento.
Sbatté contro una parete, scomposto, non capendo neanche dove fosse, ma d'istinto estrasse nuovamente il pugnale e lo conficcò nella gamba dell'uomo.
Fu 156 a sparargli.
Tese la mano a Jack, e lui, aiutandosi con essa, si rialzò.
156 sembrava non aver notato la gamba di 197.
Forse non aveva sentito, prima, o forse non gli aveva solo prestato attenzione.
Era da molto che non gli prestava attenzione.
Neanche per le cose importanti.
Non si preoccupava di lui.
Ma lui si preoccupava di lei.
E si era visto.
Jack non considerava ciò che aveva fatto un salvataggio vero e proprio, ma restava il fatto che l'aveva salvata dal ritrovarsi un proiettile in pieno petto o in mezzo alla fronte.
Le cose sarebbero cambiate tra loro?
Jack non aveva tempo di pensarci.
- BISOGNA ANDARE FUORI!- urlò al vuoto, nell'esatto momento in cui degli urli furono udibili dal deserto circostante.
Riconobbe gli urli di una voce maschile e ne fu sollevato.
156 gli annuí, lo sguardo teso.
Jack sparò ad un altro uomo e uscí, testando sulla sua pelle come la ferita alla gamba non fosse profonda, nonostante uscisse sangue, e lui lo sentisse.
Non sarebbe stato in grado di muoversi se la ferita fosse stata grave.
Uscí e per prima cosa cercò 113.
La vide.
Tre uomini alle calcagna, mentre ne combatteva uno corpo a corpo.
Uno con una pistola.
Uno con un fucile, ma stordito profondamente.
Uno che strisciava a terra, sanguinante.
Jack sparò con la pistola a quello stordito, uccidendolo.
Corse e tirò un calcio a quello a terra, sparando ad un altro alla sua sinistra, a pochi metri da 156, mentre 113 aveva ucciso quello davanti a lei.
156 intanto sparò ad altri uomini, e 168 uscí furtivo dal bus, rientrando per un attimo ma solo per ripararsi da un proiettile vagante.
Dopo, fu solo confusione.
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Soldier 113 [First Arc]
AzioneAnno 4000 d.C circa. In seguito ad una guerra nucleare, la California è rimasta l'unica zona del mondo intatta dalle radiazioni. PerfectOne, con capitale NewElement, è l'unico segno di civiltà umana rimasto sulla Terra, governato da una stirpe imper...
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