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- Ma dov'è 156 quando serve?-

La voce scocciata ed esasperata di 113 tornò nella stanza, e Jack ne fu sollevato.

- Dovrà occuparsene 113.- disse la ragazzina, riferendosi alle cicatrici.

Jack avrebbe voluto constatare come 156 stesse facendo sicuramente qualcosa di utile al momento, ma in un attimo gli tornò in mente come 156 fosse una alcolizzata, e come la probabilità che fosse da qualche parte a bere, al momento, era alta.

Non disse nulla.
Anche se avesse voluto dire qualcosa, comunque, stordito com'era, non sarebbe riuscito a dire nulla.

Appena 113 iniziò a togliere la maglietta di Jack, cercando di scoprire la zona interessata dal sanguinamento, lui non reagí.

113 era molto delicata, molto attenta a non fargli male, e Jack lo notava bene.

Aveva preso con cura i bordi della maglietta, cercando di non tirarla in alcun modo, ma semplicemente di rivoltarla su se stessa, piegandola in modo che, una volta tolta, fosse al contrario.

Quasi tutta la schiena era rimasta scoperta dalla stoffa, ma arrivò presto il punto cruciale.

Pochi millimetri separavano 113 dallo strappare la stoffa dalla pelle esposta, e lei esitava, dopo aver compreso in poco come la perdita di sangue fosse seria.

Gocce rosse scendevano lungo la schiena pallida del ragazzo, e la pelle era mutata in diverse tonalità anche a diversi centimetri dalle cicatrici.

Passava da una pallidezza innaturale ad un arrossamento deciso.

- Va tutto bene?- chiese lei, con il suo solito tono deciso, ormai naturale.

Jack annuí velocemente.
Tratteneva il respiro.
E 113 lo notò.

- Fa male?- 113 lo chiese con un velo di preoccupazione nella sua voce.

- Sii onesto, 197.- disse poco dopo.

Non poteva vederlo in faccia.
Doveva semplicemente fidarsi della sua parola e sperare dicesse la verità.

Secondo 113, Jack aveva la tendenza a screditare i suoi problemi per mettere al primo posto quelli degli altri.
Come lei, d'altronde, anche se non lo capiva.

113 era dovuta essere colei che aveva introdotto i problemi di Jack in un discorso, quella sera in cui avevano guardato il cielo e la mezza Luna, contro un muro di una casupola.

Forse a Jack non piaceva parlare di sé, ma se era per questo, neanche a 113 piaceva.

Ma lei lo faceva.
E come lei era stata totalmente sincera con lui degli argomenti trattati, anche lui sarebbe dovuto esserlo, per quanto le sue memorie lo permettessero.

- P-Per ora no.- 197 balbettò, in un sospiro, dopo aver espirato.

- Per ora.- ripeté, a bassa voce.

Erano entrambi consapevoli del dolore che Jack avrebbe provato da lì a poco.

Ma dovevano togliere quella stoffa dalla sua pelle, se volevano cercare di analizzare la situazione e capire cosa gli stesse accadendo, oltre che prevenire o marginare una possibile infezione e sistemare le ferite di cui la natura era al momento sconosciuta.

- 197, 113 deve farlo. Distraiti. Pensa a qualcosa.- la voce di 113 traspariva la sua consapevolezza che pensare a qualcos'altro non lo avrebbe aiutato, ma traspariva anche il suo bisogno di cercare di aiutarlo.

Jack annuí.

113 iniziò a tirare la stoffa, e Jack visualizzò qualcosa nella sua mente.
Non realizzò di aver pensato a due cose, e tantomeno subito capí cosa esse fossero.

Soldier 113 [First Arc]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora