- Amalie?- chiese Jack.
La donna era lontana da lui, quasi in un angolo dell'atrio esterno dell'edificio bianco e spoglio, alla sua sinistra.
Si girò completamente verso di lei, scrutandola un secondo.
Aveva vestiti nuovi, puliti, i capelli leggermente più ordinati e finalmente la faccia visibile.
Jack pensò che avesse un viso estremamente grazioso, e indubbiamente indice della sua giovinezza.
Gli occhi erano di un colore nocciola molto chiaro, leggero, ma in qualche modo appesantiti dallo sguardo diretto e addolorato, tanto estremo da sembrare indice di pazzia.
I capelli erano ora legati in uno chignon basso, ma che non li includeva tutti, ancora scombinati.
- Che ci fai qui? Non vi hanno portato alle vostre abitazioni temporanee? E... Tu soprattutto non eri stata portata in un Pronto Soccorso?- chiese Jack.
156, in seguito a controlli medici basilari e poco professionali, sul bus, per colpa della poca attrezzatura, aveva trovato sul suo corpo ferite all'addome.
Non aveva visto nulla, data la poca propensione di Amalie a collaborare, ma tastando sul suo stomaco (parte del corpo che teneva spesso stretta tra le mani) aveva riscontrato rigonfiamenti innaturali e zone estremamente sensibili, quindi tagli, ferite o lividi molto estesi.
Appena arrivati, gli ostaggi erano stati portati ai loro alloggi, e Amalie al Pronto Soccorso del MI, per analisi, esami e cure professionali.
- Sí. Ma me ne sono andata.- la sua voce era stranamente calma.
- Perché? Eri ferita. Necessitavi cure.-
- Troppi... Medici.-
In un certo senso Jack la comprendeva.
Anche lui aveva avuto medici intorno per mesi e mesi, e soprattutto con gli ultimi avvenimenti, ne stava avendo abbastanza di medicina.
- Capisco.- rise lui, anche se lo faceva per non piangere.
- Lascia che ti ci riaccompagni. Comprendo che tu non voglia avere a che fare con ambienti simili, ma è ciò di cui hai bisogno al momento.- cercò di convincerla lui.
Lei si avvicinò.
- Non ne ho bisogno, 197.-
Disse il suo codice con un tono strano.
Jack non capí bene cosa intendesse tralasciare con esso.
- Io credo proprio di sì. È mattina presto, se non prestissimo. Non avrò problemi ad accompagnarti e sarebbe meglio per te medicare le tue ferite.-
- Me ne sono andata da lì ieri pomeriggio.- disse, pacatamente.
Sembrava totalmente un'altra persona.
Nella mente di Jack tornò ancora confusione quando ripensò alle sue urla, al suo pianto disperato tra le parole che gli avevano portato un deja vu tanto confusionale.
- Ancora peggio. Lo ripeterò soltanto un'altra volta. Necessiti cure, e se non ti verranno date, non credo ti sentiresti bene a lungo. Non vuoi un ospedale? Ti medicherò io, o chiamerò 156. Non sai neanche come è fatto il MI. Ti aiuteremo ad orientarti e ti daremo cure mediche.- si avvicinò lui, puramente per cercare di convincerla.
Cosa le era passato per la testa?
Aveva bisogno assolutamente di farsi medicare, contando quanto 156 descrivesse le sue ferite come molto estese o come quasi sicuramente ancora praticamente aperte.
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Soldier 113 [First Arc]
ActionAnno 4000 d.C circa. In seguito ad una guerra nucleare, la California è rimasta l'unica zona del mondo intatta dalle radiazioni. PerfectOne, con capitale NewElement, è l'unico segno di civiltà umana rimasto sulla Terra, governato da una stirpe imper...
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