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- Come stai?- Jack cercò di non far sembrare la sua voce tremante.

113 lo guardò, senza dire niente.

Jack sudó freddo, un peso sul petto.

- 113... Crede di essere stata troppo impulsiva.-

197 la guardò, interrogativo.

- Aprirsi con te... È stato impulsivo. 113 è stata impulsiva.-

Jack serrò la mascella.
Avrebbe boccheggiato se non l'avesse fatto.

- Tu... Tu sei libera di fare quello che vuoi, 113.- disse, con voce strozzata.

Il peso sul petto aumentava.
Si sentiva in colpa.

Era colpa sua?

Non era riuscito a mostrarle di volerle veramente stare vicino.

Aveva sbagliato qualcosa?

Aveva sempre pensato che la scelta di 113 in fondo non avrebbe modificato il suo modo di vederla e i suoi sentimenti di protezione per lei, ma sentire che lei non fosse più sicura lo faceva sentire, in qualche modo, male.

Si sentiva oppresso dalla consapevolezza di non aver fatto tutto ciò che avrebbe potuto.

- Puoi fare ciò che vuoi. Non abbiamo niente ancora.-

- Abbiamo qualcosa.- 113 disse improvvisamente, alzando la voce ed alzando di scatto la testa.

Jack si zittí, sussultando.
113 guardò il pavimento, forse in colpa per il suo scatto.

Il peso stava scomparendo.

- È solo che... 113... ti chiede di non correre. Non sa come fare con... Con tutto questo.-

Jack annuí, con un mezzo sorriso.

I suoi occhi erano acquosi.

Tutte le sue preoccupazioni erano in gran parte svanite.

Era sollevato, tanto da sentirsi più leggero.

- 197.-

- Si?-

- Stai... Piangendo?-

Jack solo in quel momento si rese conto delle lacrime al bordo dei suoi occhi.

- N-No i-io...-

Era letteralmente in panico.

Avrebbe voluto asciugarsele, ma aveva la maschera addosso.

Pensò poi che, anche se non l'avesse avuta, asciugarsi le lacrime non sarebbe stata per niente una mossa intelligente.

- 197.- lo richiamò 113.

Aveva le sopracciglia aggrottate, in un'espressione a metà tra la non comprensione e la preoccupazione.

Era preoccupata?

- Scusa... Io...-

Jack la guardò negli occhi.

Sospirò.

- Quando hai iniziato a a parlare, io... Ho... Ho avuto paura che tu non ti fidassi di me. Mi chiedevo cosa avessi fatto di sbagliato. Mi sono dato la colpa perché non ero riuscito a farti capire quanto... quanto...- si bloccò.

- "Quanto" cosa?- chiese 113, con voce irremovibile.

- Quanto... Quanto mi importi di te.-

Ci fu silenzio.

- Io... 113, te l'ho già spiegato e ne abbiamo già parlato. I-Io avevo paura di non averti fatto capire quanto tu sia importante per me. Non... Non nel senso rappresentativo di soldato. Intendo... Intendo dire che tu per me sei importante. Quando poi hai spiegato... Sono stato sollevato. Molto sollevato. Sinceramente, non mi sono reso conto di aver pianto. Mi sono sentito leggero. Mi sono... Mi sono sentito leggero.-

Soldier 113 [First Arc]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora